Accessibilità e partecipazione: le nostre proposte per l’adozione del PEBA a Dro

L’iniziativa civica promossa dal nostro segretario Paolo Minotto sul Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) del Comune di Dro sta producendo i primi risultati. Dopo il sollecito del Difensore Civico e la risposta dell’Amministrazione comunale, abbiamo rilevato alcuni segnali che lasciano intravedere la volontà di avviare un percorso finalizzato all’adozione del PEBA. Per questo motivo abbiamo ritenuto opportuno contribuire in modo costruttivo al confronto istituzionale.

Questa mattina abbiamo trasmesso al Difensore Civico della Provincia autonoma di Trento e al Comune di Dro un documento contenente osservazioni, proposte operative e possibili linee d’azione per favorire l’adozione del PEBA attraverso un percorso trasparente, partecipato e inserito in una strategia di area vasta.

Nel contributo evidenziamo le criticità emerse nel corso del procedimento (Fascicolo 167/26), ma soprattutto suggeriamo soluzioni concrete: dal coinvolgimento della cittadinanza e delle associazioni alla mappatura delle barriere architettoniche, dalla ricerca di strumenti di finanziamento alla definizione di indicatori pubblici per monitorare l’avanzamento degli interventi.

Crediamo che la partecipazione civica non debba limitarsi alla segnalazione dei problemi, ma possa contribuire alla costruzione delle soluzioni. È con questo spirito che abbiamo elaborato e trasmesso il documento che alleghiamo integralmente.

In allegato il testo inviato al Difensore Civico e al Comune di Dro oggi – venerdì, 19 giugno 2026:

Segue la versione testuale della proposta inoltrata a Difensore civico e Comune di Dro:

Al dott. Sandro Raimondi
Difensore civico della Provincia di Trento

Alla sig.ra Ginetta Santoni
Sindaca del Comune di Dro

Rovereto, 19 giugno 2026

Oggetto: Contributo dell’associazione Più Democrazia in Trentino per l’attivazione del procedimento di adozione del PEBA nel Comune di Dro e strategia di area vasta (Fascicolo 167/26).

Il presente contributo, redatto dall’Associazione Più Democrazia in Trentino nell’ambito delle proprie finalità di promozione della trasparenza, della partecipazione civica e della cultura della legalità amministrativa, delinea le tappe necessarie affinché il Comune di Dro superi le criticità emerse nel procedimento relativo al Fascicolo 167/26. L’obiettivo è l’effettiva adozione del PEBA (Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche) attraverso un percorso trasparente, lineare e inserito in una strategia coordinata di area vasta.

1. Inquadramento della situazione e criticità rilevate (Fascicolo 167/26)

L’azione conoscitiva e di stimolo dell’Associazione nasce dalle istanze formali presentate dal segretario e residente Paolo Minotto in sede di aggiornamento del Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) svolta a inizio 2026. Tali osservazioni evidenziavano l’assenza, all’interno della programmazione strategica del Comune di Dro, di obiettivi concreti legati all’attivazione dei PEBA.

L’interlocuzione formale scaturita dal successivo coinvolgimento del Difensore Civico della Provincia Autonoma di Trento ha fatto emergere alcune rilevanti criticità di metodo e di sostanza nell’azione dell’Amministrazione comunale:

  • Mancanza di programmazione trasparente: l’Amministrazione ha dichiarato in via di replica che sarebbe “in corso un’analisi per verificare le reali esigenze del territorio”. Tuttavia, tale attività non risulta codificata in nessun atto ufficiale di programmazione (PIAO o Bilancio), privando la cittadinanza degli strumenti minimi di verifica e controllo sull’operato pubblico.
  • Frammentarietà degli interventi: l’aver affrontato le problematiche di accessibilità (pensiline, marciapiedi, ambulatori) solo a seguito di interlocuzioni e segnalazioni puntuali del cittadino conferma l’assenza di una visione sistemica. Senza un PEBA, l’azione amministrativa è costretta a inseguire l’emergenza in ordine sparso, laddove la norma prevede una pianificazione organica.
  • Il ritardo sistemico locale: la giustificazione addotta dall’ente, secondo cui la stragrande maggioranza dei Comuni trentini (oltre 140 su 166) risulta tuttora inadempiente rispetto ai PEBA, evidenzia un deficit strutturale di livello provinciale che non può però operare come esimente per il Comune di Dro, tenuto all’osservanza di precisi obblighi di legge nazionali (L. 41/1986, L. 104/1992) e provinciali (L.P. 1/1991).

2. Il ruolo di garanzia del Difensore Civico e la prospettiva provinciale

L’attivazione del Difensore Civico, culminata nel formale sollecito trasmesso al Comune di Dro in data 11 giugno 2026, ribadisce la centralità del principio di “leale collaborazione” tra istituzioni e cittadini. Al di là dei confini strettamente formali della consultazione sul PIAO, l’azione di garanzia ha rimarcato l’obbligo per le amministrazioni di non ignorare le istanze della società civile organizzata.

In una prospettiva di sistema, ai sensi della Legge Provinciale 8/2003 (Art. 6, comma 2, lett. g), il Difensore Civico esercita una funzione di tutela strutturale degli interessi delle persone con disabilità. Più Democrazia in Trentino individua in questo sollecito il punto di partenza per una sollecitazione più ampia verso la Provincia Autonoma di Trento, finalizzata a:

  • segnalare il ritardo diffuso nell’adozione dei PEBA a livello locale, stimolando un censimento generale delle barriere sul territorio provinciale;
  • promuovere l’attivazione di tavoli interistituzionali per favorire il confronto programmatico tra enti locali e associazioni di categoria;
  • sollecitare strumenti stabili di incentivo e rifinanziamento per supportare i Comuni – specialmente quelli di medie e piccole dimensioni – nelle spese di progettazione dei piani.

3. Piano d’azione strategico per il Comune di Dro

Il Comune di Dro (oltre 5.000 abitanti) possiede le caratteristiche dimensionali e istituzionali per superare l’approccio difensivo e conformarsi alle migliori pratiche già attive sul territorio provinciale (come l’esperienza del Comune di Arco). L’Associazione propone l’attivazione dei seguenti tre canali amministrativi:

  • Attivazione dei canali di finanziamento: inoltrare formale istanza al Consiglio delle Autonomie Locali (CAL) e alla Provincia per verificare l’accesso ai fondi di rotazione o ai contributi specifici per la pianificazione territoriale in sede di assestamento di bilancio sul modello del decreto del 10 ottobre 2022 del Ministro per le disabilità, assunto di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro del lavoro e delle politiche sociali.
  • Sinergia e gestione associata: considerata la complessità tecnica del rilievo urbano, valutare l’integrazione delle risorse umane e strumentali attraverso moduli di gestione associata o di collaborazione con la Comunità Alto Garda e Ledro, inserendo il piano all’interno di una logica di mobilità e accessibilità di area vasta.
  • Metodologia dei “poli attrattori”: pur riconoscendo gli adeguamenti già effettuati dal Comune su singoli stabili (Municipio, scuole, RSA), il PEBA dovrà unificare tali punti isolati. L’approccio strategico deve prioritariamente mappare e sbarrare i percorsi di connessione e i tragitti pedonali che collegano i servizi essenziali e i pubblici esercizi del territorio.

4. Linee guida metodologiche per la predisposizione del PEBA

Affinché il percorso sia lineare, misurabile e realmente inclusivo, Più Democrazia in Trentino suggerisce all’Amministrazione comunale di strutturare l’iter secondo quattro fasi distinte:

Fase 1: partecipazione civica attiva e coinvolgimento

  • Istruttoria pubblica: indizione di un momento di confronto pubblico e trasparente per presentare alla cittadinanza l’avvio del percorso di redazione del Piano.
  • Strumenti digitali di ascolto: pubblicazione sul sito istituzionale di questionari accessibili per raccogliere i bisogni specifici dei residenti, dei portatori di interesse e delle associazioni del terzo settore.
  • Mappatura partecipata: organizzazione di sopralluoghi sul campo (camminate civiche) che coinvolgano direttamente i tecnici comunali, i progettisti e le persone con disabilità motoria e sensoriale per individuare i punti critici reali.

Fase 2: rilievo tecnico, censimento e digitalizzazione

  • Informatizzazione (mappatura GIS): georeferenziazione sistematica di ogni barriera architettonica o ostacolo localizzato sugli spazi pubblici di Dro, corredata da schede tecniche digitali, documentazione fotografica e livello di pendenza/criticità.
  • Matrice delle priorità: classificazione delle barriere rilevate secondo un indice di urgenza oggettivo, incrociando la gravità dell’ostacolo con l’indice di frequentazione del percorso urbano (es. vicinanza a fermate del trasporto pubblico, ambulatori, scuole).

Fase 3: progettazione e budgeting parametrico

  • Integrazione dei principi di universal design: definizione delle soluzioni progettuali preferendo criteri di accessibilità universale e integrata (es. pavimentazioni tattilo-plantari, scivoli raccordati, segnaletica inclusiva).
  • Quadro economico di dettaglio: determinazione dei costi di massima per ciascun intervento catalogato, al fine di consentire una programmazione finanziaria sostenibile all’interno del bilancio di previsione.

Fase 4: formalizzazione, integrazione e monitoraggio

  • Coerenza normativa: inserimento dei vincoli e delle prescrizioni del PEBA all’interno del Regolamento Edilizio Comunale (REC) e coordinamento vincolante con il Programma triennale dei lavori pubblici.
  • Trasparenza dello stato di avanzamento: istituzione di un indicatore di performance pubblico (all’interno del PIAO) per monitorare annualmente la percentuale di barriere eliminate e lo stato di attuazione delle risorse stanziate.

Il Fascicolo 167/26 ha dimostrato che la partecipazione cittadina non può essere ridotta a un mero pro-forma documentale. Con la presente proposta, l’Associazione Più Democrazia in Trentino intende offrire all’Amministrazione di Dro gli elementi utili per trasformare una situazione di iniziale chiusura in un modello virtuoso di collaborazione civica, garantendo il pieno diritto alla mobilità autonoma e all’inclusione per tutti i membri della comunità.

Alex Marini – Michela Lupi – Paolo Minotto

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