
Il 15 settembre il Senato ha approvato la riforma della legge elettorale. A conclusione dei lavori, abbiamo voluto verificare quale spazio abbiano avuto nella discussione gli strumenti di partecipazione popolare e, nello specifico, le petizioni.
Le petizioni dei cittadini sono state formalmente congiunte all’esame della nuova legge elettorale da parte del Senato (AS 1971). È un fatto positivo: riconosce, almeno sul piano procedurale, che le richieste presentate ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione devono accompagnare la discussione parlamentare sugli stessi temi.
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Per la prima volta nella storia dell’Italia repubblicana, si svolgeranno nello stesso anno, a distanza di sei mesi, due referendum.
Le discussioni sul quorum di partecipazione applicato ai referendum sono oramai una costante del dibattito politico italiano degli ultimi due decenni. Da un lato coloro che lo vogliono eliminare, dall’altro coloro che sono favorevoli al mantenimento dell’ostacolo a una piena partecipazione popolare. I primi si sforzano di considerare elementi empirici e analisi giuridiche comparative per palesare le disfunzionalità prodotte dal quorum mentre i secondi giustificano le loro posizioni su premesse che, nella maggior parte dei casi, si basano su fondamenti logici precari.
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