L’esercizio dei diritti politici, pilastro fondamentale di ogni democrazia, dovrebbe essere agevolato dalle istituzioni e non ostacolato da barriere burocratiche ed economiche. Eppure, il Regolamento sugli istituti di partecipazione popolare del Comune di Trento, all’articolo 10, impone un onere che appare irragionevole e difficilmente giustificabile sul piano giuridico: l’obbligo di costituire il comitato promotore di un referendum davanti a un notaio.
Lunedì 27 aprile i componenti del direttivo dell’associazione Più Democrazia in Trentino — Paolo Minotto, Michela Lupi, Stefano Longano e Alex Marini — hanno organizzato la conferenza stampa “Il PIAO non è un monologo: il test civico alla prova delle amministrazioni“ per illustrare e consegnare agli organi di informazione i fascicoli relativi alle osservazioni presentate nell’ambito della verifica sui Piani Integrati di Attività e Organizzazione (PIAO). L’iniziativa ha riguardato la Provincia autonoma di Trento e i Comuni di Trento, Storo e Dro, con l’obiettivo di rendere pubblici gli esiti del lavoro svolto e stimolare un confronto sul grado di apertura, trasparenza e partecipazione delle amministrazioni coinvolte.
In Trentino-Alto Adige/Südtirol esiste un problema di trasparenza ambientale che non può più essere ignorato. Da anni i comuni della nostra regione sono in ritardo nell’ottemperare agli obblighi di pubblicazione delle informazioni ambientali nella sezione “Amministrazione trasparente” dei propri siti istituzionali. Un ritardo che non è frutto di disattenzione, ma di una scelta difensiva: rifugiarsi sotto l’ombrello della legge regionale n. 10/2014, sostenendo che l’obbligo di pubblicare le “informazioni ambientali” non trovi applicazione.
Il sistema elettorale italiano continua a escludere, nei fatti, una parte significativa della popolazione dall’esercizio del diritto di voto. Tra cittadini fuori sede e persone con problemi di salute, cresce il fenomeno dell’astensionismo involontario, causato da regole rigide e ormai anacronistiche. Lo dimostrano, da un lato, il caso del consigliere regionale toscano Jacopo Melio, che ha denunciato le difficoltà di accesso al voto domiciliare in presenza di problemi di salute sopravvenuti, e dall’altro i dati della città di Trento, dove su 60.353 votanti sono stati nominati 394 rappresentanti di lista (0,65%), spesso utilizzati come soluzione surrettizia dai fuori sede per poter votare. Due evidenze che rafforzano la necessità urgente di riformare le modalità di voto, introducendo strumenti più accessibili e adeguati alla società contemporanea. Un tema già sollevato da Più Democrazia in Trentino con un appello alle istituzioni, che oggi si conferma più attuale che mai.
Con la riforma costituzionale del 2001, l’articolo 118 della Costituzione ha introdotto il principio di sussidiarietà orizzontale, riconoscendo e promuovendo l’autonoma iniziativa dei cittadini – singoli o associati – per lo svolgimento di attività di interesse generale. Non più un rapporto verticale di potere tra istituzioni e cittadini, ma una logica di fiducia e collaborazione.
Su questo terreno si è innestata anche la riflessione di Stefano Rodotà, che nei lavori della Commissione sui beni pubblici ha contribuito a ridefinire la categoria dei beni comuni come quei beni funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali e al libero sviluppo della persona.
In vista dei cinque referendum abrogativi in programma l’8 e il 9 giugno 2025, l’associazione Più Democrazia in Trentino organizza un incontro pubblico per offrire alla cittadinanza un’occasione di approfondimento chiaro, accessibile e imparziale.
Estate molto operosa quella che ci lasciamo alla spalle: nel mentre i Rappresentanti dell’Assemblea legislativa della Provincia di Trento mettevano una pietra tombale sul DDL di iniziativa popolare, cestinando definitivamente, dopo 6 anni di confronto, la proposta di migliorare gli strumenti di democrazia diretta e deliberativa (cfr. Iter Iniziativa in pillole), noi abbiamo continuato a lavorare, convinti che una democrazia migliore sia indispensabile e possibile.
L’11 dicembre 2015, una settimana dopo l’approvazione della delibera di modifica dello Statuto comunale, il Partito Democratico di Trento ha lanciato la periodica newsletter informativa online. La pubblicazione elettronica è seguita alla distribuzione di 50.000 copie cartacee alle famiglie della città avviata nei giorni precedenti. Tra le notizie contenute nella newsletter anche un articolo dal titolo “#Statuto comunale – partecipazione e bene comune”. Continua a leggere →
La consigliera comunale e socia di Più Democrazia in Trentino Marianna Demattè, con una doppia interrogazione (13 luglio e 12 agosto 2015), ha ottenuto i dati relativi alle istanze e alle petizioni depositate e trattate dal 2006 ad oggi. Ne emerge un quadro confuso e non troppo trasparente nonchè, in apparenza, un uso sempre più rado di tali strumenti da parte dei cittadini.Continua a leggere →
Il 23 novembre 2015 è scaduto il termine per la presentazione delle osservazioni alle modifiche statutarie del Comune di Trento che verranno discusse l’1 e il 2 dicembre.
Il 14 novembre l’associazione Più Democrazia in Trentino aveva diffuso un modello per segnalare all’amministrazione comunale le proposte formulate nel percorso partecipato che si è concluso nel mese di settembre. Sono stati 35 i cittadini che hanno scaricato il modello e l’hanno consegnato agli uffici comunali entro la scadenza.Continua a leggere →
Nella seduta del consiglio comunale di Trento del 18 novembre 2015, in ordine all’iter di modifica dello Statuto comunale di Trento, sono state sottoposte due domande di attualità dai consiglieri dell’intergruppo che sostengono la proposta per più democrazia. Continua a leggere →
Grazie alle interrogazioni presentate dalla consigliera comunale Marianna Demattè (14 luglio e 12 agosto 2015), siamo riusciti ad ottenere la documentazione relativa alle procedure circa lo svolgimento dei due referendum comunali che si sono svolti nella città di Trento dal dopoguerra ad oggi (risposte del 29 luglio e 9 settembre 2015). Continua a leggere →
Il 6 novembre il Comune di Trento ha aperto la fase di consultazione sulle proposte di modifica dello statuto comunale, fase che si concluderà il 23 novembre.
Come Associazione chiediamo a soci e simpatizzanti residenti nel Comune di Trento di scaricare il documento che abbiamo predisposto, eventualmente personalizzarlo, e presentarlo firmato alla Segreteria del Comune entro lunedì 23 novembre alle ore 12. Chiedete anche ad amici e conoscenti di farlo.
Gli appuntamenti del percorso partecipato promosso da Più Democrazia in Trentino e gli incontri con la rappresentanza politica dopo il lancio del manifesto programmatico nel marzo 2015:
(lettera pubblicata sul Corriere del Trentino – 26 settembre 2015)
La presente è per inserirmi nel dibattito sui gettoni presenza e sulle indennità da corrispondere a consiglieri e presidenti delle circoscrizioni che ha visto sulle pagine di questo giornale il coinvolgimento anche della presidente del consiglio comunale di Trento Lucia Coppola(in replica all’intervento di Marco Ianes). Continua a leggere →
Slides della presentazione della proposta di modifica dello Statuto comunale di Trento
Con il contributo di Alberto Zanutto (moderatore) e la preziosa collaborazione di Daniela Filbier, Stefano Longano, Stefano Tava e Mattia Tomasi, sabato 12 settembre, abbiamo presentato ufficialmente la proposta di modifica dello statuto comunale di Trento. All’evento hanno partecipato cittadini attivi e amministratori locali(qui le slides della presentazione). Continua a leggere →
Martedì 1 settembre si è concluso il percorso di elaborazione della proposta di modifica dello Statuto comunale di Trento. Il documento è stato commentato dai promotori e dai consiglieri comunali che hanno seguito il percorso partecipato: Marianna Demattè, Paolo Serra, Paolo Negroni, Vanni Scalfi ed Elisabetta Bozzarelli. La proposta sarà presentata ufficialmente nel corso della mattinata di sabato 12 settembre. All’evento sono invitati i consiglieri comunali, i soggetti interessati e la cittadinanza. Continua a leggere →