I postumi della modifica dello Statuto comunale di Trento

20151211_estratto giornalino PDL’11 dicembre 2015, una settimana dopo l’approvazione della delibera di modifica dello Statuto comunale, il Partito Democratico di Trento ha lanciato la periodica newsletter informativa online. La pubblicazione elettronica è seguita alla distribuzione di 50.000 copie cartacee alle famiglie della città avviata nei giorni precedenti. Tra le notizie contenute nella newsletter anche un articolo dal titolo “#Statuto comunale – partecipazione e bene comune”.

L’iniziativa ha attirato l’attenzione dei consiglieri del M5S che hanno depositato una domanda di attualità a prima firma di Marianna Demattè per verificare se, considerato che l’articolo non descriveva correttamente quanto accaduto nell’aula consiliare, fossero state utilizzate risorse pubbliche per la stampa e per la distribuzione della newsletter. Qui il testo della domanda di attualità ai sensi dell’art.101 del regolamento del Consiglio:

20151212_newsletter PDNei giorni scorsi il gruppo consiliare PD-PSI del comune di Trento ha inviato a 50 mila famgilie di Trento un foglio informativo in cui tra le altre cose si afferma: “In queste settimane siamo al lavoro anche per apportare modifiche statutarie agli istituti referendari. Non si tratta solo di abbassare il quorum al 25% per le iniziative popolari, ma di ampliare le materie referendabili e renderne vincolante l’esito. Vorremmo poter dare ai cittadini uno strumento in più per aiutare la comunità a crescere e per riappropriarsi del diritto-dovere alla partecipazione politica attiva.”

Quanto affermato sul volantino non corrisponde però a quanto portato avanti in aula dalla maggioranza del gruppo PD, il cui capogruppo già nella commissione competente aveva deciso di rimandare di 6 mesi l’eventuale inserimento nella delibera di ulteriori modifiche, sostenendo ci fosse la necessità di tempi più lunghi per dibatterle (ndr 12 mesi non erano sufficienti).

Durante la seduta del 2 dicembre si è votato un emendamento presentato dal M5S e L’Altra Trento che mirava a rendere vinvolante l’esito del referendum (emendamento riformulato in modo tale da avere avere il parere tecnico positivo del Segretario generale). La maggioranza del gruppo PD, ad eccezione di alcuni singoli consiglieri (ndr Bungaro, Salizzoni e Scalfi), si è astenuta concorrendo alla bocciatura della proposta.

Ci sembra dunque un fatto grave che, a fronte dei fatti appena riportati, si racconti alla cittadinza una storia diversa. A questo proposito siamo a chiedere se, per propagandare qualcosa che nei fatti non corrisponde al vero, siano stati utilizzati i fondi a disposizione dei gruppi consiliari e quindi denaro pubblico. In caso positivo, interroghiamo Sindaco e Giunta sull’opportunità di questo utilizzo di risorse pubbliche.

Dopo la risposta della Presidente del Consiglio, Lucia Coppola, la quale ha confermato l’utilizzo di risorse pubbliche per il finanziamento dell’iniziativa, è intervenuto, in deroga al regolamento, il capogruppo del PD. Paolo Serra ha replicato accusando i consiglieri del M5S di assumere un atteggiamento poco collaborativo e ha giustificato l’operato del proprio gruppo consiliare poiché, a suo avviso, non c’è stata nessuna volontà di falsificare la realtà dato che la distribuzione ha avuto avvio prima della discussione generale per la quale non si poteva prevedere l’esito finale.

20151212_distribuzione volantiniDubbi sulla modalità di distribuzione della newsletter sono stati sollevati anche da Andrea Merler (Civica Trentina), il quale ha depositato un’interrogazione per chiedere spiegazioni circa la distribuzione congiunta del materiale propagandistico del PD e dei giornalini circoscrizionali, i quali dovrebbero mantenere un profilo istituzionale e non essere abbinati alla propaganda di partito (qui la risposta del sindaco).

Infine, critiche sull’operato della maggioranza sono arrivate anche dai consiglieri Vanni Scalfi (PD) e Corrado Bungaro (PD) nel corso della discussione generale sul bilancio comunale. Vanni Scalfi si è lamentato per l’assenza di coraggio dimostrato dal PD e per il silenzio dell’assessore alla partecipazione Chiara Maule nell’iter seguito per la modifica dello Statuto in materia di referendum.

Corrado Bungaro ha invece manifestato delusione circa il passaggio in aula della modifica statutaria, nel corso del quale non è stato approvato nemmeno l’emendamento che proponeva l’esito vincolante dei referendum. A fronte di una simile situazione, la relazione della giunta, nella quale si parla della necessità di ricucire il filo del dialogo con cittadini e associazioni per rafforzare il coinvolgimento popolare nei processi decisionali, appare pertanto lontana dalla sua realizzazione. Infine, Bungaro ha auspicato che la maggioranza possa rimediare a tale inconcludenza portando a termine gli impegni presi per l’aggiornamento della disciplina referendaria entro la scadenza del maggio 2016.

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