Calceranica al Lago: il Difensore civico contro i formalismi che svuotano le petizioni. Un principio che può diventare una pietra miliare per la partecipazione democratica

“Caldonazzo – view from Menador” di Matteo Ianeselli, da Wikimedia Commons, licenza CC BY‑SA 3.0.

La vicenda della petizione popolare presentata da oltre 200 cittadini al Comune di Calceranica al Lago contro la localizzazione di un’antenna per telecomunicazioni in prossimità del campo sportivo potrebbe rappresentare un importante punto di svolta nel dibattito sulla partecipazione democratica nei comuni trentini.

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Regolamento sugli istituti di partecipazione popolare di Trento: quando la burocrazia limita la democrazia

© Matteo Ianeselli / Wikimedia Commons

L’esercizio dei diritti politici, pilastro fondamentale di ogni democrazia, dovrebbe essere agevolato dalle istituzioni e non ostacolato da barriere burocratiche ed economiche. Eppure, il Regolamento sugli istituti di partecipazione popolare del Comune di Trento, all’articolo 10, impone un onere che appare irragionevole e difficilmente giustificabile sul piano giuridico: l’obbligo di costituire il comitato promotore di un referendum davanti a un notaio.

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Dal diritto alla partecipazione alla sovranità digitale: una sfida per il Trentino

Il 1° ottobre scorso sono intervenuto in Prima Commissione, a nome dell’associazione Più Democrazia in Trentino, per inquadrare la petizione petizione popolare provinciale n. 6/XVII “Previsione di sottoscrizioni digitali in materia elettorale e referendaria” presentata dal primo firmatario e segretario dell’associazione Paolo Minotto in una prospettiva più ampia: quella di una democrazia moderna, digitale e realmente partecipata.
La questione non riguarda solo un aspetto tecnico, ma il modo in cui intendiamo garantire l’effettività dei diritti politici e la qualità democratica della nostra Autonomia.

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Il diritto di candidarsi non può essere una tassa medievale

* pubblicato sulla rivista Questo Trentino – maggio 2025

A ogni tornata elettorale si moltiplicano i commenti sul disinteresse dei cittadini verso la politica locale e sulla crescente difficoltà nel trovare candidati disposti a impegnarsi in prima persona. Ma mentre si moltiplicano le analisi culturali e sociologiche sullo sfaldamento della partecipazione, poche sono le proposte concrete per rimuovere quegli ostacoli che, nella pratica quotidiana, rendono più difficile l’esercizio del diritto di elettorato passivo.

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