Bezzecca (Ledro). Depositati tre quesiti referendari per la tutela della Piana di Santa Lucia in pratis

Mercoledì 18 ottobre, supportati da formali dichiarazioni di sostegno di 45 residenti nella frazione di Bezzecca, sono stati depositati tre quesiti referendari per la salvaguardia della Piana di Santa Lucia, luogo simbolo del Risorgimento italiano poichè lì si svolse l’epica Battaglia di Bezzecca nella Terza Guerra d’Indipendenza. Il primo a darne notizia è stato il giornale Trentino, proprio nel giorno in cui il Consiglio comunale avrebbe dovuto votare la deroga al PRG per consentire la costruzione di un ricovero per animali da parte di un giovane imprenditore agricolo (Bezzecca, referendum contro la stalla – Trentino, 19 ottobre 2017).

I quesiti per un referendum frazionale depositati da Lorenzo Leoni, referente del comitato, sono i seguenti:

  1. Vuole Lei che il Comune di Ledro promuova iniziative storico-culturali-commemorative per preservare e valorizzare l’attuale contesto ambientale dei prati della località Dalena-Santa Lucia, in Bezzecca, che furono teatro della storica Battaglia del 1866 con protagonista Giuseppe Garibaldi?
  2. Vuole Lei che sui prati della località Dalena-Santa Lucia, in Bezzecca, che furono teatro della storica Battaglia del 1866 con protagonista Giuseppe Garibaldi, il Comune di Ledro collochi un cippo o altro manufatto commemorativo?
  3. Lei è d’accordo che vengano realizzati impianti per attività zootecniche sui prati in località Dalena-Santa Lucia, pp.ff. 798/1/2 e 797 in C.C. Bezzecca, che furono teatro della storica Battaglia del 1866 con protagonista Giuseppe Garibaldi?

L’iniziativa fa seguito alla petizione popolare depositata l’8 settembre scorso (prot. 11061), la quale, ad oggi, è ancora senza risposta nonostante lo Statuto comunale (art.5, co.2, lett.b) riconosca il diritto di presentare una richiesta scritta sottoscritta da almeno 200 (duecento) cittadini e diretta a porre all’attenzione del Consiglio Comunale o della Giunta una questione di interesse collettivo.

La richiesta di referendum è stata depositata ai sensi del Capo III dello Statuto comunale di Ledro (artt. da 8 a 13) in cui prevede che il Comune riconosce il referendum, consultivo, abrogativo, propositivo e confermativo dello Statuto quali strumenti di diretta partecipazione alle scelte politico-amministrative rimesse al Consiglio comunale e alla Giunta1. Oltre ad aver attivato le procedure per la valutazione di ammissibilità, il deposito dei quesiti ha determinato il rinvio della trattazione del punto n.2 all’ordine del giorno della seduta consiliare del 19 ottobre scorso avente ad oggetto «Autorizzazione in merito alla richiesta di realizzazione in deroga ai sensi dell’art.98 della L.P. 4 agosto 2015 n.15, da parte del Sig. Tiboni Davide per i lavori di “Realizzazione di stalla per caprini e fienile di pertinenza sulle pp.ff. 798/1, 798/2, 799 C.C. Bezzecca”» (convocazione seduta).

L’esito dell’esame di ammissibilità non dovrebbe tardare ad arrivare poiché il Comitato dei Garanti risulta già costituito, essendo stato nominato nel corso della legislatura (delibera n.43 del 30 giugno 2015), ed è costituito da Anna Gnuffi (esperta in discipline giuridiche), Martino Filippi (esperto in discipline giuridiche) e Angelo Gidiuli (esperto in discipline economico finanziarie). Per la convocazione del Comitato è necessario, tuttavia, ai sensi dell’art.19 co.2 dello Statuto comunale, che la Giunta comunale deliberi formalmente l’acquisizione della richiesta referendaria e trasmetta gli atti al Comitato per la loro disamina.

Una volta emesso il giudizio di ammissibilità rimane da redigere il regolamento sugli istituti di partecipazione previsto dall’art.4 dello Statuto al fine di disciplinare, nel rispetto delle disposizioni dettate dello Statuto, lo svolgimento operativo dell’iniziativa e della consultazione popolare, nonché del referendum. Contestualmente ai quesiti referendari, per assicurarsi che il Consiglio comunale si adegui alle prescrizioni statutarie in tempi celeri e si astenga dall’adozione di provvedimenti amministrativi inerenti la richiesta di deroga urbanistica per la piana di Santa Lucia, è stata depositata una diffida sottoscritta dai referenti del comitato proponente Lorenzo Leoni e Piero Cis e dagli avvocati Sandro Manica e Michele Kumar (diffida del 18 ottobre 2017).

Le reazioni all’iniziativa referendaria non sono mancate. La proposta di aprire un dibattito pubblico e lasciare che i censiti di Bezzecca decidano il destino dell’area con un voto referendario ha fatto alzare i toni. Sulle pagine del giornale L’Adige, l’assessore Dario Trentini ha giudicato inaccettabile la richiesta di utilizzare gli strumenti democratici aggiungendo: “Non vorremmo che con il referendum si creasse un precedente, da utilizzare un domani per delegittimare qualsiasi deliberazione del civico concesso. In questo modo si denigra l’istituzione pubblica” (E il Consiglio viene «diffidato» – L’Adige 21 ottobre 2017). Inoltre, nella comunità locale sarebbero state segnalate alle pubbliche autorità tensioni fra soggetti favorevoli alla deroga urbanistica e sostenitori della soluzione referendaria.

Infine, sul versante istituzionale si registrano un’interrogazione parlamentare del dep. Riccardo Fraccaro (4/18144), un’interrogazione provinciale del consigliere Maurizio Fugatti (5043/XV del 13 settembre 2017) nonché la risposta dell’assessore Carlo Daldoss in ordine alle valutazioni tecnico-burocratiche espresse dagli uffici provinciali (risposta 5043/XV del 20 ottobre 2017). Sul versante della cultura e della storia locale, invece, si registrano la lettera di Anita Garibaldi, pronipote di Giuseppe Garibaldi, la quale propone l’installazione di un cippo commemorativo, e la lettera dell’ingegner Paolo Guella, nipote di Federico Guella, tenente di fanteria nativo di Bezzecca caduto in combattimento nel primo conflitto mondiale a Castel Dante a Rovereto.

Note: estratto dello Statuto comunale vigente:

1  TITOLO II – PARTECIPAZIONE

Art. 4 – Regolamento

1) Il Comune approva un regolamento per disciplinare, nel rispetto delle disposizioni dettate dallo Statuto, gli ulteriori aspetti dell’iniziativa e della consultazione popolare, nonché del referendum.
2) Il regolamento di cui al comma 1, disciplina in particolare:
a) le modalità di partecipazione degli organi delle circoscrizioni denominate “Municipi” di cui all’articolo 5 della L.R. 1 del 13.03.2009;
b) il funzionamento del Comitato dei Garanti.

CAPO III – REFERENDUM

Art. 8 – Norme generali

1) Il Comune riconosce il referendum, consultivo, abrogativo, propositivo e confermativo dello Statuto quali strumenti di diretta partecipazione alle scelte politico-amministrative rimesse al Consiglio comunale e alla Giunta.

2) Il referendum può essere richiesto dall’8% degli elettori iscritti nelle liste elettorali del Comune di Ledro aventi diritto al voto alle ultime elezioni del Consiglio comunale. Il numero è rilevato dall’ufficio elettorale del Comune in occasione delle elezioni del Consiglio comunale. In caso di consultazioni che riguardino una frazione o circoscrizione, il numero delle sottoscrizioni richieste è pari all’8% degli elettori in possesso del diritto di elettorato attivo alle ultime elezioni del Consiglio comunale come dai dati delle ultime elezioni residenti nella frazione o circoscrizione interessata.

3) Nella richiesta i quesiti sottoposti a referendum devono essere formulati in maniera chiara per consentire la più ampia comprensione ed escludere qualsiasi dubbio e in modo tale che a questi si possa rispondere con un “sì” o con un “no”.

4) Hanno diritto al voto i cittadini iscritti nelle liste elettorali.

5) Le proposte soggette a referendum si intendono approvate se è raggiunta la maggioranza dei voti favorevoli validamente espressi, a condizione che abbia partecipato alla votazione almeno il 25% degli aventi diritto al voto1.

6) L’esito della consultazione referendaria vincola l’Amministrazione in carica; il Consiglio comunale o la Giunta, entro un mese dalla proclamazione dei risultati, iscrivono all’ordine del giorno l’oggetto del referendum.

Art. 9 – Esclusioni

1) Il referendum non può essere indetto nei sei mesi precedenti alla scadenza del mandato amministrativo né può svolgersi in concomitanza con altre operazioni di voto.

2) Non è consentita la presentazione di più di tre quesiti per ogni procedura referendaria.

3) Il referendum può riguardare solo questioni o provvedimenti di interesse generale e non è ammesso con riferimento:

a) a materie che siano già state oggetto di consultazione referendaria nel mandato amministrativo in corso;

b) al sistema contabile e tributario e tariffario del Comune;

c) agli atti relativi ad elezioni, nomine, designazioni;

d) al personale del Comune e delle Aziende speciali;

e) agli Statuti delle aziende comunali ed alla loro costituzione;

f) alle materie nelle quali il Comune condivide la competenza con altri Enti;

g) ai piani territoriali e urbanistici, i piani per la loro attuazione e le relative variazioni.

Art. 10 – Norme procedurali

1) Il Consiglio Comunale, entro tre mesi dal suo insediamento a maggioranza dei due terzi dei consiglieri assegnati, nomina il Comitato dei Garanti, composto da tre esperti di cui due in discipline giuridiche e uno in discipline economico finanziarie, ad uno dei quali sono attribuite le funzioni di Presidente.

2) Il Comitato dei Garanti valuta l’ammissibilità dei quesiti referendari, assumendo tutte le decisioni necessarie per consentire l’espressione della volontà popolare.

3) Dopo la verifica di ammissibilità e la notifica dell’esito, il Comitato promotore procede alla raccolta delle sottoscrizioni, da compiersi entro i successivi 180 (centottanta) giorni.

4) Il Sindaco, qualora ne ricorrano i presupposti, indice il referendum, da tenersi entro i tre mesi successivi con l’obbligo di accorpare in una sola data le consultazioni referendarie da tenere in quel periodo.

5) L’Amministrazione comunale assicura l’invio a tutti gli elettori di materiale informativo che dia conto delle diverse posizioni in ordine al referendum, prodotto dalla commissione dei garanti. Detta informativa è indirizzata personalmente a ciascun elettore e recapitata al nucleo familiare.

Art. 11 – Referendum propositivo

1) Il referendum propositivo è finalizzato a orientare il Consiglio comunale o la Giunta in relazione a tematiche di particolare rilevanza per il Comune, non ancora compiutamente e definitivamente disciplinate.

2) Se il referendum propositivo è ammesso, non possono essere assunte deliberazioni sulle specifiche questioni oggetto del referendum fino all’espletamento della consultazione, ad esclusione dei casi ritenuti urgenti dal Comitato dei Garanti.

Art. 12 Referendum abrogativo

1) Il referendum abrogativo è finalizzato all’abrogazione, anche parziale, di atti connessi alla funzione di indirizzo politico – amministrativo, approvati dal Consiglio comunale o dalla Giunta.

2) Nel caso in cui prima della data di svolgimento della consultazione sia disposta l’abrogazione delle disposizioni oggetto del referendum, acquisito il parere favorevole del Comitato dei Garanti, il referendum è revocato e le operazioni già svolte perdono efficacia.

Art. 13 Referendum consultivo

1) Il Comune può consultare la comunità attraverso referendum consultivi o secondo forme idonee determinate dal Consiglio comunale al fine di accertare l’orientamento dei cittadini su singole questioni in materia di esclusiva competenza comunale.

2) La consultazione è indetta dal Consiglio comunale, su proposta della Giunta o di un terzo dei Consiglieri comunali o di tre Consigli dei municipi.

3) Il Consiglio comunale esamina, entro tre mesi, i risultati della consultazione, deliberando in merito.

NB. Lo Statuto è stato aggiornato nella seduta del Consiglio comunale l’8 marzo 2016:
VERBALE DI SEDUTA e di discussione degli emendamenti
EMENDAMENTI presentati dalla consigliera Santolini e bocciati dal Consiglio

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