Consegnata istanza al Comune di Rovereto per più informazione sugli istituti di democrazia diretta

Come anticipato nella relazione annuale presentata nel febbraio scorso, eravamo in procinto di consegnare l’istanza rivolta al Sindaco della città di Rovereto Francesco Valduga al fine di chiedere di predisporre una relazione sull’utilizzo degli istituti di democrazia diretta negli anni recenti e di darne opportuna pubblicità. Vi confermiamo di aver inoltrato l’istanza via posta elettronica certificata il 22 marzo scorso. Continua a leggere

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Cronaca di un golpe sventato

Gli attivisti presenti di fronte al palazzo della Regione prima della seduta del Consiglio provinciale

Trento, 17 lug 2014 – Gli attivisti di Più Democrazia di fronte al Palazzo della Regione

Nei giorni a ridosso della discussione del ddl 1/XV in Consiglio provinciale e dopo tre mesi di dibattito pubblico, il giornale L’Adige interpreta le dichiarazioni rilasciate dagli esponenti del PD lasciando intravedere la possibilità che alcune delle istanze avanzate dall’iniziativa popolare siano accolte mentre il Corriere del Trentino prospetta margini di trattativa più ampi: Continua a leggere

3 mesi di dibattito pubblico sulla democrazia diretta

dibattito pubblicoIn vista della discussione consiliare sul ddl 1/XV che si svolgerà nella sessione del 15-16-17 luglio (presumibilmente a partire dal pomeriggio di mercoledì 16 luglio), in questo post si riportano alcuni interventi che hanno avuto come oggetto la riforma degli istituti di democrazia diretta e che sono stati pubblicati sugli organi di informazione locale. Il dibattito che si è sviluppato è stato indubbiamente di una certa rilevanza. In particolare ciò si è verificato sulle pagine del quotidiano Corriere del Trentino, dove, grazie al pluralismo degli interventi garantito dal direttore e agli approfondimenti dei giornalisti della redazione, è stato raggiunto un livello qualitativo rimarchevole. Continua a leggere

Lettera al Corriere – Costi della politica e democrazia diretta. Il caso californiano.

enrico franco_corriere della sera(lettera inviata domenica 6 luglio in risposta all’editoriale del prof. Toniatti (immagine sotto) e pubblicata martedì 8 luglio)

Egregio direttore
Il puntuale ed opportuno richiamo del professor Roberto Toniatti al 27° emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d’America ci permette di interpretare la vicenda dei vitalizi con parametri oggettivi e non sull’onda della demagogia. Il punto qualificante sostenuto da Toniatti è che, negli USA, una norma costituzionale recita espressamente che i politici non possono determinare il proprio compenso e che ogni variazione debba essere approvata dalla legislazione successiva. Ciò ci dimostra che la sobrietà senza controllo non esiste. I Padri fondatori lo sapevano. Poco importa che l’emendamento scritto nel 1790 sia entrato in vigore solo nel 1992. Continua a leggere

Democrazia e partecipazione secondo Ezio Casagranda

Ezio CasagrandaNell’attesa che riparta la trattazione dell’iniziativa popolare promossa da Più Democrazia in Trentino, in questi giorni abbiamo colto l’occasione per rivolgere qualche domanda ad Ezio Casagranda.
Ezio, noto per aver lavorato per anni come sindacalista alla Cgil, ora è pensionato ma continua senza sosta la sua attività civile su diversi fronti. Oltre al sostegno alle iniziative pro democrazia diretta, è parte di Alternativa per i Beni Comuni (link a piè pagina)

Alex: In occasione della raccolta delle firme a sostegno delle iniziative popolari per migliorare gli strumenti di democrazia diretta a livello comunale, provinciale e nazionale, hai dimostrato un entusiasmo ed uno spirito di gruppo non comuni. Dopo anni dedicati all’attività sindacale sembra che tu abbia ancora tante energie da spendere. Quali sono le motivazioni che ti spingono ad appoggiare appassionatamente le diverse iniziative che nascono dal basso?
Ezio:
Le motivazioni sono sempre le stesse da oltre 40 anni di militanza politico/sindacale prima sulle cave di porfido, poi alla Michelin ed infine nel sindacato. La democrazia, la partecipazione, la discussione, il confronto, lo scontro politico per me sono sempre stati strumenti per migliorare le nostre condizioni di lavoratori e cittadini. Questa per me è la politica con la P maiuscola e quindi le iniziative che partono dal basso, dalla discussione e dalla partecipazione della gente sono la benzina per fare politica. Senza questo non si fa politica ma solo ricerca di un posto alla tavola dei poteri forti.

E le motivazioni specifiche a sostegno delle proposte popolari volte a migliorare gli istituti di partecipazione popolare?
Se una proposta, un percorso, nasce e vive con la gente significa che la politica fa il suo compito di governo dell’economia e del modello sociale. Gli strumenti di democrazia diretta possono aiutare molto il sistema politico non solo a migliorarsi ma anche ad essere più attento e vicino alle esigenze dei cittadini. Permettono che il potere possa evitare il pronunciamento popolare come nel caso del referendum sull’acqua pubblica.

Il tuo contributo si è esteso anche in fase di discussione dei contenuti della proposta Quorum Zero Trento presso le commissioni Statuto e Trasparenza del Consiglio Comunale. Quali sono state le tue percezioni riguardo alla capacità di ascolto dei consiglieri?
Due considerazioni: la prima ho trovato, salvo la consigliera Giugni, molta arroganza e supponenza da parte dei componenti la commissione. Vedevi che non ti ascoltavano, ribadivano solo le loro convinzioni con argomenti spesso puerili, come Merler, contrapponendo quorum e raccolta firme, ecc. La seconda riguarda la preoccupazione che ho percepito nei consiglieri. La paura che il voto dei cittadini nei referendum mettesse in discussione il loro potere di scambio (che loro chiamano erroneamente mediazione) e quindi il trasparire di una concezione lobbistica del loro ruolo.

E riguardo alla loro capacità di analisi e di ricerca di soluzioni in tema di democrazia diretta? Credi che si siano sforzati sufficientemente per investigare i meccanismi che dimostrano l’utilità e la necessità di coinvolgere i cittadini nella gestione della cosa pubblica?
No, nessun impegno per favorire la partecipazione dei cittadini. Quanto votato dal Consiglio ne è la dimostrazione più lampante. Ho percepito solo il timore di essere scavalcati dalla partecipazione e dall’attivismo dei cittadini. Loro difendevano la politica come delega in bianco del cittadino senza possibilità di verifiche in corso d’opera.

Il compromesso raggiunto fra le forze politiche che governato la città di Trento è stato piuttosto deludente. Nella sostanza la possibilità di ricorrere al referendum come strumento di partecipazione popolare rimane scarsamente appetibile. Quali sono le ragioni che a tuo avviso hanno portato ad una decisione così ottusa ed irrazionale?
La paura della partecipazione attiva dei cittadini e che i referendum a quorum zero potessero far saltare i loro baratti e la loro politica di bottega. Infatti alla gente interessano le scelte concrete non i risvolti politici per le prossime elezioni o alleanze per la gestione del potere per conto terzi.

I consiglieri favorevoli alla proposta di deliberazione popolare sono stati pochi, tuttavia questi sono stati trasversali alle varie forze politiche. Credi che questo sia una segnale che lascia qualche speranza per il futuro?
10 consiglieri che hanno sostenuto la nostra iniziativa sono un bel numero, anche se minoranza. Noi dobbiamo lavorare con loro per costruire ulteriori momenti di partecipazione e di proposte per dare gambe agli strumenti di democrazia diretta e di partecipazione. Una strada difficile, tutta da costruire e inventare, ma sicuramente stimolante per quanti pensano che la democrazia sia tale solo se partecipata.

Quali sono le tue sensazioni riguardo alla discussione di Quorum Zero nel Consiglio Comunale di Rovereto?
Purtroppo, per motivi personali non ho seguito direttamente la discussione e quindi evito ogni commento.

E in relazione al ddl di iniziativa popolare di Più Democrazia in Trentino, la cui discussione dovrebbe riprendere nella Prima Commissione del Consiglio Provinciale?
Se il buongiorno si vede dal mattino penso che la strada sia irta e difficile e che la provincia non andrà oltre al topolino partorito dal consiglio comunale di Trento. Questa previsione non può far diminuire il nostro impegno per una lotta per una democrazia diretta e partecipata che poi è quanto detta la nostra Costituzione. Sembra paradossale ma richiedere di applicare una carta costituzionale scritta oltre 60 anni fa diventa un fatto rivoluzionario.

Approfondimenti di Ezio Casagranda:

  1. “Referendum Comunità, ha vinto l’antipolitica” – Lettera di Ezio Casagranda al giornale L’Adige, 1 maggio 2012
  2. “Il quorum del referendum e l’esempio della Sardegna” – Intervento di Ezio Casagrande sul Corriere del Trentino e replica del direttore Enrico Franco, sabato 12 maggio 2012
  3. Blog Alternativa per i Beni Comuni – Indirizzo web: http://www.trentinoalternativo.it

Il palazzo sordo e l’antipolitica

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Nelle foto: Luisa Romeri (Gruppo Donne Rendena), Borgonovo Re, Enrico Franco ed i cittadini riuniti.

L’incontro organizzato dal Gruppo Donne Rendena il 5 luglio a Tione di Trento ha riscosso un grande successo in termini di partecipazione. La saletta all’ultimo piano del municipio di Tione di Trento si è riempita di cittadini giudicariesi.
La domanda che invitava alla serata era chiara Chi ascolta il cittadino? A partire da un invito così stuzzicante, le considerazioni e le riflessioni sono state numerose e nella piena consapevolezza di dover dare una risposta ad un quesito complesso. Tralasciando la diversità delle posizioni emerse, il fatto di aver cercato delle risposte attraverso un confronto collettivo è stato decisamente l’aspetto più significativo della serata.
Il dibattito preceduto dagli interventi dell’ex Difensore Civico, Dott.ssa Borgonovo Re, e del direttore del Corriere del Trentino, Dott. Franco, ed animato dalle sollecitazioni dei presenti, ha dimostrato come quando si tratta di discutere di temi inerenti la democrazia – il cui significato letterale è potere del popolo – i cittadini hanno tanta voglia di essere coinvolti e di soprattutto di essere ascoltati.
Tra gli interventi ci sono stati anche quelli dei rappresentanti dei comitati locali invitati all’evento: Più Democrazia in Trentino, Sicuri Senza Armi e No Antenna di Condino. La loro presenza è stata peraltro valorizzata anche sulle pagine del Corriere del Trentino che ha dato spazio alle loro istanze offrendo in questo modo una maggiore visibilità e nuovi stimoli per un ulteriore approfondimento delle stesse.
Infine a seguito dell’incontro, Enrico Franco ha pubblicato l’editoriale Il palazzo sordo e l’antipolitica, nel quale ha elaborato il suo pensiero riguardo alla situazione politica attuale caratterizzata da una relazione asimmetrica tra rappresentanti politici e cittadini.

Dal Corriere del Trentino:

A distanza di un mese dall’incontro la domanda rimane la stessa: Chi ascolta il cittadino? Ora che la proposta del comitato Più Democrazia in Trentino è stata depositata in Consiglio Provinciale ed in attesa dell’ufficializzazione della validità delle firme raccolte, l’auspicio è che i consiglieri provinciali inizino ad approfondire il tema per dare delle risposte concrete ai cittadini prima delle elezioni del 2013. In questo senso sarà importante anche la copertura dei media locali, i quali avranno l’opportunità di divulgare ai cittadini una corretta informazione su una questione così cruciale per il futuro dell’autonomia trentina.

Chi ascolta il cittadino?

GIOVEDÌ 5 LUGLIO 2012 – ore 20.30
TIONE c/o SALA MUNICIPALE
Il GRUPPO DONNE RENDENA organizza il dibattito CHI ASCOLTA IL CITTADINO?

intervengono
DONATA BORGONOVO RE
Docente di Diritto Pubblico presso l’Università di Trento
ENRICO FRANCO
Direttore: Corriere del TrentinoAltri invitati:
Più Democrazia in Trentino
Comitato No Antenna di Condino
Comitato Sicuri Senza Armi

Locandina incontro
Pieghevole informativo dell’incontro
Evento in FB

Di seguito un breve riassunto della recente attività dell’associazione di promozione sociale GPR, la quale è ispirata da Luisa Romeri e contra fra i soci onorari la stessa Donata Borgonovo Re e Lindo Lorenzi. Altre attiviste dell’associazione sono Fiorenza Ballardini, Liliana Bertolini, Luciana Ceschinelli, Elda Collini, Carmen Girardini, Rosella Lorenzi, Elisabetta Maturi, Rosella Paletti e Luciana Terzi.
Nel 2011 GPR ha programmato fra le altre cose: l’incontro a Spiazzo con la Commissione Provinciale delle Pari Opportunità; la vendita di bonsai su richiesta dell’Associazione nazionale ANLAIDS; il progetto “Piccoli Comuni” sviluppato su due serate; la partecipazione a Tione ad un incontro delle associazione di volontariato; la “Serata sull’invidia”; e la pubblicazione del libro “Culture a confronto”.
Nel 2012 – oltre a convocare la cittadinanza per il dibattito pubblico “Chi ascolta il cittadino?” – GPR ha già proposto una serie di eventi: una serata con i Poeti dialettali; lo spettacolo teatrale “Piazza Sorelle d’Italia”; la vendita di bonsai per l’ANLAIDS; e il viaggio a Baden in Germania.