Rigenerare il governo locale ripartendo dalle tradizioni democratiche delle comunità locali alpine

Il genere umano si trova ad affrontare problemi sempre più complessi e sfide globali le cui soluzioni devono essere adottate con un nuovo approccio. La lotta alla povertà, il contrasto al cambiamento climatico, il mantenimento delle condizioni per la rigenerazione delle risorse naturali, l’applicazione capillare dei diritti umani, il pieno impiego e la realizzazione di condizioni di sviluppo e progresso economico e sociale sono solo alcuni dei problemi la cui soluzione non può prescindere da un coinvolgimento delle comunità locali e dai principi della sostenibilità. Il mancato raggiungimento dei traguardi inerenti a tali sfide anche per popolazioni lontane dalla nostra pregiudicherebbe il livello di benessere conseguito finora e metterebbe ancor più a rischio la pacifica convivenza dell’uomo sulla Terra.

Per vincere queste sfide è necessario mutare i paradigmi che sottostanno agli attuali modelli di governo per sostituirli con nuove forme organizzative dei processi decisionali. Il modello dualistico di contrapposizione fra pubblico e privato dove il pubblico equivale a una rappresentanza burocratico-dirigista incapace di ascoltare e il privato è sinonimo di egoismo e disinteresse rispetto alla gestione dei beni collettivi, ha provato la sua inefficacia nella programmazione e nell’attuazione delle politiche pubbliche.

Le risorse rinnovabili e i beni comuni materiali e immateriali possono essere gestiti con il pieno coinvolgimento delle comunità locali e della società civile nella loro diversa composizione. L’esercizio in regime di monopolio del potere da parte dei governi statali e dei grandi gruppi finanziari, in una logica di appropriazione esclusiva e individualistica, ha infatti dimostrato di essere nocivo e causa di effetti collaterali nefasti: disuguaglianze nella distribuzione di risorse, crescente emarginazione, acquisizione di ingiustificati privilegi, crisi economico-finanziarie improvvise, consumo di suolo, danni ambientali irreparabili ed erosione degli spazi democratici, accadimenti che nella loro accezione più ampia sono riconducibili alla cosiddetta tragedy of the commons, ovvero al fenomeno in cui la massimizzazione del profitto individuale mette a repentaglio il bene pubblico.

Le persone, con sempre maggiore frequenza, sono soggetti destinatari passivi delle direttive e delle imposizioni delle organizzazioni statali (o provinciali nel caso del Trentino) e dei beni e servizi forniti dalle imprese commerciali in un contesto dove le leggi e i modelli di consumo sono sistematicamente calati dall’alto.

In alternativa a questo scenario, la proposta dell’associazione Più Democrazia in Trentino propone di rimettere al centro il cittadino – inteso come attore protagonista e non come semplice elettore, consumatore o contribuente – e di rigenerare un autentico processo di partecipazione popolare riscoprendo quei valori e quei principi che erano tipici delle comunità locali alpine e che, in situazioni di scarsità di risorse, determinavano omogeneità dei benefici e dei costi connessi alla gestione degli usi civici e degli assetti fondiari collettivi. Gli aspetti della vita comunitaria da rivalorizzare si basano su regole democratiche che venivano plasmate alle diverse situazioni: rotazione delle cariche, voto assembleare per approvare le decisioni strategiche, incarichi obbligatori, divieto di accumulo e limite temporale dei mandati e talvolta sorteggio delle cariche pubbliche. L’autogestione delle risorse di uso comune e il mantenimento degli equilibri ambientali per garantire il sostentamento durevole della comunità erano possibili solo attraverso processi decisionali collettivi che garantivano una partecipazione effettiva di tutti i censiti alla sfera pubblica.

La qualità e l’adattabilità dei processi decisionali ai contesti locali consentivano alle comunità alpine di vivere in armonia con le dinamiche della natura. Permisero inoltre la conservazione di tradizioni secolari che trovarono il loro epilogo solo con l’avvento delle dominazioni degli stati nazionali e dei modelli produttivi industriali basati sulla dicotomia pubblico-privato.

Oggi come ai tempi delle illecite combriccole di popolo l’elemento cardine da valorizzare è pertanto quello di rendere i cittadini protagonisti delle proprie scelte e consapevoli degli effetti che originano dalle medesime. Decidere direttamente come raccogliere, distribuire ed investire le risorse sul territorio consapevoli delle sfide globali di cui siamo parte significa esercitare il diritto-dovere di partecipare agli affari delle collettività locali per garantire un futuro alla nostra e alle prossime generazioni. Al contrario, rimanere inermi al cambiamento acuirebbe la sfiducia nelle istituzioni, il disinteresse crescente per il bene comune e, conseguentemente, gli effetti dell’incertezza e del declino politico e sociale.

La strada per un pieno ed effettivo autogoverno è lunga e tortuosa ma il passato ci dimostra che si può percorrere con successo perchè ricca di opportunità da cogliere. I soci di Più Democrazia in Trentino credono che si possa ripartire dall’esempio delle antiche tradizioni democratiche per rilanciare l’etica della partecipazione e la responsabilità civile, elementi costitutivi di comunità che ambiscono allo sviluppo umano e al progresso sociale. E’ pertanto sulla base di questa convinzione che dal 2011 ad oggi si stanno impegnando attivamente per introdurre effettivi strumenti di democrazia diretta e istituti di partecipazione popolare nel sistema delle leggi regionali e provinciali e negli statuti comunali.

Alex Marini – Più Democrazia in Trentino

* intervento scritto nell’autunno 2016 per il Bollettino dell’associazione provinciale A.S.U.C. del Trentino su richiesta di un componente del direttivo dell’associazione medesima ma non pubblicato perchè considerato politicamente inopportuno dal comitato di redazione

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3 thoughts on “Rigenerare il governo locale ripartendo dalle tradizioni democratiche delle comunità locali alpine

  1. Caro Alex,

    sempre interessanti i tuoi interventi…poi così essenziali che trovo incredibile non vengano recepiti in toto.

    Attualmente altre fonti hanno addottato il binomio governo locale e regole comunitarie,

    Tu pensi ad un tuo ruolo politico?

    Ciao, buon prosequio in ogni tua attività.

    Ciao

    Luisa

    ________________________________

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  2. Bellissimo intervento Alex.
    Quanto sono belli e preziosi i nostri pensieri e i nostri progetti.
    Sono molto orgogliosa di te. E di noi.

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