Donne, competenze e conflitti d’interesse negli enti locali: considerazioni sulle osservazioni del prof. Brunazzo

Nei giorni scorsi il professor Marco Brunazzo, direttore del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento, è intervenuto sul quotidiano Il T commentando i rilievi e i dati estratti da Più Democrazia in Trentino dall’anagrafe regionale degli amministratori comunali che sono stati pubblicati da Mario Pizzini sulla medesima testata giornalistica. Segue il commento di Michela Lupi, del direttivo dell’associazione, alle osservazioni del professore.

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La partecipazione non è una formalità, senza ascolto la democrazia perde fiducia

Leggendo le parole del presidente della Consulta provinciale dei genitori Maurizio Freschi sulla vicenda della settimana corta al Liceo Galilei, mi sono soffermata soprattutto su un passaggio: quello secondo cui la scuola educa alla democrazia anche attraverso i propri comportamenti, le proprie procedure e gli strumenti di partecipazione che mette in campo. È un principio che condivido. Proprio per questo, però, credo sia necessario fare qualche riflessione, senza mettere in discussione l’autonomia del Consiglio d’istituto né il suo diritto a decidere secondo le proprie competenze.

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Partecipazione, una parola da riempire di significato. Riflessione sulla seduta Consiglio comunale di Trento

In merito all’articolo pubblicato dal giornale L’Adige sulla seduta del Consiglio comunale del 30 luglio dedicata al ricorso presentato dall’associazione Più Democrazia in Trentino, desidero condividere alcune considerazioni da persona presente in aula in rappresentanza dell’associazione stessa.

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Mobilità e partecipazione: 20 euro per tutti, ma non per tutti i diritti

L’abbonamento estivo a 20 euro per autobus e trasporto pubblico viene presentato come una misura moderna, sostenibile e vicina ai cittadini. In un territorio come il Trentino, che ogni anno si racconta come esempio di eccellenza e alta qualità della vita, iniziative di questo tipo hanno un forte impatto comunicativo. Ma la domanda vera è un’altra: chi può davvero usare questi servizi? Perché esiste una parte di cittadini che, pur pagando le tasse come tutti gli altri, non ha la stessa libertà di movimento, la stessa autonomia e la stessa dignità.

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Rappresentanza e competenze nella scuola, un equilibrio

In riferimento alla lettera pubblicata su Il T Quotidiano il 6 maggio scorso, dal titolo Scuola e democrazia rappresentativa, del vicepresidente del Consiglio del Sistema Educativo, alcune considerazioni appaiono necessarie. Il testo si apre richiamando l’importanza del confronto, ma subito dopo lo si restringe così tanto che, di fatto, quel confronto diventa quasi solo formale. Sembra più una difesa delle regole che una reale disponibilità ad ascoltare.

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