Mobilità e partecipazione: 20 euro per tutti, ma non per tutti i diritti

L’abbonamento estivo a 20 euro per autobus e trasporto pubblico viene presentato come una misura moderna, sostenibile e vicina ai cittadini. In un territorio come il Trentino, che ogni anno si racconta come esempio di eccellenza e alta qualità della vita, iniziative di questo tipo hanno un forte impatto comunicativo. Ma la domanda vera è un’altra: chi può davvero usare questi servizi? Perché esiste una parte di cittadini che, pur pagando le tasse come tutti gli altri, non ha la stessa libertà di movimento, la stessa autonomia e la stessa dignità.

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Al via la raccolta firme a sostegno dell’iniziativa popolare sulla mobilità sostenibile

muoversi liberi_sostenibili_1Viviamo in una società mobile ed interconnessa. Questa affermazione può essere considerata vera per quanto riguarda le relazioni sociali ed economiche ma di certo non per quanto riguarda il sistema locale dei trasporti. Infatti, le politiche pubbliche della Provincia Autonoma di Trento, a discapito del trasporto pubblico e della mobilità sostenibile, prediligono in misura preponderante la viabilità e la mobilità privata non garantendo a tutti i soggetti pari opportunità di muoversi liberamente sul territorio (proprio oggi il prof. Antonio Scaglia con un fondo dai contenuti emblematici racconta la sua esperienza personale a riguardo). La conseguenza di tutto ciò è un traffico motorizzato intenso che impatta negativamente sull’ambiente, sulla sicurezza, sulla salute pubblica e sull’identità della comunità locale. Le strade sono ormai luoghi anonimi e disgreganti, le quali, pur essendo spazi pubblici, servono eminentemente a soddisfare esigenze di una singola tipologia di utente, gli automobilisti. Continua a leggere