La partecipazione non è una formalità, senza ascolto la democrazia perde fiducia

Leggendo le parole del presidente della Consulta provinciale dei genitori Maurizio Freschi sulla vicenda della settimana corta al Liceo Galilei, mi sono soffermata soprattutto su un passaggio: quello secondo cui la scuola educa alla democrazia anche attraverso i propri comportamenti, le proprie procedure e gli strumenti di partecipazione che mette in campo. È un principio che condivido. Proprio per questo, però, credo sia necessario fare qualche riflessione, senza mettere in discussione l’autonomia del Consiglio d’istituto né il suo diritto a decidere secondo le proprie competenze.

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Rappresentanza e competenze nella scuola, un equilibrio

In riferimento alla lettera pubblicata su Il T Quotidiano il 6 maggio scorso, dal titolo Scuola e democrazia rappresentativa, del vicepresidente del Consiglio del Sistema Educativo, alcune considerazioni appaiono necessarie. Il testo si apre richiamando l’importanza del confronto, ma subito dopo lo si restringe così tanto che, di fatto, quel confronto diventa quasi solo formale. Sembra più una difesa delle regole che una reale disponibilità ad ascoltare.

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