Vignola (Mo). Lo Statuto e gli amministratori comunali che vorremmo

strumenti-partecipazione_vignolaIl 2016 passerà alla storia per essere stato l’anno del ritorno alla democrazia nel comune di Vignola in provincia di Modena. Lo statuto comunale approvato nel giugno 2016 è una vera e propria pietra miliare per la democrazia locale e un folgorante e pionieristico esempio per il resto del Paese. La nuova carta comunale contiene infatti una gamma completa e ben disciplinata di tutti istituti di democrazia diretta e partecipata che ogni ente dovrebbe prevedere. Continua a leggere

Rovereto di nuovo alle prese con il dilemma del quorum

quorumzero roveretoPer la terza volta in 7 anni il Consiglio comunale di Rovereto discute sull’opportunità di eliminare il quorum di partecipazione ai referendum. Nel gennaio 2013 (giunta Miorandi) la discussione fu generata da una proposta di delibera popolare a prima firma di Paolo Michelotto mentre nell’ottobre del 2009 (giunta Valduga senior) furono 3.690 (l’83% dei votanti) i cittadini a votare favorevolmente alla consultazione referendaria per l’abolizione del quorum. Continua a leggere

Nuova pubblicazione di POLITiS: «Più democrazia nella politica comunale»

Piu democrazia nella politica comunale

Una nuova pubblicazione di POLITiS, curata dall’attivista vicentino Paolo Michelotto, molto conosciuto per il suo blog sulla democrazia e da Thomas Benedikter, responsabile della coop. POLITiS, offre una panoramica sui metodi di democrazia partecipativa, già presenti in alcuni comuni d’Italia oppure “tranquillamente introducibili all’interno del nostro ordinamento giuridico.” Si tratta di una guida che non solo illustra i vari metodi, ma spesso presenta anche la relativa norma già esistente in un comune o una proposta di norma comunale pronta per essere inserita nel rispettivo statuto comunale. Tutto quanto è integrato da interviste con sindaci, consiglieri comunali, esperti e attivisti che raccontano le loro esperienze con tali metodi. Continua a leggere

Più Democrazia di Vicenza. Intervista a Fabio Zancan

Bolzano, 11 gen 2014 – Alla Festa della Democrazia di Bolzano c’erano anche i cittadini di Vicenza che pionieristicamente dal gennaio 2003 al gennaio 2013 hanno lavorato per l’abolizione del quorum nella loro città. Ne abbiamo quindi approfittato per chiedere a Fabio Zancan di parlarci dell’introduzione del referendum propositivo e dell’eliminazione del quorum approvati all’unanimità nel Consiglio Comunale di Vicenza esattamente un anno fa e per parlarci dell’iter dell’iniziativa popolare Quorum Zero e Più Democrazia arenata nelle sabbie mobili del Parlamento Italiano.

Un estratto dello Statuto Comunale di Vicenza pubblicato nel maggio 2013 a seguito delle modifiche approvate il 9 gennaio 2013: Continua a leggere

Le petizioni del Terzo Millenio: e-petition, Avaaz e Change.org

Il comitato presso il Centro per la Pace, RoveretoPiù Democrazia in Trentino nella proposta di legge di iniziativa popolare sulla democrazia diretta (Capo II – Strumenti di Partecipazione) propone di modernizzare anche l’istituto della petizione al fine di rafforzare la possibilità da parte dei cittadini di porre rimedio alle ingiustizie dell’ente pubblico, stimolare il dibattito politico e l’intervento delle istituzioni e sensibilizzare l’opinione pubblica su temi ritenuti meritevoli di interesse della cittadinanza.

La proposta del comitato si ispira sia al modello delle e-petition adottato da alcune realtà governative sia al modello delle petizioni online che negli ultimi anni hanno avuto una massiccia diffusione su scala globale. Di seguito si riportano quindi alcuni esempi pratici per dimostrare la funzionalità di tali modelli partendo dalle e-petition utilizzate in Gran Bretagna (in questo post i riferimenti alle e-petition di Scozia, Germania e USA) fino alle petizioni digitali sviluppate sulle piattaforme Avaaz e Change.org per promuovere il mutamento sociale e il progresso dell’umanità. Continua a leggere

Tesi sulla democrazia diretta: intervista a Mattia Tomasi

Mattia TomasiMattia Tomasi, nato a Trento nel 1986, laureato in Società, Territorio e Ambiente presso la Facoltà di Sociologia a Trento ha scritto la tesi di laurea Democrazia diretta e referendum: l’iniziativa «Quorum zero e più democrazia» discussa mercoledì 13 marzo 2013.
Dopo un’introduzione dove ha definito il campo di ricerca ed ha comparato l’esperienza italiana con quella di altri paesi europei, Mattia è entrato nel merito dell’iniziativa popolare di modifica della Costituzione Quorum Zero e Più Democrazia. Continua a leggere

Lista soggetti locali per audizioni in Prima Commissione

Ill.ssimo Presidente della Prima Commissione, Sig. Renzo Anderle
Gentili consigliere ed egregi consiglieri

A distanza di quasi 10 mesi dal deposito della proposta di legge sulla democrazia diretta ed a nome del comitato civico Più Democrazia in Trentino, il primo firmatario ed i relatori del ddl 328/XIV desiderano anticipare alcune questioni ai consiglieri provinciali con l’auspicio di contribuire costruttivamente allo svolgimento dei lavori connessi alla discussione del ddl:
–          La necessità peraltro già sottolineata di definire una serie di date nella quali si intende iniziare e svolgere la discussione del ddl di iniziativa popolare in oggetto prima che abbia termine la XIV legislatura. Continua a leggere

Gli statuti comunali di Rovereto e di Lugano. Una breve comparazione dei diritti di iniziativa popolare.

CARLO_BARONI_palazzo_podestàDomani si dovrebbe discutere della proposta di iniziativa popolare per l’abolizione del quorum nei referendum comunali a Rovereto. Nelle discussioni avute con i Consiglieri negli incontri di preparazione che avverso i referendum in generale, e al quorum in particolare, vi sono grandi riserve. E il precedente di Trento non fa ben sperare. Continua a leggere

Appuntamenti sulla democrazia diretta: 4 e 5 dicembre

Questa sarà una settimana decisiva per le iniziative popolari lanciate per favorire la democrazia diretta in Trentino. I consigli comunali dei due maggiori centri urbani della provincia, Trento e Rovereto, avranno infatti modo di adeguare i propri statuti e regolamenti ai livelli di quelli delle democrazie occidentali più sviluppate.Piu Democrazia a RoveretoIl primo appuntamento sarà in Consiglio Comunale a Trento dove il giorno 4 dicembre alle ore 18.00 i rappresentanti dei partiti politici locali discuteranno l’iniziativa sottoscritta da 1900 liberi cittadini, Quorum Zero Trento. Precedentemente Matteo Rigotti e Gianni Ceri, oltre ad aver redatto la proposta e aver organizzato la campagna raccolta firme, avevano illustrato i contenuti all’interno della commissione trasparenza.

Lo scopo dell’eliminazione del quorum è essenzialmente quello di facilitare la partecipazione. La notizia positiva è che il Consiglio sembra essere orientato all’eliminazione. Purtroppo in contrasto con tale apertura, è emersa l’intenzione da parte degli esponenti dei partiti di maggioranza di aumentare il numero minimo di firme per poter presentare un’iniziativa referendaria. In questo modo si introdurrebbe un ostacolo di diverso tipo al coinvolgimento effettivo dei cittadini.

Il secondo appuntamento avrà luogo il 5 dicembre alle 20.30 presso l’Urban Center di Rovereto con un dibattito pubblico su Quorum Zero Rovereto. L’incontro è stato organizzato su sollecitazione del consigliere dei Verdi, Mauro Previdi, al fine di confrontarsi liberamente sul tema della democrazia diretta. Paolo Michelotto, uno dei promotori dell’iniziativa nonché membro di Più Democrazia in Trentino, parteciperà all’incontro.

Michelotto argomenterà a favore dell’opportunità e della necessità di una maggiore partecipazione dei cittadini mentre Fabrizio Gerola cercherà un esperto per confutare tale tesi e per sostenere che i cittadini debbano invece essere rappresentati e guidati esclusivamente dalla suprema autorità degli eletti. Presumibilmente, nelle settimane successive al dibattito anche il Consiglio Comunale di Rovereto si pronuncerà sulla questione.

Infine, per sostenere l’iniziativa popolare provinciale verso la metà di novembre il comitato di Più Democrazia ha inviato ai consiglieri provinciali una copia ciascuno della Guida alla Democrazia Diretta di Bruno Kaufmann, Rolf Büchi e Nadja Braun. La pubblicazione ci è stata gentilmente messa a disposizione da Presenza del dipartimento degli affari esteri della Confederazione Elvetica ed è stata inviata con in allegato una Lettera di presentazione.

Il pensiero non è passato inosservato tant’è che anche il Presidente dalla Provincia di Trento, Lorenzo Dellai, ci ha inviato una risposta di ringraziamento. E’ stato un messaggio breve ma cordiale, che ci segnala come le proposte per democratizzare il Trentino abbiano un grande potenziale di essere realizzate.

Con l’introduzione di adeguati strumenti di democrazia diretta a diversi livelli amministrativi l’opinione ed il voto dei cittadini possono avere un valore nelle scelte che li riguardano. Siamo di fronte ad un’occasione storica per il Trentino: più Democrazia e più coscienza civile per l’Autonomia.

Iniziativa popolare Quorum Zero e Più Democrazia: intervista a Paolo Michelotto

Nelle settimane scorse è stata depositata presso la Cancelleria della Corte di Cassazione la proposta di legge di iniziativa popolare Quorum Zero e Più Democrazia. Dopo mesi di lavoro collettivo la proposta è ora nella fase della raccolta firme.
Tra i promotori dell’iniziativa nazionale c’è anche Paolo Michelotto, il quale da anni è attivo nella promozione della democrazia diretta su diversi fronti. Michelotto è peraltro membro fondatore del comitato Più Democrazia in Trentino. Per questa ragione ne abbiamo approfittato per contattarlo personalmente e raccogliere delle impressioni in esclusiva sull’iniziativa nazionale.

Partiamo da una domanda di carattere personale, come sono nati e come si sono sviluppati la tua passione ed il tuo impegno per la promozione della democrazia diretta?
PM: Ho sempre avuto la sensazione che ci fosse qualcosa di più in democrazia di quello che ci raccontavano. Ho cominciato a curiosare, girare nelle biblioteche, fare viaggi in Svizzera e in Baviera, mi sono confrontato con altri “insoddisfatti” della qualità della nostra democrazia e piano piano sono cominciate ad emergere storie diverse, esempi non utopici o filosofici di pratiche democratiche dove i cittadini contano davvero. E una volta entrati in quel mondo non si può più uscirne facendo finta di nulla… Ed ogni giorno arriva una nuova scoperta e un nuovo esempio e si rafforza la voglia di avere una democrazia migliore anche nelle nostre città e nel nostro paese. E non si finisce più. La democrazia è un processo di conoscenza e di esperienza che non termina mai.

Dopo le esperienze a livello locale di Vicenza e Rovereto, come è nata l’idea di un’iniziativa popolare a livello nazionale? Chi sono gli ideatori del progetto?
PM: Già dal 2008 giro l’Italia per presentare il libro “Democrazia dei cittadini” che è una raccolta degli esempi di democrazia diretta che funzionano nel mondo. Nel 2011 con altre persone appassionate di questo tema abbiamo realizzato la Settimana della democrazia diretta con data centrale il 2 giugno. Decine di città coinvolte e decine di gruppi interessati. Si è creata una rete di persone che parlavano delle stesse cose e con le stesse sensibilità. Così quando il 14 giugno 2011 ho scritto un appello a tutti i miei contatti per scrivere insieme un proposta di legge di iniziativa popolare per togliere il quorum e migliorare di strumenti di democrazia diretta in Italia, in molti mi hanno risposto. E da lì è nato tutto il percorso che ci ha impegnato per 8 mesi nella stesura “democratica” dei 18 articoli finali del progetto di legge, che abbiamo depositato il 13 febbraio 2012 a Roma presso la Cancelleria della Corte di Cassazione. Per cui io ho lanciato il sasso, ma i tempi erano maturi e moltissime persone l’hanno raccolto l’invito, ricordarli tutti siamo in troppi, ma siamo tutti elencati nel blog www.quorumzeropiudemocrazia.it nella pagina chi siamo.

Che iter avete seguito per delineare i punti fondamentali dell’iniziativa? Come li avete affinati?
PM: Siamo partiti da un’idea già elaborata, la proposta di legge del Sen. Peterlini che è stata depositata nel 2009. Ad essa abbiamo aggiunto lo strumento della revoca e l’idea di introdurre l’obbligo per tutti gli enti locali di avere gli strumenti di democrazia diretta efficaci senza quorum. Poi nel corso degli 8 mesi in cui si siamo ritrovati di persona e in riunioni online, abbiamo modificato moltissimo il progetto iniziale ed aggiunto il meglio che potevamo trarre dagli esempi nel mondo. E’ stato un processo lento, democratico, dove è stato scremato l’essenza di quello che volevamo, ma dove tutti i 18 articoli sono alla fine condivisi da tutto il gruppo dei promotori. E i contenuti sono “dirompenti” come ha scritto il prof. di Dir. Cost. Michele Ainis su L’Espresso:

  • Quorum zero in tutti i referendum.
  • Revoca degli eletti, che previa raccolta di un numero elevato di firme, possono essere sottoposti a votazione di revoca del mandato (come in California, Svizzera, Venezuela, Bolivia).
  • Indennità dei parlamentari stabilita dai cittadini al momento del voto.
  • Referendum propositivo (come in California)
  • Iniziativa di legge popolare a voto popolare (come in Svizzera), passa in parlamento, dove può essere accettata, rifiutata oppure generare una controproposta, ma poi viene votata dai cittadini).
  • Iniziativa di legge popolare a voto parlamentare con obbligo di trattazione in parlamento in 12 mesi. Se ciò non accade diviene referendum e va al voto popolare.
  • Referendum confermativo (come in Svizzera). Tutte le leggi create dal parlamento, prima di entrare in vigore, possono essere poste a votazione popolare, previa raccolta delle firme necessarie.
  • Referendum obbligatori in alcune tipologie di leggi in cui i rappresentanti hanno un conflitto di interessi (es. finanziamento partiti, leggi elettorali) e sui trattati internazionali e sulle leggi urgenti.
  • Petizione con obbligo di risposta entro 3 mesi.
  • Nessun limite di materie referendabili (come in Svizzera), tutto ciò che può essere discusso dai rappresentanti, può essere messo a referendum e votato dai cittadini.
  • Cittadini autenticatori (oltre alle figure previste oggi per legge).
  • Utilizzo di firme elettroniche (come per la Iniziativa dei Cittadini Europei).
  • Obbligo di introduzione di strumenti di democrazia diretta a livello locale senza quorum.
  • Possibilità da parte dei cittadini di modificare la costituzione (come in Svizzera dal 1891).

Ora che avete depositato la proposta di legge dovrete raccogliere almeno 50.000 firme, sarà entusiasmante ma anche faticoso, come pensate di riuscirci?
PM: In realtà speriamo di raccogliere molte più firme. E questo dovrà venire dall’impegno di liberi cittadini di tutta Italia che si impegneranno in questa proposta. Già in 128 città ci sono state offerte d’aiuto. Spero che il numero aumenti giorno per giorno. Del resto la democrazia bisogna conquistarsela passo dopo passo. Nulla viene regalato. Chi gestisce oggi il potere in qualsiasi contesto, non lo cederà facilmente. È un normale atteggiamento umano. Ma anche i diritti dei cittadini lo sono. L’importante è che loro abbiano la consapevolezza di ciò che spetta loro e molti segni mostrano che questa consapevolezza è sempre più diffusa.

La vostra non è semplicemente una voce critica, è soprattutto un’idea creativa per rinnovare la democrazia italiana, credi che i rappresentanti politici nazionali abbiano le capacità e l’interesse di confrontarsi e di dare una risposta concreta alle vostre proposte?
PM: Non credo che i nostri rappresentanti abbiano qualche interesse a sostenere queste proposte. Non quelli che governano e che sono dentro al parlamento. Ma non perché siano malvagi o corrotti. Semplicemente funziona così in tutto il mondo. Chi ha il potere lotta per mantenerlo strettamente nelle proprie mani. I cambiamenti avvengono quando chi non ha potere, raggiunge sufficiente forza e consapevolezza per esigerlo. E questo è il tempo in Italia. In Svizzera è successo 160 fa, in California 100 anni fa, in Baviera 17 anni fa, in Italia i tempi cominciano ad essere maturi oggi.

Lasciando da parti i possibili sviluppi del futuro iter legislativo nazionale, l’iniziativa popolare “Quorum zero e Più Democrazia” come potrà influire sulla vita democratica negli enti locali territoriali italiani?
PM: Sarà di stimolo per portare avanti iniziativa simili a livello locale. Già in varie città si sta iniziando la raccolta firme contemporanea a livello locale e nazionale. E tutto ciò crea consapevolezza ed accelera il processo con cui alla fine avremo una migliore democrazia anche in Italia.

Incontro a Palazzo Libera di Villa Lagarina

Incontro di Villa Lagarina, 13 dicembre 2011

Il 2 dicembre Paolo Michelotto ed io in una conversazione in Skype discutiamo su quello che possiamo fare per avviare un processo condiviso al fine di scrivere una proposta di legge sulla democrazia diretta in provincia di Trento. Decidiamo di lanciare un appello per convocare un incontro pubblico il 13 dicembre.

Pensiamo a Villa Lagarina per il suo importante significato simbolico. Villa è infatti l’unico comune trentino ad avere eliminato il quorum per dare validità ai risultati del referendum (Statuto di Villa Lagarina). Il giorno seguente chiedo al consigliere comunale Alessandro Nicoletti, il quale nei giorni successivi si adopera per confermarci l’uso della sede di Palazzo Libera.

Paolo commenta ironicamente “Potremmo essere solo tu ed io a ritrovarci!”. Fortunatamente non è così. All’incontro arrivano anche Stephan Lausch e Marco Tavernar del direttivo di Iniziativa di Bolzano. Non sono i soli. Alla spicciolata si presentano una trentina di persone provenienti da varie comunità del Trentino e di diversa estrazione sociale. La presenza di tanti cittadini per un’iniziativa lanciata a sorpresa e con così poco preavviso ci entusiasma.

La serata è nelle mani dei partecipanti, i quali si presentano e raccontano le ragioni per cui sono venuti. Paolo fa da segretario e trascrive gli interventi di ognuno riassumendoli in tempo reale e proiettandoli su uno schermo. I partecipanti si presentano poi prende la parola Stephan che descrive brevemente l’esperienza di Bolzano e risponde alle nostre domande. Gli interventi sono molti e sottolineano il desiderio dei cittadini di voler prendere in mano il nostro futuro e di aver fiducia in un nuovo percorso verso la democrazia diretta.

Alcuni degli interventi della serata estratti dal documento condiviso on-line (versione integrale):

“Diritto prioritario di tutti i cittadini di accedere alla rete”

“Qui si tratta di riscrivere le regole del gioco” (ndr.il gioco delle scelte pubbliche)

“Condividere i contenuti e pianificare gli spazi insieme”

“Nuovi metodi partecipativi”

“Portare condivisione nei progetti”

“Difendersi dallo smantellamento dei collegi docenti nelle scuole”

“Stiamo costruendo un orto comunitario e gli amministratori fanno ostruzione” (a Rovereto)

“In Svizzera i bambini prendono decisioni che hanno un peso per la loro scuola”

“Sono qui per informarmi”

“La democrazia diretta è importante. E’ anche alla base del sindacato”

“Siamo neo-genitori attenti al futuro e curiosi”

“Ecologismo di tipo sociale, trasparenza amministrativa, informazione libera e cittadinanza attiva”

“Lotta per il bilancio partecipato”

“I problemi non sono tecnici bensì politici. Manca partecipazione”

“Necessità di diffondere l’idea della democrazia diretta in Trentino”

“In Svizzera non esiste il quorum nei referendum, come nelle elezioni dei rappresentanti”

“Bisogna coinvolgere ed informare i giornali”

“I cittadini sono sfiniti. Non hanno più fiducia nelle istituzioni e nei partiti”

“Con la democrazia diretta non ci sarebbero guerre. Nessuna comunità voterebbe mai per una guerra”

“E’ bene collegare il tema astratto della democrazia diretta con una tematica concreta e molto sentita” (es. ridurre gli stipendi dei politici)

“Bisognerebbe creare un’associazione per la democrazia diretta come a Bolzano”

“Il referendum confermativo (facoltativo) è alla base della democrazia diretta”

“Necessità di garantire un’informazione equa ed esaustiva per i referendum”

“La democrazia diretta non è alternativa alla democrazia rappresentativa. E’ complementare ad essa e la integra”

“A Zurigo hanno appena fatto un referendum per puntare ad una società da 6kw per cittadino e ridurre così i consumi energetici pro-capite”

“Trovare l’appoggio di più consiglieri. Non deve essere una cosa di partito”

“Costruire un sito web per seguire l’iniziativa e un gruppo Facebook

“Lanciare un forum per raccogliere idee e proposte”