Le contraddizioni del comune di Lavis in tema di partecipazione dei cittadini

lavis_TrentinoApprendiamo dalla stampa locale che il comune di Lavis ha adottato la “Carta della partecipazione”, documento redatto da un gruppo di associazioni italiane impegnate nella promozione di percorsi di informazione e coinvolgimento attivo dei cittadini nelle decisioni pubbliche. La Carta elenca 10 principi cardine da seguire quando si vogliano mettere in campo pratiche partecipative: cooperazione, fiducia, informazione, inclusione, efficacia, interazione costruttiva, equità, armonia, render conto, valutazione. Continua a leggere

Democrazia diretta a Lavis. Zero le richieste di referendum e le iniziative popolari dal 1993 ad oggi

sarah-pilati-lavisIn data 6 novembre l’amministrazione comunale di Lavis ha risposto all’interrogazione della consigliera Sarah Pilati (socia di Più Democrazia in Trentino) con la quale si chiedeva di relazionare sull’utilizzo degli istituti di partecipazione dal 1993 ad oggi e quali iniziative l’amministrazione intendesse prendere per rafforzare gli strumenti di democrazia diretta e partecipata.

La risposta, a firma del vicesindaco e assessore all’Urbanistica, sport e partecipazione Luca Paolazzi, presenta un quadro desolante per quanto riguarda l’utilizzo degli istituti di partecipazione: nessuna richiesta di referendum e nessuna iniziativa popolare depositata negli ultimi 22 anni; assenza di un protocollo di archiviazione, catalogazione e pubblicazione delle istanze e delle petizioni depositate e dei relativi atti di trattazione; nulli gli effetti determinati dalle stesse sull’attività dell’amministrazione. Continua a leggere

Il protagonismo dei cittadini … e del territorio

In risposta all’articolo Animazione territoriale di Luca Paolazzi sul portale di cultura politica Politica Responsabile:

Caro Luca,

Abbiamo significativi esempi di fallimento delle politiche di sviluppo e di mancanza di controlli anche in Trentino senza dover arrivare fino a Taranto. Quando la sussidiarietà è interpretata esclusivamente come delega dai livelli più alti ai livelli più bassi solo per i compiti meno importanti e marginali, è difficile attivare un processo orizzontale fondato su collaborazione ed integrazione.

In Trentino esiste un sistema di goverment che distribuisce favori e poltrone ad un numero eccessivo di livelli amministrativi e società controllate/partecipate. Possiamo definire ciò come un sistema di governance? Sappiamo benissimo che il livello più alto decide come e quando vuole quanto spazio di manovra e libertà d’azione possono ricevere i livelli più bassi.

Tale situazione anziché generare senso civico e capitale sociale li sta distruggendo giorno dopo giorno poiché concentra potere, deresponsabilizza i cittadini, favorisce i professionisti conniventi rispetto a quelli competenti, delega funzioni inutili a soggetti con scarse capacità e spessore umano rendendo la pubblica amministrazione e di conseguenza l’economia locale meno produttive e meno performanti.

Concordo con quello che scrivi che “la sfida dei sistemi territoriali sta nella capacità di individuare idee in grado di valorizzare l’unicità di ogni territorio e di attivare, partendo dalle persone e dai loro bisogni, reti territoriali, investimenti, intelligenze e competenze”. Tale sfida però, potremo vincerla solo quando i cittadini saranno messi nella condizione di delegare i rappresentanti quando e nelle forme che ritengono opportune – non solo in occasione delle elezioni – poiché lo sviluppo è il risultato di un lavoro quotidiano che risulta dalla fiducia dei cittadini nei cittadini e nei loro rappresentanti e che origina da un processo di legittimazione costruito durevolmente attraverso decisioni condivise e partecipate.

I cittadini vanno messi nella condizione di controllare i rappresentanti e di proporre politiche, idee e soluzioni per poter dimostrare il loro senso civico. Credo che gli architravi di un autogoverno consapevole non debbano essere i tecnici, i burocrati o i rappresentanti politici, bensì i cittadini, intesi come collettività di individui dotati di conoscenza, coscienza e giudizio morale ma anche di empatia, altruismo e di un’esperienza di gioie e dolori maturate nel corso della loro vita.