
In occasione della Festa della Repubblica, l’associazione Più Democrazia in Trentino interviene con una riflessione sul valore della partecipazione democratica, legando la ricorrenza del 2 Giugno alla necessità di riscoprire il pensiero di Piero Gobetti nel centenario della sua scomparsa.
Di fronte a uno scenario segnato da una forte sfiducia nelle istituzioni, che si manifesta drammaticamente nell’astensionismo crescente e nel disinteresse verso la politica, l’associazione invita a rimettere al centro il significato profondo del suffragio. Un diritto, quello di partecipare alla vita politica, che per esprimersi appieno deve poter contare su entrambi i suoi polmoni: la democrazia indiretta (rappresentativa) e la democrazia diretta.
Oggi il voto viene spesso ridotto a una mera scadenza elettorale, un “prodotto” da approvare o scartare ogni cinque anni, portando molti a scegliere l’astensione per delusione. Ma a cent’anni dalla morte di Piero Gobetti, il suo pensiero ci offre una prospettiva rivoluzionaria: il voto non è un optional, è una funzione vitale della persona, tanto quanto il pensiero stesso.
L’associazione richiama un celebre passaggio dello scritto di Gobetti, Liberalismo e democrazia (1923), in cui il giovane intellettuale torinese scriveva: «Il voto è una premessa, una pregiudiziale necessaria della personalità […]: votando si compie una funzione che vorrei dire fisiologica (almeno nel senso in cui è anche un fatto fisiologico il pensare) […]. Votar male (pensar male) per il fatto stesso che si vota (si pensa) è già un bene. Il voto […] è veramente l’atto fisico di nascita della persona politica».
Per Più Democrazia in Trentino, questo “atto di nascita” e questa funzione vitale non si limitano alle sole tornate elettorali per la scelta dei rappresentanti, ma devono estendersi a tutte le forme in cui i cittadini possono esprimersi direttamente.
Il diritto di partecipare alla vita pubblica si esercita in modo sia indiretto che diretto. Il voto è tale quando si scelgono i rappresentanti, ma lo è altrettanto quando si partecipa ai referendum o quando si sostengono le iniziative popolari. È fondamentale difendere e promuovere tutti gli strumenti che consentono alla popolazione di esprimersi in prima persona. Solo garantendo canali continui di iniziativa popolare e consultazione referendaria possiamo permettere a ciascuno di esercitare quella funzione “fisiologica” di cui parlava Gobetti, contrastando l’apatia e la sfiducia.
Rinunciare al voto – elettorale o referendario che sia – significa rinunciare a esistere come soggetti politici. Per questo, l’associazione conclude augurando a tutti i cittadini trentini un buon 2 Giugno, con l’auspicio che la Festa della Repubblica sia l’occasione per rivendicare una democrazia più completa, partecipata e diretta.
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