Comune di Levico Terme: diritti politici in primo piano.

Sul trasferimento o meno della sede del Municipio di Levico Terme (Trento), e sulla sua eventuale nuova ubicazione, in paese si discute da parecchio tempo. Ma stavolta c’è una novità: un comitato di cittadini ha attivato la procedura referendaria per consultare i levicensi.

La richiesta di attivazione della procedura referendaria è stata presentata dopo che tra agosto e inizio settembre l’iniziativa consiliare, predisposta da alcuni Consiglieri per attivare la procedura referendaria, non ha trovato i numeri in Aula. E’ stato a questo punto che alcuni cittadini, costituitisi in Comitato, hanno deciso di ricorrere a un’iniziativa popolare, un referendum consultivo per l’esattezza.

Verso la fine di settembre il Comitato levicense per i Referendum, presieduto da Mauro Direno (socio dell’Associazione), ha formulato e poi sottoposto al Sindaco Gianni Beretta 2 quesiti: l’uno specifico sulla sede del Municipio, l’altro sulla eventuale realizzazione di un centro commerciale in zona Lago.
La stampa locale ha alzato il livello di attenzione e da subito è emersa la posizione dell’Amministrazione riguardo ai quesiti formulati dal Comitato. Questa circostanza ha indotto la nostra Associazione a intervenire quale amicus curiae: del tutto improprio che l’Amministrazione – oltretutto per voce del Sindaco – esprima un giudizio sull’ammissibilità o meno dei quesiti ancor prima che la Commissione per i referendum si riunisca. Ciò soprattutto in considerazione del fatto che la composizione della Commissione per i referendum del Comune di Levico attualmente non garantisce la terzietà di giudizio: i Componenti ricoprono infatti incarichi subordinati agli altri organi comunali. Fisiologicamente complesso esprimersi in punto di diritto volendo/dovendo difendere l’operato dell’Amministrazione.

L’11 ottobre abbiamo perciò sottoposto al Sindaco Gianni Beretta le nostre considerazioni (a firma Daniela Filbier e Stefano Longano – documento in pdf).
Qualche giorno dopo abbiamo messo a conoscenza anche il Difensore Civico della vicenda.
A fine ottobre, non avendo ricevuto alcuna risposta dal Sindaco Beretta, abbiamo messo lo scritto a disposizione della stampa locale.
Domenica 3 novembre il Giornale Trentino ci ha dato spazio.

A oggi sappiamo che il secondo quesito, quello relativo alla realizzazione e ubicazione del centro commerciale è stato valutato inammissibile.
Le nostre considerazioni restano.
Al Comitato levicense resta la possibilità del ricorso in Consiglio comunale.
#tobecontinued

Un pensiero su “Comune di Levico Terme: diritti politici in primo piano.

  1. A sostegno della posizione della nostra associazione, segnalo che la questione è stata affrontata anche ad un convegno estremamente interessante: Al popolo l’ultima parola? Dialogo tra Italia e Svizzera su democrazia diretta, referendum e iniziative popolari”.

    La domanda è stata posta dal Senatore Claudio Micheloni PD
    Domanda per il segretario di Stato del Dipartimento federale svizzero per gli affari esteri Yves Rossier.
    “Non crede che uno strumento sia necessario nonostante tutto, in Svizzera per salvaguardare questi fondamenti che io ritengo assolutamente vitali per la democrazia della Svizzera per la democrazia diretta, un filtro che non intervenga sulla risposte ma sulle domande. Perché spesso è la domanda che si pone al Popolo che è sbagliata non è la risposta che dàa il Popolo.
    In questo senso un istituto al di fuori del parlamento che potrebbe essere come una Corte Costituzionale per esempio o altro, che sia in grado di dire se questa domanda può essere posta o no. Questo non sarebbe uno strumento di protezione per la democrazia diretta che potrebbe essere utile per evitare certi problemi che abbiamo oggi?”

    Questa è stata la risposta di Yves Rossier, segretario di Stato del Dipartimento Federale Svizzero per gli Affari Esteri.

    “Se volete mettere un limite, un filtro dovete metterlo sulla costituzione che deve essere approvata anch’essa dal Popolo. Buona fortuna allora.
    Anche se potrei, in quanto funzionario, essere sedotto dalla sua proposta come cittadino non le nascondo che assolutamente non lo sarei. Effettivamente questo eviterebbe dei problemi ma non credo che lo scopo della politica sia quello di evitare i problemi.
    Potete mettere un filtro per evitare, effettivamente teoricamente si eviterebbero i problemi quando queste proposte sarebbero accettate ma sarebbe un pochino come il medico che distrugge il termometro perché il paziente ha febbre. Non vedete più il termometro ma la febbre è sempre lì e se la febbre non viene trattata le conseguenze possono essere molto più gravi. Quindi preferisco avere un termometro che mi crea dei problemi, dei problemi ai quali bisogna rispondere. Non è facile, lei ha assolutamente ragione. Particolarmente data la condizione dell’ambiente in cui viene condotta la politica in questo frangente ma sopprimere distruggere il termometro non fa guarire il paziente non fa diminuire la febbre. Personalmente come cittadino e anche nello spirito delle istituzioni svizzere io sarei fondamentalmente… mi opporrei ad una proposta di questo tipo.”

    https://www.radioradicale.it/scheda/486046/al-popolo-lultima-parola-dialogo-tra-italia-e-svizzera-su-democrazia-diretta

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