Petizione provinciale su trasparenza: inviate tabelle comparative al presidente della Prima commissione

Con la nota del 6 ottobre i proponenti della petizione Per un Trentino trasparente si sono rivolti a Mattia Civico, presidente della Prima commissione permanente del Consiglio provinciale, per presentare n.2 tabelle comparative in ordine alle prescrizioni in materia di trasparenza nella regione TAA e nella provincia di Trento rispetto alla normativa nazionale (D.Lgs.33/2013 e ss.mm.):

Trento, 6 ottobre 2017

Gentile Presidente Civico,

con l’auspicio di contribuire in modo costruttivo al confronto in corso e in considerazione dello spirito di collaborazione instauratosi tra Lei e l’Associazione, trasmettiamo in allegato le tabelle comparative delle disapplicazioni della legge 10/2014 e sue modificazioni e della legge 4/2014 e sue modificazioni.

In apertura alcune precisazioni:

  • Le tabelle evidenziano le differenze tra il testo del Decreto Legislativo 33/2013 e la disapplicazione dovuta al testo delle leggi Regionali e Provinciali

  • Non tengono conto delle differenze tra gli obblighi di trasparenza dettati da A.N.AC. e dal Governo e contenuti nell’Allegato 1) Sezione “Amministrazione trasparente” – Elenco degli obblighi di pubblicazione vigenti. Ciò deriva dal fatto che gli obblighi sono dettati da diversi decreti e leggi preesistenti (L.N. 190/2012, Dlgs 39/2013. ecc.)

  • Non tengono conto delle delibere, delle linee guida, dei pareri di A.N.AC. e delle indicazioni del Garante della privacy e/o di altre istituzioni che modificano gli obblighi di trasparenza o chiariscono come devono essere applicati.

  • Pochi cittadini si rivolgono al Difensore Civico, non conoscendone le funzioni oppure per disinteresse. E ancora meno sono i cittadini e le cittadine che conoscono i diritti sanciti dalle leggi sulla trasparenza. La pressoché totale inesistenza di momenti dedicati alla comprensione dei diritti civici non aiuta di certo: delle ”Giornate della trasparenza”, benché previste dal 2014 dalle linee guida dei PNA, non c’è traccia in tutto il territorio Provinciale e Regionale. La relazione del difensore civico non può perciò essere considerata esaustiva ai fini della valutazione della questione “trasparenza”. È un fotogramma, un punto di partenza significativo, ma non è conclusiva.

Dalla lettura delle tabelle e dei testi delle leggi locali emergono anche altri elementi meritevoli di riflessione:

  • La limitazione delle leggi locali ai principi dettati dall’art. 1 del Dlgs 33/2013

  • La complessità normativa è fonte di incertezza sia per il cittadino che per le pubbliche amministrazioni: sono ben 3 i testi che normano il tema e vanno compresi e poi incastrati e collegati (metodologia che stride in modo sostanziale con i principi di trasparenza)

  • L’incertezza della norma comporta interpretazioni diverse e soggettive dei testi da parte di molti Enti (p. es. le comunità di valle applicano la legge regionale e non quella provinciale )

  • La mancanza da parte della Provincia Autonoma di Trento e della Regione TAA di una tabella per le varie PA, di delibere, di linee guida e pareri degli obblighi di trasparenza come previsti da A.N.AC.

  • La scarsità del testo delle due leggi locali e la superficialità lasciano molto spazio alla libera interpretazione da parte dei RPCT delle PA, tenuti ad applicarle.

  • Ogni volta che la legge nazionale cambia, gli uffici Regionali e Provinciali preposti devono riprendere in mano le leggi locali. Errori e dimenticanze sono fisiologici, meglio sarebbe ridurre i fattori di rischio.
    Queste attività comportano oneri aggiuntivi agli uffici e ai Consigli, che potrebbero invece concentrarsi sulla trattazione di temi di loro specifica competenza (considerata la peculiarità della nostra Autonomia).

Il titolo del Dlgs 33/2013 recita ”Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni.”

Nell’affrontare questo tema, e nell’analizzare approfonditamente le due leggi locali, abbiamo maturato l’impressione di trovarci di fronte a una manomissione di senso: la “nostra” disciplina pare costruita per restringere e complicare l’accesso civico e per aggirare (con passo felpato) gli obblighi di pubblicità e trasparenza.

La richiesta dell’Associazione, sostenuta dalle cittadine e dai cittadini che hanno firmato la petizione, è molto chiara: che il del Dlgs 33/2013 sia applicato nella sua totalità.

Grazie per l’attenzione

Mauro DIRENO – Primo firmatario delle Petizioni sulla Trasparenza
Daniela FILBIER – Presidente APS Più Democrazia in Trentino
Alex MARINI – Primo firmatario DDL dell’iniziativa popolare nr. 328/XIV (Disciplina della partecipazione popolare)

Nota operativa: per una stampa ottimale delle tabelle, stampare in A3 adattando la visualizzazione al 90%

Allegati:
– Tabella riassuntiva disapplicazioni legge provinciale
Tabella riassuntiva disapplicazioni legge regionale

Nota in versione pdf

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