Partecipazione popolare nel Comune di Ledro. La risposta alla presidente del Comitato dei Garanti per i referendum

Il 18 dicembre scorso, Daniela Filbier (presidente dell’associazione Più Democrazia in Trentino) e Stefano Longano (relatore del ddl di iniziativa popolare 1/XV) hanno inoltrato la seguente nota all’ avv. Anna Gnuffi, presidente del Comitato dei Garanti per i referendum del comune di Ledro, per rispondere alle considerazioni ricevute il 22 novembre scorso con riguardo alla vicenda dei quesiti referendari per la tutela di Piana Santa Lucia di Bezzecca  (nota in versione pdf):

Anna Gnuffi
E per conoscenza
Marino Filippi
Angelo Gidiuli
Comune di Ledro
Avv.to Daniela Longo – Difensore Civico PAT

Trento, 18 dicembre 2017

Oggetto: Partecipazione popolare nel Comune di Ledro

In risposta a Sua nota del 22/11/2017

Gentile Avvocato Gnuffi,

ringraziamo dell’attenzione dedicata alla nostra missiva.

Comprendiamo l’urgenza di chiarire la Sua posizione rispetto alla vicenda, ma facciamo presente che le nostre osservazioni riguardano l’operato del Comitato tutto.

In questa economia va da sé che la funzione di Presidente si accompagna con responsabilità maggiori e nel seguito esporremo le nostre considerazioni al riguardo.

Lo Statuto del Comune di Ledro, come certamente tutti i componenti del Comitato dei Garanti ben sanno, recita testualmente “Il Comitato dei Garanti valuta l’ammissibilità dei quesiti referendari, assumendo tutte le decisioni necessarie per consentire l’espressione della volontà popolare.” Una formulazione questa, che ci pare ponga in capo al Comitato un dovere preciso: adoperarsi per consentire l’espressione della volontà popolare.

Nella questione specifica tale potere attuativo poteva concretizzarsi in due soluzioni:

  1. adottare un regolamento provvisorio
  2. invitare il Consiglio Comunale ad approvare un regolamento e sottomettere la questione di ammissibilità al Comitato solo dopo la sua entrata in vigore.

Tertium non datur. Qualsivoglia diverso comportamento a nostro parere non sarebbe conforme al mandato statutario.

Purtroppo la vicenda è stata gestita in tutt’altro modo, benché nella nostra nota dello scorso 30 ottobre avessimo suggerito all’Amministrazione e al Comitato dei Garanti di procedere con cautela.

Per entrambe le soluzioni di cui sopra Lei non era incompatibile Avvocato Gnuffi, bensì attore principale – proprio in forza del Suo ruolo di Presidente.

Da quanto ci risulta Lei è stata nominata almeno due volte nel Comitato dei Garanti (nel luglio 2014 e nel luglio 2015), entrambe le volte indicata come Presidente dell’organo.

Ci domandiamo se in entrambi i casi Lei si sia preoccupata di prendere visione dello Statuto Comunale e del regolamento che a norma di statuto dovrebbe regolare il funzionamento dell’organo che è stata chiamata a presiedere. Stesso interrogativo vale per i restanti membri del Comitato.

In caso affermativo se abbia provveduto – con la stessa tempestività che ha caratterizzato la sua risposta alle nostre osservazioni – a far notare al Comune la mancanza di tale regolamento e quale risposta abbia ottenuto.

In caso contrario forse c’è qualche incertezza di troppo sul senso del Suo incarico: le nostre osservazioni non meritano tale solerzia, i diritti dei cittadini si.

Ravvisiamo tale incertezza in altri passaggi della Sua nota (qui allegata), quando Lei afferma ” …Infatti mi era evidentemente impossibile conoscere a priori gli argomenti oggetto di discussione”.

Lei del Comitato dei Garanti non è membro ordinario, bensì Presidente.

In questi organi, e in generale in organi affini, è sempre funzione del Presidente definire prima della riunione gli argomenti oggetto di discussione e dirigere i lavori della riunione stessa. Spesso è la sola funzione del Presidente.

Dobbiamo pensare che nemmeno a fronte di una richiesta di riunione del Comitato da parte di un organo del Comune Lei si sia posta il problema del funzionamento del Comitato che presiede, della presenza o mancanza del regolamento e della correttezza o meno della convocazione? Non è forse anche il regolamento, necessario per legge, un presidio del buon funzionamento dell’organo, di “trasparenza e imparzialità” del suo operare?

Possibile che non si sia posta anche Lei, come poi hanno fatto i suoi colleghi, tali problemi? È possibile che nel suo ruolo di Presidente non abbia ritenuto opportuno, a nostro avviso persino doveroso, affrontare questa problematica prima ancora di affrontare quello del merito dei quesiti referendari? Il rispetto delle regole nell’operare del Comitato che ha accettato di presiedere è forse una preoccupazione per la quale è incompatibile?

Il rispetto delle regole è baluardo non solo della buona democrazia, ma anche dello stato di diritto nel suo complesso. L’assunzione delle responsabilità connesse al ruolo di chi è chiamato a farle rispettare queste regole non è fattore irrilevante.

Ringraziamo per l’attenzione e cogliamo l’occasione per porgere i più distinti saluti

Daniela Filbier – Presidente dell’APS Più Democrazia in Trentino
Stefano Longano – Relatore disegno di legge provinciale di iniziativa popolare 1/XV

Allegato

  • Nota Avvocato Anna Gnuffi del 22/11/2017

* * * * *

Per i soci:
RIUNIONE OPERATIVA
Lunedì, 11 gennaio 2018 alle ore 17.30 a Trento, in viale Verona 132

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