
Le sollecitazioni di Più Democrazia in Trentino, l’interrogazione della consigliera Lucia Coppola e un secondo intervento della Provincia hanno contribuito a sbloccare la situazione. Un primo risultato importante, ma il diritto dei cittadini a promuovere referendum deve ancora trovare piena attuazione.
Finalmente una data per il regolamento sui referendum
Il 19 ottobre 2026 alle ore 20.00 il Consiglio comunale di Calceranica al Lago è chiamato ad approvare il regolamento transitorio per la disciplina dei referendum comunali. È un passaggio atteso da oltre tre mesi, durante i quali il procedimento referendario avviato dai cittadini con il deposito dei quesiti del 1° luglio è rimasto sostanzialmente bloccato.
La convocazione rappresenta un primo risultato concreto di un percorso che ha visto impegnati il Comitato per i referendum di Calceranica al Lago, l’associazione Più Democrazia in Trentino, la consigliera provinciale Lucia Coppola e il Dipartimento Enti locali della Provincia autonoma di Trento.
Ma la vicenda merita qualche riflessione, perché mette in evidenza un problema che va ben oltre il singolo Comune: la distanza che può crearsi tra il riconoscimento formale dei diritti di partecipazione e la possibilità concreta di esercitarli.
Dalle sollecitazioni dell’associazione ai due interventi della Provincia
Fin dall’inizio Più Democrazia in Trentino ha cercato di favorire una soluzione istituzionale, segnalando le criticità procedurali e proponendo interventi concreti per superarle.
L’associazione ha predisposto e messo gratuitamente a disposizione del Comune una proposta di regolamento transitorio. Il 28 agosto ha inoltre suggerito al Comitato promotore di rivolgersi ai consiglieri comunali per chiedere la convocazione urgente del Consiglio, fornendo una bozza che consentiva di affrontare congiuntamente la petizione popolare, il procedimento referendario e l’adozione del regolamento. Purtroppo, nessun consigliere ha raccolto la proposta.
Nel frattempo, il Comitato aveva chiesto alla Provincia di valutare l’esercizio del potere sostitutivo previsto dal Codice degli Enti Locali. Il 17 agosto il Dipartimento Enti locali aveva formalmente invitato il Comune ad adempiere, ricordando l’obbligo di disciplinare le modalità dei procedimenti di referendum, consultazione e iniziativa popolare.
Nonostante le interlocuzioni successive, il procedimento non aveva ancora raggiunto una conclusione.
È stato quindi necessario un secondo intervento provinciale, datato 28 settembre, con il quale il dirigente generale Enrico Menapace ha ribadito che l’approvazione della disciplina regolamentare costituisce un atto obbligatorio ai sensi dell’articolo 15, comma 2, del Codice degli Enti Locali.
Nella comunicazione la Provincia ha rilevato che, diversamente da quanto concordato nell’incontro del 22 settembre, il Comune aveva fornito soltanto indicazioni generiche sugli adempimenti ancora necessari, senza precisare le scadenze temporali. Ha quindi chiesto di procedere tempestivamente, comunicando i tempi previsti per completare l’iter.
Il 29 settembre il sindaco Gianni Marzi ha risposto indicando un percorso per l’approvazione del regolamento transitorio, inizialmente prevista entro il 15 ottobre. La seduta consiliare è stata poi fissata per il 19 ottobre.
La comunicazione ricevuta dall’associazione il 15 ottobre conferma inoltre che il Dipartimento provinciale continuerà a monitorare l’effettiva conclusione delle procedure.
Il contributo della consigliera Lucia Coppola
In questo percorso è importante riconoscere anche il contributo della consigliera provinciale Lucia Coppola, che, venuta a conoscenza della vicenda, ha tempestivamente presentato un’interrogazione alla Giunta provinciale.
L’iniziativa ha consentito di portare la questione anche sul piano del controllo politico, chiedendo spiegazioni sulle attività di vigilanza esercitate dalla Provincia e sulla capacità delle istituzioni di intervenire quando l’inerzia amministrativa rischia di compromettere l’esercizio dei diritti di partecipazione.
Come associazione abbiamo accolto con favore questo intervento, perché riteniamo che la tutela della democrazia locale non possa essere affidata esclusivamente all’iniziativa dei cittadini e alla loro capacità di insistere per ottenere il rispetto delle disposizioni vigenti.
Le garanzie previste dall’ordinamento devono poter funzionare anche senza che ogni singolo adempimento richieda mesi di sollecitazioni.
Il regolamento è un primo passo, non la conclusione della vicenda
L’approvazione del regolamento transitorio, se confermata dal Consiglio comunale, consentirà di superare uno degli ostacoli che hanno finora impedito il regolare svolgimento del procedimento referendario.
Restano tuttavia almeno tre questioni da affrontare.
La prima riguarda la trasmissione dei quesiti referendari alla Commissione prevista dall’articolo 16-bis del Codice degli Enti Locali, alla quale compete la valutazione della legittimità, della regolarità e dell’ammissibilità delle proposte.
La seconda riguarda la petizione popolare presentata precedentemente all’iniziativa referendaria, la cui mancata trattazione ha costituito un ulteriore elemento di criticità nell’esercizio degli strumenti di partecipazione previsti dallo Statuto comunale.
La terza riguarda l’adozione del regolamento organico sulla partecipazione popolare, che lo stesso Comune ha annunciato di voler sottoporre al Consiglio in una seduta successiva all’approvazione della disciplina transitoria.
Sarà quindi importante verificare non soltanto che il Consiglio approvi il regolamento il 19 ottobre, ma anche che seguano tempestivamente gli ulteriori adempimenti necessari a rendere effettivamente esercitabili i diritti dei cittadini.
Una lezione che va oltre Calceranica
Il caso di Calceranica rappresenta un esempio particolarmente significativo di una criticità che incontriamo anche in altri Comuni: gli istituti di partecipazione vengono riconosciuti negli statuti, ma la loro concreta attuazione può essere ostacolata da lacune regolamentari, ritardi amministrativi e incertezze nell’individuazione delle responsabilità.
È un paradosso, perché il Comune dovrebbe essere il luogo nel quale la democrazia partecipativa trova la sua espressione più immediata, grazie alla vicinanza tra cittadini, rappresentanti e amministrazione.
Questa vicenda mostra anche l’importanza di un sistema di garanzie capace di intervenire tempestivamente. Non è sufficiente riconoscere un diritto se poi la sua tutela richiede tempi incompatibili con l’esercizio effettivo dello stesso.
Per questo accogliamo positivamente la convocazione del Consiglio comunale, riconoscendo il contributo di tutti coloro che hanno lavorato per superare lo stallo, ma senza considerare conclusa la nostra iniziativa.
Il risultato che ci interessa non è soltanto l’approvazione di un regolamento: è che i cittadini di Calceranica possano finalmente esercitare, senza ulteriori ostacoli ingiustificati, il diritto di promuovere referendum e di partecipare alle decisioni della propria comunità.
La democrazia locale si misura soprattutto da questo: non da quanti diritti vengono proclamati negli statuti, ma da quanto concretamente quei diritti possono essere esercitati.
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