
Dopodomani, domenica 22 settembre, è l’ultimo giorno utile per gli elettori elvetici per esprimere il loro voto in occasione del terzo turno referendario dell’anno.
Saranno tuttavia in pochi a recarsi alle urne visto che il materiale elettorale costituito dalla scheda da contrassegnare e dall’opuscolo informativo è stato inviato a tutti gli elettori almeno tre settimane prima della votazione al fine di garantire loro il tempo utile per formarsi un’opinione informata e per esprimere il proprio voto in funzione delle proprie esigenze e dei propri tempi. Mediamente più del 90% dei votanti si avvale del voto per corrispondenza.
Il voto anticipato può essere utilizzato tramite il servizio postale (tra il 50 e il 70% dei votanti) oppure imbucando personalmente la busta di voto nelle apposite urne presso gli uffici comunali (tra il 30 e il 50% dei votanti) nelle settimane che precedono lo spoglio dei voti. Già domenica pomeriggio sarà possibile conoscere i risultati ufficiali sia in termini di voti complessivi che per singolo cantone posto che per sapere se i progetti sottoposti al voto sono approvati, è necessario verificare il raggiungimento della doppia maggioranza: popolo e cantoni.
Gli esiti delle votazioni referendarie del 2024
Nel 2024 si sono già svolte n.2 tornate referendarie. Il 3 marzo il popolo svizzero si è espresso su due iniziative popolari raggiungendo un’affluenza superiore al 58% per entrambe: l’iniziativa popolare del 28.05.2021 «Vivere meglio la pensione (Iniziativa per una 13esima mensilità AVS)», la quale, nonostante il parere contrario del Consiglio federale, è stata approvata dal popolo (58% favorevole) e dai cantoni (14 vs 6) e quindi convertita in una modifica della Costituzione a tutti gli effetti; la seconda, l’niziativa popolare del 16.07.2021 «Per una previdenza vecchiaia sicura e sostenibile (Iniziativa sulle pensioni)» è stata sonoramente bocciata sia dal popolo (solo 25% dei sì) che dai cantoni (20 su 20 contrari)
Il 9 giugno con un’affluenza del 45% il popolo aveva invece respinto tre iniziative popolari «Al massimo il 10 per cento del reddito per i premi delle casse malati (Iniziativa per premi meno onerosi)»; «Per premi più bassi – Freno ai costi nel settore sanitario (Iniziativa per un freno ai costi)»; «Per la libertà e l’integrità fisica» ed aveva accettato con un referendum confermativo la Legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili (Modifica della legge federale sull’energia e della legge sull’approvvigionamento elettrico) rispetto al quale i i cittadini si erano espressi con il 68% dei sì e con la maggioranza in tutti i cantoni .
I quesiti del 22 settembre 2024
Il sito di informazione elvetico svizzero SwissInfo ha elaborato una serie di articoli imparziali, chiari e sintetici sugli oggetti in discussione e sulle diverse posizioni a riguardo. Gli articoli principali non sono stati pubblicati solo nelle 4 lingue ufficiali che si parlano nella Repubblica Elvetica (tedesco, italiano, francese e romancio) ma anche in spagnolo, portoghese, giapponese, cinese, russo ed arabo.
La biodiversità e la previdenza per la vecchiaia sono al centro delle votazioni federali del 22 settembre: il popolo svizzero si pronuncerà su un’iniziativa che chiede di consacrare più risorse alla natura e su un referendum che si oppone alla riforma del secondo pilastro del sistema pensionistico.
Il primo quesito è l’atto conclusivo di un’iniziativa depositata nel settembre del 2020 da alcune associazioni per la protezione della natura e dell’ambiente per chiedere di dedicare alla natura risorse e spazi a sufficienza ancorando nella Costituzione una migliore protezione del paesaggio e del patrimonio architettonico. Il testo è combattuto da un’ampia alleanza che riunisce i principali partiti di destra e di centro, gli ambienti agricoli e le organizzazioni economiche ritenendo l’iniziativa “estrema e inefficace”. Secondo loro basta la legge attuale per promuovere la biodiversità.
La riforma in materia pensionistica è invece avversata da sinistra e sindacati poiché la misura principale prevista è la diminuzione del tasso di conversione, che trasforma in rendita di vecchiaia il capitale accumulato dalle persone salariate abbassando tale tasso dal 6,8% al 6% e riducendo dunque le rendite individuali.
Informazione
Oltre agli spazi garantiti dalla piattaforma SwissInfo e dagli altri organi di stampa, è assicurata anche un’accurata ed imparziale informazione istituzionale. Le autorità pubbliche garantiscono infatti la massima informazione possibile al cittadino per consentire di esprimersi con cognizione di causa sulle scelte che è chiamato a prendere e che, se approvate, determinano modifiche costituzionali, l’entrata in vigore di leggi o decreti o la ratifica di trattati internazionali. Oltre a vedersi recapitare a casa l’iconico opuscolo informativo di colore rosso con le spiegazioni del Consiglio federale, l’elettore può consultare le pagine inerenti alla votazione che si trovano sui siti ufficiali admin.ch, ch.ch, parlament.ch o l’app VoteInfo nonché il canale Youtube del Consiglio federale.
In Italia
Cosa potrebbe succedere in Italia se si introducessero l’iniziativa popolare a voto popolare, il referendum confermativo sulle leggi statali, il voto per corrispondenza con l’opuscolo informativo, un’informazione istituzionale sui contenuti e sulle modalità di voto, la possibilità di esprimersi su temi fiscali e previdenziali, l’effetto diretto e vincolante del voto popolare? Le cose potrebbero andare peggio di come vanno ora? I cittadini riuscirebbero a prendere delle scelte peggiori di quelle dei politici di professione?
Nel caso di specie del tema previdenziale provate ad immaginarvi se i cittadini potessero esprimersi sul tasso di sostituzione delle pensioni, sull’accantonamento automatico del TFR nella pensione integrativa, sul regime fiscale della pensione integrativa, sulle pensioni minime, etc. E’ giusto che i cittadini non si possano esprimere con strumenti di democrazia diretta strutturati come in Svizzera per decidere su questioni che li riguardano direttamente?
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