PFAS nel Chiese: grazie alle osservazioni civiche il Comune di Storo apre su biomonitoraggio e trasparenza

Il contributo di Più Democrazia in Trentino modifica il PIAO comunale. Accolte alcune richieste su salute pubblica e accesso alle informazioni ambientali. Rimangono però lacune nella pubblicazione degli studi e negli strumenti di partecipazione dei cittadini.

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All’inizio di febbraio Più Democrazia in Trentino aveva presentato al Comune di Storo una serie di osservazioni nell’ambito della consultazione pubblica sul PIAO (Piano Integrato di Attività e Organizzazione) per l’aggiornamento dello stesso. Le osservazioni (pdf con osservazioni integrali) riguardavano in particolare l’obbligo di pubblicazione delle informazioni ambientali rilevanti, tra cui dati e analisi sulla contaminazione da PFAS nella falda idrica del fiume Chiese.

Con l’adozione del PIAO 2026–2028, avvenuta con delibera giuntale del 3 marzo 2026, l’amministrazione comunale ha recepito alcune delle richieste avanzate dall’associazione. Nelle premesse del documento (pag. 6) si legge infatti che, a seguito dell’avviso pubblico del 7 gennaio 2026, sono state raccolte osservazioni da parte degli stakeholder e che tra queste sono state acquisite quelle protocollate dall’associazione, alcune delle quali sono state accolte.

I punti accolti

L’amministrazione comunale ha recepito due delle richieste più rilevanti sotto il profilo sanitario e della trasparenza amministrativa.

1. Biomonitoraggio umano sui residenti
Il sindaco e l’assessore comunale con delega alla sanità si sono impegnati formalmente a richiedere all’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino l’avvio di un biomonitoraggio umano sui residenti. L’obiettivo è valutare l’eventuale accumulo di PFAS nell’organismo della popolazione locale, seguendo il modello già adottato in altri comuni del Trentino. Si tratta di un risultato significativo, perché recepisce integralmente una delle principali richieste avanzate dall’associazione nelle proprie osservazioni.

2. Rafforzamento della trasparenza ambientale
Il PIAO prevede inoltre la modifica dell’allegato relativo agli obblighi di pubblicazione nella sezione Amministrazione trasparente – Informazioni ambientali. In particolare è stata prevista la pubblicazione dei dati del Sistema Informativo Ambientale Acqua, attraverso un collegamento diretto alla pagina dedicata del sito dell’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente del Trentino (APPA). Si tratta di un passo avanti importante verso una maggiore accessibilità dei dati ambientali per i cittadini.

Il limite dell’analisi del contesto

Le osservazioni presentate hanno costretto l’amministrazione a uscire da un ruolo meramente formale nella gestione del piano. Tuttavia, il documento non sviluppa adeguatamente l’analisi del contesto esterno e interno, che dovrebbe rappresentare il presupposto dell’intero processo di pianificazione del PIAO.

Una corretta analisi del contesto dovrebbe infatti includere – unitamente agli elementi di ordine sociale ed economico – anche elementi ambientali rilevanti per il territorio. Nel caso si specie avrebbero potuto essere inseriti nell’analisi del contesto esterno: i tempi di latenza e di scorrimento della falda idrica; la possibile origine degli inquinanti; e la mappatura dei rischi ambientali esterni.

Un’analisi di questo tipo avrebbe fornito una base logica più solida sia per l’avvio del biomonitoraggio sia per il rafforzamento delle misure di trasparenza sulle informazioni ambientali.

Trasparenza incompleta sugli studi tecnici

Nonostante l’apertura sui dati pubblicati da APPA, rimane una criticità significativa. Nel PIAO non viene infatti menzionato lo studio realizzato dall’Università degli Studi di Trento sulla modellazione della falda e sulla propagazione degli inquinanti nelle acque sotterranee, intitolato: “Modelli di flusso e trasporto di PFOS nell’acquifero del Basso Chiese”.

L’associazione aveva chiesto che tale documento venisse pubblicato integralmente come misura di trasparenza attiva. Nel PIAO si fa invece riferimento esclusivamente al collegamento ai dati pubblicati da APPA, senza chiarire se la relazione tecnica completa verrà effettivamente resa accessibile ai cittadini. Questo punto resta quindi aperto e merita ulteriori verifiche.

Il nodo normativo sulla trasparenza

Più in generale, continua ad essere applicata la deroga agli obblighi di pubblicazione delle informazioni ambientali prevista dalla Legge regionale 10/2014 del Trentino-Alto Adige.

Tale interpretazione risulta problematica perché si pone in tensione con i livelli essenziali di trasparenza previsti dal Decreto legislativo 33/2013, gli orientamenti dell’Autorità Nazionale Anticorruzione e la giurisprudenza del Consiglio di Stato.

Anche la normativa europea va nella direzione opposta. In particolare la Direttiva 2003/4/CE sull’accesso all’informazione ambientale stabilisce che le autorità pubbliche devono organizzare le informazioni ambientali in loro possesso per una diffusione attiva e sistematica al pubblico, anche attraverso strumenti digitali.

Il problema della partecipazione

Nel PIAO non vi è inoltre alcun riferimento all’utilizzo di strumenti digitali per favorire la partecipazione dei cittadini. Ciò riguarda sia la consultazione pubblica dei piani amministrativi, sia eventuali iniziative legate al biomonitoraggio.

Un dato appare significativo: l’associazione Più Democrazia in Trentino è stato l’unico soggetto ad aver presentato osservazioni durante la consultazione pubblica sul piano.

È difficile pensare che in un territorio complesso non esistano cittadini o associazioni con proposte o osservazioni su i più diversi rischi esistenti sul territorio e sulle misure per poterli contenere. Più probabilmente, il problema è la mancanza di informazione e di strumenti che rendano la partecipazione realmente accessibile e concreta.

Le tecnologie digitali potrebbero rappresentare un supporto importante per colmare questo divario ma nel documento non vengono menzionate.

Un problema che riguarda tutto il Trentino

Il caso del Comune di Storo non rappresenta purtroppo un’eccezione. Situazioni analoghe si riscontrano nella larga maggioranza delle amministrazioni pubbliche del Trentino, sia a livello comunale sia a livello provinciale.

Le osservazioni presentate dall’associazione si inseriscono infatti in un’azione più ampia che ha riguardato anche il piano anticorruzione e trasparenza della Provincia e il PIAO del Comune di Trento.

Nonostante le criticità ancora presenti, il fatto che l’amministrazione di Storo abbia protocollato, analizzato e in parte accolto le osservazioni presentate rappresenta un segnale positivo.

Può costituire l’inizio di un percorso amministrativo più virtuoso, fondato su maggiore trasparenza, accesso alle informazioni ambientali e partecipazione dei cittadini alle decisioni pubbliche.


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