Nel 2024, sono state certificate 159 misure referendarie a livello statale in 41 stati degli Stati Uniti. Il 5 novembre, gli elettori in 41 stati si sono espressi su 146 di queste proposte, mentre il prossimo 7 dicembre gli elettori della Louisiana voteranno su quattro emendamenti costituzionali. Inoltre, nei primi mesi del 2024, gli elettori di cinque stati hanno deciso su nove proposte referendarie, approvandone cinque e respingendone quattro.
Secondo i dati aggiornati al 19 novembre, alle 13:30 ET, il 63% delle misure statali è stato approvato (92 su 146), il 34,9% respinto (51 misure), mentre tre restano ancora senza un risultato definitivo. Per sostenere o per opporsi alle diverse iniziative – tutte rigorosamente senza quorum di partecipazione – è stata raccolta una cifra record di finanziamenti che ha superato il miliardo di dollari.
In nove stati, invece, non erano previste misure statali sulla scheda elettorale del 5 novembre: Delaware, Kansas, Michigan, Mississippi, New Jersey, Pennsylvania, Tennessee, Texas e Vermont.
Temi principali emersi dal voto
Diritti riproduttivi
Nel 2024, gli elettori hanno affrontato un numero record di 11 misure referendarie legate ai diritti riproduttivi. Di queste:
- Sei misure hanno introdotto il diritto costituzionale all’aborto, come in Arizona e Maryland.
- In Colorado gli elettori hanno approvato l’Amendment 79 con il 60,9% dei voti. La misura sancisce il diritto all’aborto nella costituzione dello stato e consente l’uso di fondi pubblici per tale scopo.
- In Florida, un emendamento che avrebbe sancito il diritto all’aborto nella costituzione statale è stato respinto nonostante il 57% di voti favorevoli, a causa della soglia del 60% necessaria per l’approvazione.
Uso di marijuana e sostanze psichedeliche
Una proposta in Florida per legalizzare l’uso ricreativo della marijuana è stata bocciata con il 55,7% dei voti a favore, sempre a causa della soglia del 60% (quorum di approvazione). Nonostante la sconfitta, questa misura ha rappresentato la campagna più costosa mai registrata su questo tema, con oltre 186 milioni di dollari raccolti.
Istruzione
Gli elettori in Kentucky hanno respinto un emendamento costituzionale che avrebbe permesso al parlamento statale di finanziare gli studenti delle scuole non pubbliche (65,1% contrari).
Democrazia e non-cittadini
Otto stati, tra cui Missouri e South Carolina, hanno approvato emendamenti costituzionali per vietare il voto ai non cittadini, con percentuali di approvazione superiori al 60%. Alcune città, come Washington D.C. e Oak Park (Illinois), hanno invece adottato il sistema di voto a scelta classificata (ranked-choice voting RCV).
Ambiente
Anche i temi ambientali sono stati al centro dell’attenzione. Nello stato di Washington: gli elettori hanno respinto l’Initiative 2117, che avrebbe vietato i programmi di scambio di crediti di carbonio e abrogato il Washington Climate Commitment Act (CCA) del 2021. Il CCA è una legge statale che prevede un programma di “cap and invest” progettato per ridurre le emissioni di gas serra del 95% entro il 2050.
Salario minimo
I temi legati al salario minimo e ai diritti dei lavoratori sono stati altrettanto rilevanti:
- Massachusetts: gli elettori hanno respinto la Question 5, che avrebbe aumentato il salario minimo per i lavoratori che ricevono mance per raggiungere il livello del salario minimo standard. È la prima volta dal 1996 che una proposta di aumento del salario minimo viene bocciata.
- Missouri: è stata approvata la Proposition A, che porterà il salario minimo a 15 dollari l’ora entro il 2026 e obbligherà i datori di lavoro a fornire un minimo di cinque-sette giorni di malattia pagati (a seconda delle dimensioni dell’azienda). La misura ha ottenuto il 58,1% dei voti.
Riflessioni per l’Italia
I referendum statali negli Stati Uniti dimostrano quanto sia fondamentale il ruolo degli elettori nella definizione delle politiche su temi cruciali. L’esempio di piattaforme come Ballotpedia, che offrono informazioni chiare e dettagliate su ogni misura, evidenzia l’importanza della trasparenza per un voto consapevole. L’Italia potrebbe trarre ispirazione da questo approccio, sviluppando strumenti che favoriscano una partecipazione diretta e informata dei cittadini, migliorando così la qualità della democrazia.
In Provincia autonoma di Trento e, più in generale, nella Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol, esistono le condizioni per promuovere una transizione verso un sistema di democrazia piena, che coinvolga i cittadini nelle decisioni che li riguardano. Tuttavia, la cultura politica locale non appare ancora sufficientemente matura. Lo dimostrano il modo in cui è stato gestito il referendum sul distretto biologico trentino nel 2021 e le recenti consultazioni sulla gestione della popolazione dei plantigradi in Trentino. Più positivo, dal punto di vista procedurale, è stato il referendum sull’estensione dell’aeroporto di Bolzano in Alto Adige.
Proprio a partire da queste esperienze, spesso percepite come deludenti, la classe politica e i mezzi di informazione dovrebbero sviluppare un approccio più inclusivo. Invece di concentrarsi su modifiche come l’eliminazione del limite ai mandati per sindaci e presidenti di provincia – che rischiano di incrementare gli effetti nocivi derivanti da una prolungata permanenza in posizioni strategiche di potere – si potrebbero sfruttare i già ampi margini di autonomia, che non richiedono norme di attuazione ma solo la volontà di applicare i principi fondamentali del diritto internazionale. Riformare gli strumenti referendari e le leggi elettorali a tutti e tre i livelli di governo (regionale, provinciale e comunale) rappresenterebbe l’inizio di una nuova stagione democratica, capace di ridefinire l’autonomia con una concezione più partecipativa e orientata ai cittadini.

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