Verso i referendum di giugno: la proposta di Più Democrazia Italia per un opuscolo informativo

Con l’avvicinarsi delle consultazioni referendarie previste per l’8 e 9 giugno 2025, torna d’attualità il tema dell’informazione istituzionale sui quesiti referendari. Un’esigenza che Più Democrazia in Trentino ha sollevato formalmente attraverso petizioni presentate alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica nel gennaio 2025 e che si rafforza grazie alla proposta di libretto informativo elaborata da Più Democrazia Italia.

L’iniziativa di Più Democrazia in Trentino

Le petizioni ricordano che l’Ufficio Centrale per il Referendum presso la Corte di Cassazione, con ordinanza depositata il 12 dicembre 2024, ha dichiarato ammissibili le richieste referendarie riguardanti: la disciplina dei licenziamenti illegittimi, l’indennità per i licenziamenti nelle piccole imprese, i contratti a termine, la responsabilità solidale negli appalti per infortuni sul lavoro e la riduzione da 10 a 5 anni del requisito di residenza per la cittadinanza italiana degli extracomunitari.

Le petizioni evidenziano che il Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige/Südtirol, con il voto n.5 del luglio 2020, ha sollecitato Governo e Parlamento sulla necessità di produrre un opuscolo informativo in occasione delle consultazioni referendarie, richiamando le raccomandazioni della Commissione di Venezia che nel Codice di buona condotta sui referendum prevede la predisposizione di materiale informativo obiettivo, le buone pratiche internazionali, in particolare della Svizzera e degli Stati Uniti (California, Oregon) e il Codice degli enti locali del Trentino-Alto Adige/Südtirol che già prescrive l’invio agli elettori di materiale informativo prodotto da una commissione neutra.

Il libretto informativo in Svizzera

L’opuscolo informativo svizzero per i referendum è un pilastro della democrazia diretta, concepito per garantire che ogni cittadino possa esprimere un voto consapevole. Il documento, redatto dalla Cancelleria federale, si distingue per la sua neutralità e completezza. Offre spiegazioni dettagliate sugli oggetti in votazione, illustrando le diverse posizioni con obiettività, e dà voce ai comitati d’iniziativa o di referendum, permettendo loro di presentare direttamente le proprie argomentazioni.

La sua struttura è pensata per essere accessibile a tutti: disponibile nelle lingue nazionali e arricchita da codici QR che rimandano a video esplicativi. La sua evoluzione nel tempo riflette l’impegno costante nel migliorare la leggibilità e l’efficacia dell’informazione, assicurando che ogni votante possa comprendere appieno le implicazioni delle proprie scelte.

La data dei 5 referendum è fissata

Con comunicato stampa del 13 marzo 2025, il Governo ha reso noto che il Ministro dell’interno Matteo Piantedosi ha informato il Consiglio dei Ministri sulle date delle elezioni amministrative e dei referendum. Le elezioni amministrative si terranno domenica 25 e lunedì 26 maggio, con eventuali ballottaggi domenica 8 e lunedì 9 giugno. I cinque referendum abrogativi saranno invece convocati in concomitanza con il secondo turno delle amministrative, l’8 e 9 giugno.

Ma su quali temi i cittadini saranno chiamati a esprimersi? I cinque quesiti referendari riguardano diritti fondamentali e norme che influenzano direttamente il mondo del lavoro e la cittadinanza. Ecco una sintesi delle questioni in gioco:

  • 1: Abrogazione totale del decreto legislativo sulle “tutele crescenti” nei contratti di lavoro a tempo indeterminato.
  • 2: Modifica delle norme sulle indennità per licenziamenti individuali nelle piccole imprese, eliminando i limiti massimi alle indennità.
  • 3: Modifica della disciplina dei contratti a termine, eliminando le condizioni che permettono contratti a termine superiori a 12 mesi.
  • 4: Eliminazione dell’esclusione della responsabilità solidale del committente per i danni conseguenti ai rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici.
  • 5: Riduzione da 10 a 5 anni del requisito di residenza per ottenere la cittadinanza italiana per gli stranieri.

Il silenzio delle istituzioni italiane

Le petizioni sono state assegnate alla Commissione affari costituzionali di ciascuno dei due rami del Parlamento, ma ad oggi nessun parlamentare ha sollecitato la loro trattazione né promosso azioni parallele per stimolare un dibattito su questa misura di informazione, considerata un atto dovuto nelle democrazie più evolute. D’altra parte, se l’Index Democracy dell’Economist classifica l’Italia come una democrazia incompleta, una ragione c’è. Non sono solo le regole che mancano per disciplinare processi elettorali e referendari trasparenti, manca anche la volontà della rappresentanza politica di attuare pienamente i principi fondamentali della democrazia.

L’iniziativa di Più Democrazia Italia

A colmare questa grave lacuna ci ha pensato l’associazione Più Democrazia Italia che sta lavorando su un opuscolo informativo ispirato al modello svizzero. Come spiega Leonello Zaquini, italiano residente in Svizzera e animatore di Più Democrazia Italia: “È lo strumento di informazione con la descrizione del tema in votazione e gli argomenti per il SÌ e per il NO. È scritto in modo sintetico, oggettivo, imparziale e rispettoso delle diverse opinioni. Esiste nei paesi dove esistono votazioni popolari. Viene fatto avere agli elettori con diverse settimane di anticipo rispetto alla data delle votazioni. È molto diffuso ed è chiamato anche: «Libretto delle votazioni». Purtroppo ancora non esiste in Italia mentre è la regola in tutti i paesi dove sono presenti strumenti di democrazia diretta moderna (Svizzera, California, Taiwan)”.

[LINK ALL’ULTIMA VERSIONE DEL LIBRETTO – DOCUMENTO PDF]

Precedenti iniziative

Questa non è la prima richiesta di un opuscolo informativo per i referendum. Nel marzo 2020, i consiglieri regionali Marini, Nicolini, Köllensperger, Rieder, Ploner Franz, Unterholzner, Ploner Alex e Faistnauer presentarono una proposta di voto per sollecitare Governo e Parlamento a rimediare al vulnus democratico di assenza di informazione istituzionale che fu approvata dal Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige/Südtirol nel luglio successivo. Nel giugno 2020, il deputato Riccardo Magi ottenne l’approvazione di un ordine del giorno che riproduceva i medesimi contenuti e che aveva lo stesso obiettivo: impegnare il Governo, in accordo con i comitati referendari, a predisporre, rendere disponibile e inviare agli elettori con sufficiente anticipo un opuscolo informativo redatto in formato cartaceo e digitale sul referendum costituzionale contenente una descrizione neutrale ed imparziale del quadro normativo di riferimento nonché le posizioni dei comitati rispetto alle ragioni del si e del no.

Tuttavia, a distanza di anni, il Parlamento non ha ancora adottato misure concrete per garantire ai cittadini un’informazione istituzionale adeguata sui referendum.

Un’opportunità da cogliere per il legislatore

Sebbene Governo e maggioranza parlamentare sembrino puntare sull’astensionismo per invalidare il referendum e aggirare il quorum, ci auguriamo che qualche parlamentare si distingua nel grigiore della democratura italiana e si attivi per garantire finalmente un’informazione istituzionale adeguata per le consultazioni referendarie.

Le alternative all’inazione esistono: Più Democrazia in Trentino e Più Democrazia Italia hanno già indicato una strada concreta, presentando rispettivamente una petizione e un modello di libretto informativo. Ora sta al Parlamento raccogliere il testimone. L’opportunità di intervenire è concreta: il disegno di legge di conversione del DECRETO-LEGGE 19 marzo 2025, n. 27 su elezioni e referendum è l’occasione perfetta.

Ignorare ancora questa necessità significherebbe certificare la volontà politica di mantenere i cittadini nell’ombra, privandoli di un’informazione chiara e accessibile. Chissà se qualcuno avrà il coraggio di far sentire la voce della democrazia.

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Il tuo 5 per mille per una democrazia migliore!
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