Il diritto di petizione consente ai cittadini dell’Unione Europea e ai residenti negli Stati membri di rivolgersi al Parlamento Europeo per sollevare questioni di interesse pubblico o per segnalare violazioni del diritto dell’UE. Questo diritto, sancito dal Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (art. 20, 24 e 227 TFUE) e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’UE (art. 44), garantisce uno strumento di democrazia partecipativa accessibile a tutti.
Chi può presentare una petizione?
- Cittadini dell’UE;
- Persone fisiche e giuridiche residenti o aventi sede in uno Stato membro;
- Singolarmente o in associazione con altri.
Le petizioni devono riguardare materie di competenza dell’UE e avere un impatto diretto sui firmatari. La loro ricevibilità viene valutata dalla Commissione per le petizioni del Parlamento Europeo.
La procedura di esame
- Presentazione: le petizioni possono essere inviate online tramite il portale del Parlamento Europeo o per posta.
- Valutazione della ricevibilità: la Commissione per le petizioni verifica se il tema rientra nelle competenze dell’UE.
- Esame e azioni possibili:
- Richiesta di parere alla Commissione Europea;
- Coinvolgimento di altre commissioni parlamentari;
- Comunicazione con istituzioni o autorità competenti per risolvere il problema;
- Organizzazione di audizioni o missioni di informazione nei territori interessati.
- Archiviazione o proseguimento: la petizione può essere chiusa se ritenuta risolta o mantenuta aperta per ulteriori sviluppi.
L’impatto delle petizioni nel periodo 2019-2024
Secondo il rapporto di attività della Commissione Petizioni del Parlamento Europeo (2019-2024), il diritto di petizione ha contribuito a numerosi interventi politici e legislativi. Tra le tematiche più rilevanti emerse dalle petizioni dei cittadini troviamo:
- Ambiente: la protezione del Mar Menor in Spagna, la gestione della popolazione di orsi bruni in Romania e la deforestazione illegale in Europa.
- Diritti fondamentali e democrazia: segnalazioni sulla violazione dello Stato di diritto in Polonia, Ungheria e Spagna, e la protezione dei diritti dei cittadini dopo la Brexit.
- Lavoro e giustizia sociale: il riconoscimento del lavoro degli insegnanti in Europa, le condizioni di lavoro dei magistrati onorari in Italia e l’adozione della Carta Europea della Disabilità.
- Trasporti e libera circolazione: il miglioramento dei diritti dei passeggeri aerei durante la pandemia di COVID-19 e l’armonizzazione delle dimensioni del bagaglio a mano.
- Salute pubblica: la lotta agli interferenti endocrini e il rafforzamento delle normative ambientali e sanitarie dell’UE.
Le petizioni sono quindi un mezzo concreto per influenzare le politiche dell’UE e per segnalare inefficienze o violazioni del diritto comunitario. Grazie a questo strumento, i cittadini europei possono esercitare un controllo attivo sull’operato delle istituzioni, contribuendo a una maggiore trasparenza e partecipazione democratica.
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Per approfondire, è possibile scaricare la relazione completa della Commissione Petizioni del Parlamento Europeo per il periodo 2019-2024.
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