Il nuovo Democracy Report 2026 del V-Dem Institute ci consegna un quadro che non può lasciarci indifferenti. Non si tratta solo di numeri o classifiche: emerge una tendenza profonda che riguarda la qualità stessa delle nostre democrazie.
Il rapporto è elaborato dal Varieties of Democracy (V-Dem) Institute, centro di ricerca con sede presso l’Università di Göteborg, considerato tra i più autorevoli osservatori internazionali sullo stato della democrazia. I dati si basano su uno sforzo collaborativo che coinvolge oltre 4.200 esperti nel mondo e analizza più di 600 indicatori relativi a 202 paesi, con serie storiche che arrivano fino al 1789.
L’analisi si fonda su strumenti metodologici particolarmente rigorosi, come il Liberal Democracy Index, che misura non solo la qualità delle elezioni ma anche lo stato di diritto e l’equilibrio tra i poteri, e sul sistema ERT (Episodes of Regime Transformation), che individua cambiamenti significativi solo quando superano soglie precise, evitando letture superficiali o distorsioni dovute a variazioni temporanee.
È quindi un quadro solido, che rende ancora più preoccupanti le conclusioni.
Siamo entrati in una fase che gli studiosi definiscono “grande Inversione”: i progressi democratici degli ultimi decenni si stanno rapidamente erodendo. Per il cittadino medio globale, il livello di democrazia è oggi paragonabile a quello del 1978.
Se il 74% della popolazione mondiale vive in regimi autocratici e solo il 7% in democrazie liberali, il problema non è più distante o confinato ad altri continenti. Riguarda anche noi, direttamente. L’Europa stessa è attraversata da dinamiche di regressione, e l’Italia viene ora indicata tra i casi critici.
Particolarmente significativo è il caso degli Stati Uniti, storicamente considerati un punto di riferimento democratico: il report segnala un rapido e profondo deterioramento, con una concentrazione crescente di potere nell’esecutivo e un indebolimento dei meccanismi di controllo e bilanciamento. Un’evoluzione che porta gli USA a perdere lo status di democrazia liberale, scivolando verso livelli che non si registravano dagli anni ’60.
La libertà di espressione, pilastro di ogni sistema democratico, è l’elemento più colpito: censura, controllo dei media e limitazioni del dibattito pubblico rappresentano oggi le principali leve dei processi di autocratizzazione.
Anche nel nostro piccolo, a livello locale e territoriale, non possiamo permetterci di sottovalutare questi segnali. La qualità della democrazia non si deteriora improvvisamente: si indebolisce gradualmente, spesso nell’indifferenza generale.
Per questo è fondamentale mantenere alta l’attenzione, promuovere partecipazione, trasparenza e controllo diffuso. La democrazia non è mai acquisita una volta per tutte.
Di seguito condividiamo il report integrale per chi desidera approfondire:
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