Trasparenza ambientale: un ritardo che non è più giustificabile

In Trentino-Alto Adige/Südtirol esiste un problema di trasparenza ambientale che non può più essere ignorato. Da anni i comuni della nostra regione sono in ritardo nell’ottemperare agli obblighi di pubblicazione delle informazioni ambientali nella sezione “Amministrazione trasparente” dei propri siti istituzionali. Un ritardo che non è frutto di disattenzione, ma di una scelta difensiva: rifugiarsi sotto l’ombrello della legge regionale n. 10/2014, sostenendo che l’obbligo di pubblicare le “informazioni ambientali” non trovi applicazione.

Eppure il quadro giuridico è chiaro da tempo. L’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) e il Consiglio di Stato hanno affermato che le autonomie speciali possono definire forme e modalità applicative del decreto legislativo 33/2013, ma non possono derogare agli obblighi sostanziali di pubblicazione previsti a livello nazionale. La trasparenza costituisce un livello essenziale delle prestazioni, e come tale non può essere ridotta o svuotata da norme regionali.

A rafforzare ulteriormente questo orientamento è intervenuta la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea del 7 marzo 2024 (C. 234/22) che, pur riguardando il caso della pubblicazione dei dati dell’inventario forestale, ha chiarito un principio di portata generale: l’obbligo di diffusione attiva dell’informazione ambientale previsto dall’articolo 7 della Direttiva 2003/4 non eccede l’obbligo di divulgazione su richiesta previsto dall’articolo 3. In altre parole, le autorità pubbliche devono strutturare le informazioni ambientali in loro possesso per garantirne una diffusione attiva e sistematica al pubblico, anche tramite strumenti informatici ed elettronici. Non basta rispondere quando qualcuno chiede: occorre pubblicare prima.

Nonostante ciò, nei siti istituzionali dei comuni trentini le informazioni ambientali in loro possesso spesso non vengono pubblicate, né vengono forniti collegamenti chiari verso le banche dati degli enti competenti. Sul sito del Comune di Trento, ad esempio, nella sezione dedicata non è pubblicato nulla sull’emergenza ambientale di Trento Nord. Compare, invece, l’avvertenza secondo cui, ai sensi della legge regionale 10/2014, non troverebbe applicazione l’obbligo di pubblicazione delle “informazioni ambientali”. Un’affermazione che contrasta con quanto chiarito a livello nazionale ed europeo.

Come associazione Più Democrazia in Trentino abbiamo toccato con mano questa opacità nel caso della contaminazione da PFAS nella falda idrica del Comune di Storo, in Valle del Chiese: sostanze persistenti e potenzialmente nocive per la salute umana, oggetto di monitoraggi e studi, ma assenti nella sezione “Amministrazione trasparente” tra le informazioni ambientali di interesse per la popolazione. E Storo non è un’eccezione: nella nostra “regione diversamente speciale”, purtroppo, così fan tutti.

Per questo abbiamo presentato osservazioni puntuali al PIAO di Storo, chiedendo il rispetto degli obblighi di pubblicazione e l’inserimento delle informazioni ambientali rilevanti per la comunità. ANAC ha definito con chiarezza cosa si intenda per “informazione ambientale”: dati sullo stato di acqua, aria e suolo; sui fattori che possono contaminarli; sulle misure adottate; sugli effetti sulla salute umana. Non si tratta di un adempimento burocratico, ma di un diritto dei cittadini e di uno strumento di prevenzione dei rischi.

In un territorio che fa della qualità ambientale uno dei propri tratti distintivi, la trasparenza su ciò che minaccia l’ambiente e la salute dovrebbe essere la regola, non l’eccezione. È interesse dell’intera cittadinanza sapere in quale ambiente vive, quali rischi esistono e quali misure sono adottate per affrontarli. Continuare a rinviare o a ridurre la portata degli obblighi di pubblicazione significa indebolire la fiducia nelle istituzioni.

La specialità non può diventare un alibi. La nostra associazione lo denuncia da anni: la trasparenza ambientale è un dovere giuridico e un presidio democratico. Ed è tempo che venga finalmente attuata anche nei nostri comuni.

Intervento pubblicato su Questo Trentino il 7 marzo 2026 *


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