Giurie di cittadini per giovenche e politiche pubbliche

The Jury by John MorganUna giuria di cittadini per discutere e decidere su come affrontare l’emergenza dell’ubriachezza e della violenza nella vita notturna della città di Adelaide in Australia. La domanda posta ai giurati è «come trasformare Adelaide in una città vibrante e sicura?».

In contrasto con l’opinione dei consiglieri provinciali trentini e più in generale dei politici italiani, Ian Hunter, ministro dell’Ambiente dello stato del South Australia afferma: «Noi del governo non abbiamo tutte le risposte. Qualche volta la cosa migliore da fare è rivolgersi alla comunità e chiedere l’opinione dei cittadini». Nelle parole del ministro emerge la motivazione che ha portato ad utilizzare questo strumento di partecipazione per indirizzare le politiche pubbliche dello Stato bagnato dall’Oceano Indiano.

L’aspetto interessante di tale processo, non è solo determinato dal fatto che gli eletti chiedano agli elettori cosa fare, ma anche il metodo utilizzato per determinare la composizione della giuria. Infatti, questa è composta da 43 cittadini selezionati casualmente a partire da un campione iniziale di 20.000 persone estratte a sorte.

I membri della giuria avranno tre mesi di tempo per produrre una serie di possibili soluzioni al problema sopra menzionato e saranno coordinati da un gruppo del centro di ricerca no profit New Democracy Foundation. Uno dei giurati intervistato dalla tv pubblica ABC commenta «Un grande modo per individuare una soluzione sostenibile e pubblicamente più accettabile poiché presa da persone comuni».

Un istituto simile alle giurie popolari australiane è stato proposto anche nel disegno di legge sulla democrazia diretta proposto da Più Democrazia in Trentino, i pritani. Purtroppo tale proposta è stata snobbata dai politici trentini. Dei cittadini estratti a sorte, rappresentativi della popolazione che vive nella città di Trento, avrebbero potuto trovare costruttivamente una soluzione alla disputa sugli orari serali dei pubblici esercizi. Il caso del Cafè del la Paix si sarebbe potuto affrontare alla radice optando per un processo di confronto creativo originale ed innovativo ma così non è stato.

Miss Italia in TrentinoFra qualche mese, mentre le raccomandazioni dei cittadini australiani saranno sottoposte all’attenzione del Parlamento della Città delle Chiese, a Trento, Città del Concilio, non ci resterà che il ricordo estivo delle giurie della mostra delle giovenche. Tristemente però, non saranno le giurie delle mostre delle Giovenche Rendena ad essere ricordate bensì quelle ben più grottesche di Miss Italia.

6 agosto 2013 – Risposta del direttore del Trentino, Alberto Faustini:
Le confesso che adoro la democrazia e anche la partecipazione, ma ritengo che in più di un’occasione spetti alla politica il compito di assumere determinate decisioni: perché la politica – almeno in via ideale – deve considerare interessi generali e deve avere anche il coraggio dell’impopolarità, quando è costretta dagli eventi a intraprendere una strada piuttosto che un’altra. Fra l’altro: noi non siamo australiani, né svizzeri. Vi sono però dei casi – e fate bene a battervi per questo – nei quali la democrazia diretta, intesa soprattutto come partecipazione delle persone coinvolte direttamente in (e da) una determinata questione, è la strada migliore per dare una risposta immediata e condivisa. Il caso del Cafè de la Paix è in tal senso effettivamente emblematico.

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