Firma digitale e diritti politici: avviato l’iter della petizione anche in Consiglio regionale

Prosegue il percorso della petizione sulla firma digitale per la sottoscrizione di referendum, iniziative popolari e liste elettorali: nella giornata di oggi è ufficialmente iniziato anche l’iter in sede regionale.

La petizione regionale 1/XVII, che riprende integralmente i contenuti di quella provinciale presentata nel luglio scorso (6/XVII), segue un percorso autonomo in quanto un eventuale intervento normativo inciderebbe sul Codice degli enti locali e non sulle leggi provinciali in materia elettorale e referendaria.

Il 19 marzo scorso, i rappresentanti dell’associazione Più Democrazia in Trentino sono stati ascoltati dalla Prima Commissione legislativa del Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige/Südtirol, in quello che rappresenta un passaggio storico: si tratta infatti della prima petizione discussa in sede regionale da oltre venticinque anni.

Questo risultato è stato reso possibile grazie alle modifiche del regolamento interno del Consiglio regionale introdotte nel 2023, che hanno finalmente aperto alla possibilità di presentare petizioni e previsto l’obbligo per l’assemblea di concluderne l’esame con una relazione finale.

Nel corso dell’audizione, oltre a ribadire quanto illustrato nell’ottobre scorso a Palazzo Trentini, il primo firmatario Paolo Minotto ha evidenziato come la firma digitale sia ormai utilizzata in ambiti fondamentali della vita quotidiana — dalla sottoscrizione di contratti bancari fino agli atti amministrativi — e come risulti quindi anacronistico non consentirne l’utilizzo anche per l’esercizio dei diritti politici fondamentali.

Il presidente dell’associazione, Alex Marini, ha invece richiamato l’attenzione sulle migliaia di cittadini che, anche a livello regionale, non sono messi nelle condizioni di esercitare pienamente i propri diritti politici. Studenti, lavoratori fuori sede, persone con problemi di salute o mobilità: tutti soggetti che oggi non possono sottoscrivere iniziative popolari o liste elettorali perché non possono recarsi fisicamente in un ufficio comunale o a un banchetto di raccolta delle firme con un autenticatore.

Marini ha inoltre sottolineato come, a livello provinciale, la Prima Commissione abbia già avviato un approfondimento tecnico e giuridico sul tema, attraverso le audizioni del dott. Vincenzo Desantis, ricercatore di diritto costituzionale dell’Università di Trento, e di Gianfranco Stellucci di Trentino Digitale. In questa prospettiva, è stata evidenziata l’opportunità di mettere a disposizione anche del Consiglio regionale la documentazione già acquisita, tra cui la nota del Difensore civico e le osservazioni di Mario Staderini, promotore del ricorso al Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite che ha portato alla condanna dell’Italia per le restrizioni irragionevoli al diritto di promuovere referendum.

Marini ha fatto altresì notare come l’articolo 235-bis del Codice degli enti locali, che riconosce la possibilità di utilizzare la firma digitale per la presentazione delle candidature alle elezioni comunali limitatamente alle persone con certificazione medica attestante un grave impedimento fisico o la condizione per esercitare il voto domiciliare, non abbia prodotto gli effetti auspicati. L’associazione ha infatti verificato che, in occasione delle recenti elezioni comunali svoltesi a Capriana, Madruzzo e Luserna, non sono state depositate dichiarazioni di presentazione delle liste in formato digitale. Un dato che conferma come si tratti di una previsione meramente residuale, incapace di incidere su un problema strutturale che continua a impedire a una parte significativa della popolazione di esercitare pienamente i propri diritti politici fondamentali.

Nel corso della seduta presieduta da Mirko Bisesti sono intervenuti consiglieri sia di minoranza – Brigitte Foppa, Paul Köllensperger, Francesco Valduga e Michela Calzà – che di maggioranza – Vanessa Masè e Claudio Soini – esprimendo interesse, sostegno e richieste di approfondimento. La percezione emersa, nonostante la freddezza mostrata dall’assessore Franz Locher sull’evoluzione digitale, è quella di un approccio serio e rigoroso all’analisi della proposta, con la consapevolezza della rilevanza del tema per la qualità della democrazia. A tal riguardo il primo firmatario Paolo Minotto ha ringraziato il personale del Consiglio regionale per la cortesia e la professionalità dimostrate nell’organizzazione dell’incontro, nonché per la disponibilità all’ascolto: un atteggiamento che, come ha sottolineato, non è sempre scontato, soprattutto dal punto di vista delle persone che si trovano in condizioni di disabilità e che troppo spesso incontrano ostacoli anche nel semplice accesso agli spazi istituzionali.

L’avvio dell’iter anche in sede regionale rappresenta dunque un passaggio importante: l’auspicio è che questo doppio percorso — provinciale e regionale — possa finalmente tradursi in un avanzamento concreto nella tutela e nell’effettivo esercizio dei diritti politici fondamentali, rendendo la partecipazione più accessibile, inclusiva e coerente con le opportunità offerte dalle tecnologie digitali.

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