
Il 21 gennaio 2026, la nostra associazione ha depositato ufficialmente una serie di osservazioni e proposte di integrazione al Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione e per la Trasparenza (PTPCT) 2025-2027, contenuto nel Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) della Provincia autonoma di Trento.
Perché questo intervento?
La nostra iniziativa nasce dalla convinzione che la prevenzione della corruzione non sia solo un adempimento burocratico, ma una funzione strutturale di controllo sociale. La missione di Più Democrazia in Trentino è promuovere una partecipazione che generi fiducia istituzionale: come dimostra la letteratura scientifica (studi di Alt, Lassen, Bologna Pavlik e Young citati nel documento con le osservazioni), dove la partecipazione è costosa o simbolica, le opportunità di corruzione aumentano; al contrario, processi partecipativi trasparenti rafforzano la legittimità delle decisioni e migliorano la qualità delle norme.
Intervenire sul PIAO e sul PTPCT significa presidiare il cuore della strategia amministrativa, garantendo che l’ente pubblico produca reale Valore Pubblico e non si limiti a gestire procedure burocratiche.
Una sintesi delle nostre osservazioni
Nelle nostre osservazioni (documento integrale a piè di pagina) abbiamo evidenziato alcune carenze critiche nel contesto sociale trentino che il Piano attuale non considera adeguatamente:
- Il legame tra corruzione e astensionismo: citando i recentissimi studi di Tommaso Giommoni, abbiamo ricordato alla Provincia che gli scandali di corruzione riducono l’affluenza alle urne, soprattutto in territori ad alto capitale sociale come il nostro. Prevenire la corruzione significa, quindi, contrastare attivamente il disimpegno civico.
- Lo smantellamento degli strumenti digitali: abbiamo criticato la dismissione del servizio “Partecipazione democratica cittadini” nel sistema SINET, che ha privato l’ente di una piattaforma operativa e della memoria storica delle pratiche partecipative.
- Fragilità dell’informazione e intimidazioni agli amministratori locali: abbiamo segnalato come la precarietà dei giornalisti locali e l’aumento degli atti intimidatori verso amministratori e operatori dei media indeboliscano quel “controllo diffuso” necessario al funzionamento della legalità.
- Assenza di valutazioni sistematiche: la mancata applicazione dell’Analisi di Impatto della Regolamentazione (AIR) e della Valutazione ex post (VIR) espone l’amministrazione al rischio di produrre norme opache o influenzate da interessi ristretti.
Le nostre proposte: verso una partecipazione digitale e tracciabile
Non ci siamo limitati alle critiche. Abbiamo avanzato proposte operative basate su standard internazionali (OCSE e UE) e nazionali (Codice dell’Amministrazione Digitale):
- Adozione della piattaforma Decidim: chiediamo che la Provincia utilizzi questa infrastruttura open-source (promossa dal Governo italiano tramite ParteciPa.gov.it) per rendere le consultazioni pubbliche (a partire dalla consultazione sul PIAO) stabili, tracciabili e accessibili.
- Integrazione della partecipazione nei processi legislativi: Decidim dovrebbe essere impiegata per permettere ai cittadini di fornire evidenze sugli impatti reali delle leggi (AIR e VIR).
- Relazione annuale sulla partecipazione: proponiamo l’istituzione di un monitoraggio costante che misuri il legame tra strumenti partecipativi e fiducia dei cittadini nell’integrità dell’ente.
Garantire processi partecipativi non è un esercizio di stile, ma una strategia concreta di gestione del rischio che rafforza la nostra democrazia autonoma.
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Prossimi appuntamenti organizzati dall’associazione:
- mercoledì, 4 febbraio | ore 20:30 c/o Sala Frasnelli a Cavalese “Dibattito su riforma giustizia con avv. Rizzi e avv. Pontrelli“ (evento Facebook)
- sabato, 7 febbraio | ore 10:00 presso la biblioteca di Dro “Assemblea dell’associazione Più Democrazia in Trentino“
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