
In vista del referendum confermativo costituzionale del 22-23 marzo sulla riforma relativa alla divisione del Consiglio Superiore della Magistratura e all’istituzione dell’Alta Corte disciplinare, pubblichiamo l’opuscolo informativo elaborato da Più Democrazia Italia ispirandosi al modello realizzato dalla Confederazione elvetica in occasione di ogni singola consultazione popolare e che viene inviato a tutti gli aventi diritto di voto congiuntamente alla scheda di voto.
Ancora una volta, in Italia, non sono state recepite le raccomandazioni della Commissione di Venezia né le buone pratiche internazionali in materia di informazione istituzionale sui referendum. Una lacuna che denunciamo da oltre un decennio: fin dall’iniziativa popolare del 2011 abbiamo evidenziato l’assenza di strumenti pubblici, neutrali e completi a disposizione degli elettori.
Nel corso degli anni, anche grazie a ripetute iniziative nelle istituzioni locali, qualche risultato è stato raggiunto – come l’introduzione dell’obbligo del libretto informativo per i referendum comunali in Trentino-Alto Adige/Südtirol. Ma a livello statale, nonostante petizioni presentate a Camera e Senato, il Parlamento non ha mai voluto colmare questa grave criticità.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: campagne referendarie dominate da comunicazione di parte, spesso veicolata da gruppi di potere, senza un minimo presidio istituzionale di neutralità che riporti il confronto su basi corrette, verificabili e razionali. In un’epoca in cui la disinformazione rappresenta una minaccia strutturale per le democrazie – come emerso anche nel recente incontro “Quo vadis, democrazia?” promosso da Nenad Stojanovic – l’assenza di informazione istituzionale imparziale è una responsabilità politica che pesa.
Fortunatamente, alcune realtà della società civile dimostrano che un’alternativa è possibile.
L’opuscolo informativo: una bussola per il voto consapevole
L’opuscolo realizzato da Più Democrazia Italia con il coordinamento di Leonello Zaquini nasce per colmare una lacuna istituzionale,ispirandosi a modelli consolidati come quello svizzero e californiano, dove l’istituzione pubblica fornisce ai cittadini una guida sintetica ma completa prima di ogni votazione popolare.
Non si tratta di orientare il voto, ma di garantire una base conoscitiva minima e oggettiva.
1. Oggetto del referendum
Il documento analizza la legge costituzionale pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 ottobre 2025, concernente l’ordinamento giurisdizionale e l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare. Trattandosi di referendum costituzionale, non è previsto quorum.
2. I pilastri della riforma
L’opuscolo descrive in modo tecnico le principali modifiche previste in caso di approvazione:
– Separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente.
– Sdoppiamento del CSM, con due Consigli Superiori distinti, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica.
– Sorteggio puro dei membri togati e sorteggio mediato dei membri non togati selezionati dal Parlamento in sostituzione del sistema elettivo.
– Istituzione dell’Alta Corte disciplinare, organo per i procedimenti disciplinari nominato con modalità analoghe a quelle previste per i due CSM ed eliminazione della possibilità di presentare ricorso a un organo terzo.
3. Una metodologia neutrale
Per garantire imparzialità, l’opuscolo è articolato in tre sezioni:
– spiegazione tecnica delle modifiche agli articoli della Costituzione (87-110);
– confronto comparato con altri ordinamenti (Spagna, Stati Uniti, Francia, Svizzera);
– esposizione paritaria delle ragioni del SÌ e del NO.
Si tratta di un vero e proprio prototipo di informazione istituzionale neutrale: uno strumento essenziale per permettere a ogni elettore di decidere con cognizione di causa.
Un investimento sostenibile per una democrazia migliore
Dal punto di vista finanziario, la realizzazione, la stampa e la distribuzione di un libretto informativo istituzionale non rappresenterebbero un onere insostenibile per lo Stato. Si tratterebbe di integrare questo strumento nelle procedure già previste per l’organizzazione delle consultazioni referendarie, ottimizzando risorse e canali logistici esistenti.
Un opuscolo informativo si abbinerebbe in modo naturale alle modalità di voto per corrispondenza, raggiungendo direttamente quegli elettori che già ricevono il materiale elettorale a domicilio, come gli iscritti all’AIRE o i cittadini temporaneamente fuori sede per motivi di studio, lavoro o altre esigenze. Proprio per questi elettori, spesso più esposti a una frammentazione informativa, uno strumento ufficiale e neutrale rappresenterebbe una garanzia ulteriore di parità e consapevolezza.
Investire in informazione istituzionale non è una spesa superflua: è una condizione minima per assicurare l’effettività del diritto di voto e la qualità del processo democratico.
La qualità democratica non può attendere
La questione dell’informazione istituzionale non è un dettaglio tecnico, ma un nodo centrale della qualità democratica. Non si tratta di introdurre un costo aggiuntivo o un aggravio burocratico: come abbiamo evidenziato, un libretto informativo potrebbe essere integrato nelle procedure già previste per l’organizzazione dei referendum, accompagnando naturalmente il materiale inviato agli elettori che votano per corrispondenza, come gli iscritti all’AIRE e i fuori sede.
Sarebbe un passo semplice, sostenibile e coerente con gli standard internazionali.
Resta però una criticità più ampia. Oltre alla persistente assenza di un’informazione istituzionale neutrale, assistiamo a restrizioni degli spazi democratici, come il dietrofront sul diritto di voto dei fuori sede. Una regressione che meriterebbe un’attenta valutazione anche sotto il profilo della compatibilità con il Patto internazionale sui diritti civili e politici e con gli orientamenti del Comitato ONU per i diritti umani.
In passato, esponenti dei comitati promotori sono riusciti a ottenere un pronunciamento internazionale proprio in relazione agli ostacoli procedurali che limitavano l’esercizio dei diritti referendari. Oggi le condizioni per un’azione volta a tutelare la pienezza degli spazi democratici appaiono, sotto diversi profili, ancora più solide.
Situazioni come queste non dovrebbero essere utilizzate esclusivamente per la polemica politica contingente, ma per avanzare concretamente sulla scala della qualità democratica del Paese. Il confronto parlamentare è necessario, ma quando esso non produce risultati, anche la via giurisdizionale può diventare uno strumento legittimo di tutela dei diritti politici.
Noi continueremo a fare la nostra parte: proporre soluzioni concrete, come l’opuscolo informativo, promuovere il recepimento delle raccomandazioni della Commissione di Venezia e lavorare affinché ogni cittadino possa votare in condizioni di effettiva conoscenza e parità.
Perché la democrazia non si difende con la propaganda, ma con regole chiare, strumenti equi e cittadini messi nelle condizioni di decidere consapevolmente.
📥 Scarica qui l’opuscolo informativo di Più Democrazia Italia (versione aggiornata al 19 febbraio 2026)
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Ecco il calendario degli appuntamenti:
- mercoledì 25 febbraio – Ledro (ore 20:30)
Confronto tra l’avv. Veronica Manca (per il Sì) e la prof. avv. Chiara Cristofolini (per il No). - Giovedì 26 febbraio – Borgo Valsugana (ore 20:30)
Discussione con l’avv. Veronica Manca (per il Sì) e il magistrato dott. Alessandro Clemente (per il No). - Giovedì 12 marzo (ore 20:30) – Ville d’Anaunia
Discussione con il prof. Roberto Toniatti (per il No) e un relatore da definire per il Sì
organizzazione in corso
Seguono le locandine di Bezzecca (comune di Ledro) e Borgo Valsugana:


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