Democrazia diretta, basta con i tabù a sinistra

* pubblicato su Il Manifesto l’11 aprile 2026

L’affluenza al referendum costituzionale di 22-23 marzo – il 59%, non lontano dal 64% delle politiche del 2024 – è stata letta con sorpresa. Una sorpresa, però, mal fondata e poco interrogata. Più che un’anomalia, è un dato che andrebbe letto anche alla luce dello strumento utilizzato. Ed è un dato che mette in discussione una diffidenza diffusa, soprattutto a sinistra: l’idea che gli strumenti di democrazia diretta siano marginali, residuali, incapaci di mobilitare davvero il corpo elettorale ed esposti a derive manipolative e plebiscitarie.

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Referendum costituzionale: senza quorum più partecipazione e più consapevolezza democratica

In attesa della chiusura definitiva dei seggi, un dato appare già evidente: in assenza di quorum, la partecipazione cresce e il confronto democratico torna finalmente a concentrarsi sul merito delle scelte. Il quorum, al contrario, incentiva l’astensione strategica, alimenta l’idea che votare sia inutile e trasforma il non voto in uno strumento politico. È un meccanismo che indebolisce la democrazia e svuota il significato della partecipazione.

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Referendum costituzionale del 22 e 23 marzo: online l’opuscolo informativo di Più Democrazia Italia

In vista del referendum confermativo costituzionale del 22-23 marzo sulla riforma relativa alla divisione del Consiglio Superiore della Magistratura e all’istituzione dell’Alta Corte disciplinare, pubblichiamo l’opuscolo informativo elaborato da Più Democrazia Italia ispirandosi al modello realizzato dalla Confederazione elvetica in occasione di ogni singola consultazione popolare e che viene inviato a tutti gli aventi diritto di voto congiuntamente alla scheda di voto.

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