Dal problema alla soluzione: appello alle istituzioni per garantire il diritto di voto a tutti i cittadini

Decine di migliaia di cittadini esclusi dal voto non sono una statistica: sono un segnale di allarme per la qualità della nostra democrazia. A pochi giorni dal referendum costituzionale del 22-23 marzo, Più Democrazia in Trentino torna sul tema dell’astensionismo involontario, già al centro dell’analisi pubblicata il 16 marzo, con un passo ulteriore: dalla denuncia delle criticità alla proposta di soluzioni concrete.

Come evidenziato anche nelle dichiarazioni rilasciate alla RAI, il problema non riguarda una scelta individuale di non partecipare, ma una condizione strutturale che impedisce a migliaia di cittadini di esercitare un diritto fondamentale. In Trentino stimiamo che almeno 70.000 persone – tra lavoratori e studenti fuori sede, anziani e cittadini con difficoltà motorie – incontrino ostacoli rilevanti nell’accesso al voto.

Non si tratta quindi di astensione volontaria, ma di una forma di esclusione che incide sulla qualità della nostra democrazia.

Per questo motivo, l’associazione ha inviato una lettera ai parlamentari – ai/lle Senatori/senatrici Michaela Biancofiore, Pietro Patton e Elena Testor e ai/lle Deputati/e Alessia Ambrosi, Andrea De Bertoldi, Vanessa Cattoi e Sara Ferrari – e ai consiglieri provinciali, chiedendo un impegno concreto per superare queste barriere.

Il Trentino dispone infatti degli strumenti per intervenire, almeno per quanto riguarda le elezioni locali. In virtù delle competenze autonome, è possibile introdurre modalità di voto più accessibili e inclusive, già diffuse in molti Paesi europei.

Tra le proposte avanzate:

  • il voto per corrispondenza;
  • il voto anticipato presso sedi istituzionali;
  • l’estensione del voto domiciliare a categorie oggi escluse;
  • la valutazione di soluzioni digitali sicure per la registrazione degli aventi diritto al voto.

Si tratta di misure concrete che consentirebbero di ridurre drasticamente l’astensionismo involontario e di rafforzare la legittimazione delle istituzioni.

Come ribadito anche nel confronto pubblico di questi giorni, il punto non è indicare ai cittadini come votare, ma garantire che tutti siano messi nelle condizioni di farlo. Il diritto di voto non può dipendere dalla distanza geografica, dall’età o dalla condizione fisica.

L’Autonomia speciale rappresenta un’opportunità che deve essere utilizzata fino in fondo: non solo per amministrare risorse, ma per ampliare i diritti e rafforzare la partecipazione democratica.

In allegato è disponibile il testo integrale della lettera inviata ai rappresentanti istituzionali.

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Lettera al Corriere del Trentino

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2 pensieri su “Dal problema alla soluzione: appello alle istituzioni per garantire il diritto di voto a tutti i cittadini

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