Datemi … e solleverò il mondo. Dateci … ed eleveremo la politica.

levaDatemi un punto d’appoggio e una leva e solleverò il mondo. La leggenda vuole che la citazione sia attribuita ad Archimede di Siracusa. Io la evoco perché è una perfetta sintesi di cosa significhi avere strumenti adatti a ciò che serve.

Maschio_MoroPotremmo immaginare di coltivare un terreno senza i giusti attrezzi? Sarebbe possibile costruire gallerie per autostrade e ferrovie senza quelle macchine straordinarie che gli ingegneri hanno costruito? Suonare “toccata e fuga in re minore” di Joan Sebastian Bach senza un organo con la sua tastiera e le mirabolanti canne? Avrebbe realizzato il Cristo velato Giuseppe Sanmartino senza i ferri del mestiere? imagesCristoforo Colombo avrebbe potuto raggiungere l’isola di San Salvador senza le caravelle? Potremmo volare da Roma a New York senza aereo?

images-2Potrei continuare con gli esempi ma per indicare dove voglio andare a parare ci aiuta la strana storia di Ignác Semmelweis. Il medico chirurgo ungherese in anticipo di quarant’anni sulle scoperte di Louis Pasteur, intuì che fossero i medici stessi la causa della febbre puerperale che mieteva vittime tra le neo mamme. A Vienna, nell’ospedale dove lui lavorava, da poco era stata istituita l’anatomia patologica ed erano gli stessi medici che studiavano i cadaveri a dare assistenza alle partorienti. Egli dispose che tutti coloro che entravano nel padiglione delle future puerpere, fossero obbligati a lavarsi le mani con una soluzione di cloruro di calce e che ad ogni donna fossero cambiate le lenzuola. Il solo utilizzo di due semplici strumenti, ipoclorito di calcio e lenzuola pulite, ridusse drasticamente le morti. Semmelweis fu avversato dai suoi superiori fino al punto da essere rinchiuso in manicomio ma questa è un’altra storia. A me preme sottolineare come avere o non avere gli strumenti, diventi discriminante per l’esito positivo di un’attività umana. Ribadisco: avere o meno uno strumento è discriminante per il buon esito di un’attività umana.

0c2fbe7cover11631.jpegNell’interessantissimo saggio “Strumenti della democrazia” a cura di Gianfranco Pasquino, gli autori analizzano con dovizia e ampiezza di vedute diversi mezzi delle pratiche democratiche e il titolo è preciso e puntuale. Nel mio precedente post ho espresso quali siano secondo me gli strumenti più efficienti ed efficaci perché una comunità possa condividere le scelte ritenute importanti. La Svizzera è la prova empirica che si può, che l’ultima parola al Popolo non è utopia, che è un’esperienza reale ma, i nostri eletti, i nostri rappresentanti, con mille motivazioni (per ognuna delle quali c’è una ragionevole risposta) e forti del fatto che sono loro a decidere, negano l’evidenza. Gli strumenti di Democrazia Diretta della Svizzera stanno a quelli che praticava Semmelweis come i Rappresentanti stanno ai superiori dello scienziato.

Come sciogliere questo nodo? La nostra associazione sta compiendo un lavoro straordinario di promozione, informazione e divulgazione. Perseveriamo!!! Dateci il referendum facoltativo e l’iniziativa popolare, e insieme eleveremo la politica e la nostra comunità 🙂

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