Audizione del Comitato Aiutiamoli a Cambiare alla Consulta per lo Statuto

Di seguito trovate la memoria inviata alla Consulta per lo Statuto di autonomia e la registrazione video del mio intervento:

Alla Segreteria della Consulta per lo Statuto Speciale per il Trentino-Alto Adige/Sudtirol

Sintesi della proposta oggetto dell’Audizione – Tema inerente alla sezione VII: Democrazia diretta, partecipazione dei cittadini e buona Amministrazione.

Oggetto della proposta : richiesta di inserimento nello Statuto di un nuovo strumento di democrazia diretta. Referendum confermativo che proponga la ratifica popolare sulle decisioni nelle quali i rappresentanti sono chiamati a legiferare sulle loro prerogative.

Motivazioni principali

Lo scollamento tra società civile e rappresentanti istituzionali si fa sempre più grave e palese, mettendo in crisi il fondamento stesso del concetto di democrazia rappresentativa. A questo contribuisce sensibilmente il mantenimento dei privilegi negli emolumenti da parte dei rappresentanti istituzionali regionali e provinciali. La nostra Autonomia è messa sotto tiro a livello nazionale, per questo richiede sobrietà. Rappresentare gli eletti deve tornare ad essere un servizio alla collettività, non un’acquisizione di privilegi.

La fonte normativa principale che stabilisce l’indennità dei parlamentari è l’art. 69 della Costituzione, per il quale la stessa viene stabilita dalla legge. Attualmente il Consiglio regionale del Trentino A.A. eroga le indennità dei consiglieri in base alla L. R. 6/2012, che interviene in materia di indennità e previdenza.

Il Comitato” Aiutiamoli a Cambiare”, attivo dal febbraio del 2014, ha messo in rilievo, anche attraverso presidi e raccolta di firme, come la L.R. 6/2012 non rispetti, a suo parere, altri vincoli costituzionali; in particolare quelli presenti nell’art. 3 della Costituzione :“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge…” Questa norma impone al legislatore ordinario un divieto ad adottare trattamenti irragionevolmente differenziati ed ad introdurre discriminazioni illegittime; senza il rispetto di questi vincoli si può palesare inoltre un conflitto di interessi ancora irrisolto. I nostri Parlamentari sono i più pagati al mondo e nel 2012 si istituì la Commissione Giovannini con l’incarico di mettere a confronto le indennità dei nostri politici con i colleghi degli altri paesi. Non si raggiunse nessun risultato di un confronto attendibile a causa dei vincoli imposti dal Parlamento, come dichiarò la stessa Commissione.

Questo stato di cose contribuisce, anche nella nostra regione, ad aggravare l’allontanamento e la sfiducia della società civile nei confronti dei rappresentanti eletti, in un momento storico in cui crisi economico-sociale, questione morale, aumento di vecchie e nuove povertà, emarginazione sociale di giovani disoccupati o inattivi ( circa 20.000, secondo recenti statistiche), ledono fortemente il tessuto e la coesione sociale di una regione, dove peraltro è presente e vivo un forte senso di solidarietà, di cooperazione e di associazionismo.

Come Comitato crediamo che con l’introduzione nello Statuto del Referendum confermativo sulle leggi che riguardino materie, nelle quali si potrebbe evidenziare un potenziale conflitto di interessi, si possa avviare una fase di progresso civile dando voce ai cittadini, come avviene in altri stati. Negli Stati Uniti d’America, una norma costituzionale recita che i politici non possono determinare i propri compensi (emendamento 27 della Costituzione 1992). In California e in Svizzera il popolo ha la facoltà di richiedere un referendum confermativo su tutte le leggi ordinarie ed è obbligatoriamente consultato per ogni modifica della Costituzione. A livello nazionale è stata depositata dall’Associazione Quorum Zero e Più Democrazia una legge di iniziativa popolare nella quale con l’art 3 si introduce la possibilità di determinare i compensi degli eletti al momento del voto.

Con l’introduzione in Statuto del Referendum Confermativo non solo si attenuerebbe la sfiducia dei cittadini nei confronti dei rappresentanti istituzionali, ma si potrebbe offrire un segnale concreto di come l’Autonomia possa tornare a significare assunzione di responsabilità degli eletti nei confronti degli elettori, permettendo alla politica di tornare ad essere un servizio verso la collettività.

Vogliamo inoltre sottolineare l’importanza della partecipazione diretta dei cittadini alla vita pubblica, attraverso il rafforzamento degli strumenti di Democrazia diretta, come suggerito ed esposto nel comma 4 della settima sezione del Documento preliminare elaborato dalla Consulta.

Infine concordiamo pienamente con la posizione espressa dal vice-presidente della Consulta Jens Woelk, in un recente incontro con i cittadini, che riportiamo : “L’Autonomia è Responsabilità ma anche Integrazione. Integrazione significa anche Solidarietà”.

E quale migliore segnale di solidarietà degli eletti nei confronti degli elettori ci potrebbe essere, se non la consapevole e responsabile rinuncia alla difesa di privilegi ormai anacronistici?

Per il Comitato “Aiutiamoli a Cambiare”:
Angelina Pisoni, Maria Saja, Jacopo Zannini

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...