





Questa mattina abbiamo consegnato al Presidente del Consiglio provinciale di Trento Claudio Soini e alla Vicepresidente Maria Chiara Franzoia la documentazione relativa alla petizione “Basta barriere: firma digitale per la democrazia inclusiva”, promossa da Più Democrazia in Trentino lo scorso febbraio.
Insieme al primo firmatario della petizione (6/XVII), Paolo Minotto, e al sottoscritto, in qualità di presidente dell’Associazione, erano presenti anche Stefano Longano, Lorenzo Leoni, Renata Attolini, Angelo Rigotti e Paolo Santolini, che hanno condiviso con noi questo importante momento.
Cosa chiediamo
L’obiettivo della nostra petizione è chiaro: chiediamo che anche in Trentino si possa utilizzare la firma digitale per sottoscrivere iniziative popolari, richieste referendarie e liste elettorali, come già avviene a livello statale tramite la piattaforma online del Ministero della Giustizia.
Si tratta di una proposta semplice ma cruciale per abbattere ostacoli ingiustificati alla partecipazione democratica, soprattutto per studenti e lavoratori fuori sede, persone con disabilità o difficoltà di mobilità, cittadini iscritti all’AIRE, chi ha impegni familiari o lavorativi che impediscono di raggiungere fisicamente i banchetti o gli uffici.
La nostra petizione rappresenta la continuazione di un impegno portato avanti da anni da Più Democrazia in Trentino per migliorare gli strumenti partecipativi. Abbiamo raccolto 1.125 firme, tra cui:
- 175 sottoscrizioni cartacee,
- 950 firme digitali sulla piattaforma Change.org.
Un risultato importante per un tema tecnico spesso sottovalutato. Ancora più significativo il fatto che 27 persone abbiano effettuato donazioni spontanee sulla piattaforma: un segnale concreto dell’interesse e del sostegno di una cittadinanza attiva.
Un diritto già riconosciuto… ma non in Trentino
A livello nazionale, la Corte Costituzionale ha già riconosciuto a gennaio 2025 il diritto delle persone disabili a usare la firma digitale a seguito di un ricorso promosso dall’associazione Luca Coscioni. Inoltre, il Comitato ONU per i diritti umani, già nel 2019, ha ritenuto irragionevoli le limitazioni italiane all’accesso agli strumenti referendari, nel caso Staderini & De Lucia vs Repubblica Italiana.
I dati parlano chiaro: il 60% delle firme digitali raccolte a sostegno di iniziative popolari nazionali proviene da persone con meno di 32 anni, e quasi il 60% da donne. Se vogliamo una democrazia più rappresentativa, dobbiamo favorire proprio queste categorie spesso escluse dai processi decisionali.
Ora tocca al Consiglio provinciale
Nell’attesa di incontrare anche il Presidente del Consiglio regionale per sollecitare un intervento normativo al Codice degli enti locali, ringraziamo il Presidente Soini e la Vicepresidente Franzoia per l’accoglienza istituzionale e auspichiamo che il Consiglio provinciale voglia discutere e accogliere questa proposta di civiltà democratica.
Negare oggi il diritto alla firma digitale significa ostacolare la partecipazione politica e ignorare gli strumenti già attivi in altri livelli istituzionali. Il Trentino non può permettersi di restare indietro.
Più Democrazia in Trentino continuerà a lavorare con tenacia per affermare questo diritto e per una democrazia più accessibile, inclusiva ed efficace.
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Aggiornamento sull’ammissibilità della petizione:
– 24 luglio 2025 – Deliberazione di ammissibilità dell’ufficio di presidenza del Consiglio provinciale
– 29 luglio 2025 – Lettera ai referenti della petizione per assegnazione alla Prima commissione permanente
Il commento del nostro associato Nicola Fioretti “Firma Digitale: Un ponte verso una Democrazia più inclusiva“
Bene una ottima iniziativa.
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