Petizione sulla firma digitale: il Difensore civico conferma la necessità di adeguare la normativa provinciale alla giurisprudenza costituzionale

In attesa che la Prima Commissione del Consiglio provinciale di Trento avvii il ciclo di audizioni sulla petizione popolare n. 6/XVII, con cui chiediamo l’introduzione della firma digitale per la sottoscrizione di referendum, iniziative popolari e liste elettorali, Più Democrazia in Trentino ha ritenuto opportuno acquisire un parere del Difensore civico provinciale, quale soggetto deputato alla tutela dei diritti dei cittadini nei confronti della pubblica amministrazione.

La richiesta, inoltrata il 31 ottobre, mirava a chiarire se e in che misura l’attuale normativa elettorale provinciale risulti ancora compatibile con i principi affermati dalla Corte costituzionale e con gli obblighi internazionali assunti dall’Italia in materia di diritti politici.

Nella risposta pervenuta il 21 gennaio, il Difensore civico ha scelto di limitare il proprio intervento ai profili giuridici affrontati dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 3/2025, senza entrare nel merito dei rilievi formulati dal Comitato dei diritti umani dell’ONU rispetto agli ostacoli strutturali che ancora oggi limitano l’esercizio del diritto di promuovere referendum e iniziative popolari, quasi a voler ricordare che, anche sul piano dei diritti fondamentali, il diritto internazionale continua a valere “fino a un certo punto”.

Tuttavia, il parere contiene un passaggio di grande rilievo: il Difensore civico riconosce in modo netto la necessità di dare attuazione alla sentenza n. 3/2025 della Corte costituzionale, che ha affermato l’obbligo di consentire l’impiego della firma elettronica qualificata nei procedimenti di raccolta delle sottoscrizioni, almeno nei casi in cui il cittadino si trovi nell’impossibilità certificata di apporre una firma autografa a causa di un grave impedimento fisico.

Si tratta di un punto fondamentale: anche un’interpretazione prudente e conservatrice, come quella assunta dal Difensore civico, conferma che l’attuale legislazione provinciale non è pienamente conforme alla giurisprudenza costituzionale e che un adeguamento normativo non è più rinviabile.

Un primo passo, ma non ancora sufficiente

Per il primo firmatario Paolo Minotto e per la nostra associazione questo riscontro rappresenta un elemento di soddisfazione, perché rafforza la richiesta contenuta nella petizione 6/XVII: la Provincia di Trento deve intervenire almeno per garantire l’uso degli strumenti elettronici nelle procedure preparatorie elettorali quando sono in gioco diritti fondamentali e situazioni di oggettiva impossibilità materiale.

Resta tuttavia evidente che la questione è più ampia. Gli ostacoli alla partecipazione non riguardano solo le persone con disabilità, ma anche studenti, lavoratori fuori sede, cittadini iscritti all’AIRE, che oggi non possono esercitare in modo effettivo il diritto di sostenere iniziative popolari e referendum provinciali. Ed è proprio per questo che la petizione propone una soluzione strutturale: estendere l’utilizzo della firma digitale come strumento ordinario di inclusione democratica, sul modello di quanto già avviene a livello statale.

Il parere del Difensore civico costituisce dunque un importante tassello nell’iter della petizione e pone una base giuridica solida su cui la Prima Commissione potrà lavorare durante le audizioni. Proprio per questo, risulta ancora più evidente l’assenza di un riscontro da parte di diverse organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità e degli emigrati trentini, che pure sono state interpellate dall’associazione. Un silenzio che pesa, perché su temi che incidono direttamente sull’esercizio dei diritti politici dei loro associati sarebbe auspicabile un contributo pubblico, anche critico, capace di rafforzare il dibattito e di sollecitare il legislatore ad assumersi fino in fondo le proprie responsabilità.

Come Più Democrazia in Trentino continueremo a seguire da vicino il percorso istituzionale, convinti che adeguare le regole della partecipazione non sia una concessione, ma un dovere costituzionale, se si vuole garantire a tutte e tutti pari dignità nell’esercizio dei diritti politici.

Il parere del Difensore Civico inoltrato al Consiglio provinciale e al Consiglio regionale:

* * *

Prossimi appuntamenti organizzati dall’associazione:

* * *

Iscriviti all’associazione Più Democrazia in Trentino o supporta il nostro sforzo per una democrazia migliore

Lascia un commento