Il referendum mancato di Ivano Fracena

Ringrazio il Comitato “Più Democrazia in Trentino” per offrirci l’opportunità di divulgare il caso della piccola comunità di Ivano Fracena su questo blog. Ringrazio perché questa storia non riguarda solo 300 abitanti di una valle sperduta del nostro bello Trentino: è una storia particolare, che non racconta certo gesta eroica di un lontano passato oppure un senso di Comunità piano piano ritrovato. Racconta una storia che per certi versi richiama sì un qualcosa di medievale, ma che è drasticamente attuale e drammaticamente legata ad un concetto di democrazia che non conosce il fondamento stesso della parola, “potere al popolo”.
Ivano Fracena, 350 abitanti in un paese con un bel maniero medievale ma con una Amministrazione che vuole arrivare a costruire una nuova caserma dei vigili del fuoco volontari, costi quel che costi: anche a costo di arrivare a compromettere definitivamente il bilancio comunale. Bilancio che non gode certo di chissà quali entrate ma che si vede privato di 460 mila euro per realizzare questa nuova opera quando vi è già una caserma operativa, che si potrebbe ristrutturare!
Si costuisce così un Comitato di cittadini che raccoglie 70 firme ed avvia l’iter del referendum: il 16 maggio viene nominato un Comitato dei Garanti al fine di valutare l’ammissibilità del quesito rispetto a regolamenti, leggi. L’otto giugno è un giorno di festa per i sottoscrittori perché il referendum viene dichiarato ammissibile e, nonostante l’animata discussione in paese, si volevano raccogliere altre firme per poter poi arrivare al voto.
Scorrono i giorni di luglio, arriva il giorno in cui il Comitato spera di presentare la raccolta-firme alla popolazione ma ecco la “norma che non t’aspetti”:  non era neanche possibile immaginare che in Trentino si potesse arrivare ad “norma ad personam”, ad una norma “ad hoc”; quelle frasi così distanti nell’agone politico trentino però hanno fatto irruenza nel dibattito. Sì perché la Giunta Provinciale, niente meno che la Giunta, ha approvato una norma “ad hoc”, per finanziare interamente con soldi provinciali le caserme dei vigili del fuoco nei paesi sotto i 500 abitanti: ma guarda un po’, proprio come nel caso di Ivano Fracena!
E quel giorno di presentazione si è trasformato in un giorno di sospensione dell’iniziativa: perché non era possibile attribuire all’Amministrazione comunale, un atto di imperio della Giunta Provinciale. Un atto che ha tolto motivazioni ad un referendum che voleva essere una possibilità affinchè la popolazione si potesse esprimere su un’opera che andava a compromettere altre possibilità, esigenze presenti.
Lo strumento per eccellenza della democrazia diretta, il referendum, è stato così di fatto vanificato da un atto di un ente gerarchicamente superiore. Purtroppo non vi sono strumenti di tutela in questi casi: la popolazione deve tornare nelle proprie case ed esprimere le proprie opinioni.
La democrazia diretta e vicina al cittadino esiste? E’ prevista fin dalla Costituzione: la somma carta prevede questi strumenti come diritti dei cittadini. E se vi possono essere dei casi di “vanificazione di questi strumenti”, non bisogna però perderne fiducia: bisogna anzi riboccarsi le maniche e trovare le possibilità di tutela di questi strumenti!
Purtroppo è capitato questo triste fatto in un piccolo paese sperduto in una valle, però dipende da noi, dalla nostra opinione e dal nostro coraggio nel chiedere alla politica una tutela effettiva di questi diritti, dipende da noi insomma che un simile caso non si ripeta più.
Almeno nel nostro Trentino che fa del senso di comunità un proprio DNA, che ha la democrazia diretta nel flusso della sua storia.
Quindi si può “Più Democrazia”!

Informazione sulla stampa trentina
La “democrazia partecipata” ed il caso di Ivano Fracena – di E. Baiguera Beltrami su Questro Trentino
“Caserma, ignorati i pareri tecnici contrari” – Il Trentino
“Caserma, stoppato il referendum” – L’Adige

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3 thoughts on “Il referendum mancato di Ivano Fracena

  1. Un plauso alla comunità per averci provato….. assicuro che non siete l’unica realtà che ha visto in questi ultimi anni il proliferare di questi colossi….. fatevi un giro nella (mi vien da pensare) ormai ricchissima Valle Incantata..(Bersntol) lì nessuno ha fatto (forse detto, io per primo) niente… complimenti agli ingenieri e architetti che hanno progettato e realizzato queste opere milionarie!!!

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  2. Pingback: Il caso di Ivano Fracena. Il Difensore Civico per la democrazia diretta | Più Democrazia in Trentino

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