Election day negli Stati Uniti d’America: a San Francisco gli elettori votano la tassa sulle bevande zuccherate

downloadIl 4 novembre negli Stati Uniti non ci sarà solo una tornata per l’elezione di governatori, segretari di stato, tesorieri, procuratori, giudici e membri del Congresso, dei parlamenti statali e di altre autorità. A livello statale avranno luogo anche 146 votazioni popolari su una vasta gamma di temi che vanno dall’aborto al divieto di possesso di armi da fuoco, dai permessi parentali alle tasse o dal salario orario minimo ai diritti politici. A quelle statali si aggiungeranno inoltre migliaia di votazioni su iniziative popolari e referendum confermativi in città e contee di tutta la nazione.

Una delle votazioni locali più dibattute risulta essere quella sulla “Sugary drink tax” nella città di San Francisco. Gli elettori decideranno se approvare l’ordinanza del luglio 2014 approvata dal Board of Supervisors (un’autorità di vigilanza locale con poteri legislativi ed esecutivi) per incrementare le tasse sulle bibite zuccherate (the freddi, succhi, energy drinks, bibite e altre bevande che contengono un alto dosaggio di zuccheri) al fine di finanziare programmi di educazione alimentare e ricreazione attiva nonché programmi nutrizionali e di educazione fisica nelle scuole.

L’ordinanza del Board of Supervisors di San Francisco mira ad emendare il Business and Tax Regulations Code (Testo unico fiscale) introducendo una tassa di due centesimi per oncia (3 cl) sulla distribuzione di bibite e bevande che contengono più di 25 calorie ogni 12 once. L’emendamento però non può entrare in vigore senza essere sottoposto a referendum. In California infatti è previsto il referendum confermativo obbligatorio sia per le modifiche costituzionali sia per l’incremento o l’introduzione di nuove tasse e imposte. In particolare, trattando una materia fiscale, per essere approvata, la misura specifica deve ricevere il voto favorevole di almeno i due terzi dei votanti (supermajority requirement).

In caso di vittoria dei favorevoli, a partire dal gennaio 2015, i distrubutori di bevande saranno i responsabili della riscossione e del versamento dei proventi della tassa che graverà sul consumatore mentre un comitato costituito da 15 membri esprimerà pareri ed indirizzi su come il governo locale dovrà impiegare le risorse che verranno accumulate in un fondo appositamente istituito.

imagesIl quesito referendario sottoposto ai cittadini recita testualmente:
A “YES” VOTE MEANS: If you vote “yes,” you want the City to collect a tax of 2 cents per ounce from the distributors of sugar-sweetened beverages to fund health, nutrition, physical education and active recreation programs.
A “NO” VOTE MEANS: If you vote “no,” you do not want the City to collect this tax.

Gli elettori potranno scegliere di votare per posta oppure recandosi direttamente alle stazioni elettorali.

Tra i supporter del “Sì” troviamo i membri del Board of Supervisors che hanno già espresso voto favorevole all’ordinanza, i quali sostengono che la diffusione epidemica dei problemi di salute come diabete ed obesità sono una diretta conseguenza dell’eccessivo consumo di bevande zuccherate e che pertanto tale misura è necessaria per affrontare una simile emergenza.

0705sodataxTra i supporter del “No” si evidenziano il Libertarian Party di San Francisco e alcune organizzationi costituite appositamente per opporsi a tale misura come la Coalition for an Affordable City e la Californians for Food & Beverage Choice. Da notare che gli stessi soggetti si oppongono anche ad una misura analoga sottoposta a voto popolare nella vicina città di Berkeley.

L’aspetto di tale vicenda politico-amministrativa che più ci dovrebbe incuriosire è la chiarezza della procedura che ha portato al voto popolare (come, perché e da chi è nata la proposta di introdurre la tassa e come si svolgerà la votazione) e le conseguenze che l’approvazione del quesito comporterebbe (quanto e cosa tassare, chi e come gestirà il fondo per attivare le politiche pubbliche per la prevenzione e la riduzione del danno alla salute). Il processo legislativo e la modalità di coinvolgimento dei cittadini sono scanditi da meccanismi ed automatismi certi. Tutto ciò va evidentemente a vantaggio di un dibattito pubblico aperto ed informato oltre che, in prospettiva, di una corretta ed efficace gestione dei fondi pubblici. La stessa cosa – purtroppo per noi – non si può invece dire per gli interventi su tasse e imposte a carico degli italiani. Basti pensare all’incremento forzoso dell’IVA sbattuto sui denti dei contribuenti nell’ottobre del 2013, all’introduzione della IUC o alle altre tasse che all’improvviso possono piombare sulla testa dei cittadini ignari. Ad esempio, in provincia di Trento si discute da mesi ed “in modo sommerso” della tassa di soggiorno mentre a livello nazionale si parla di una tassa sulle bibite, oboli che in un futuro non troppo lontano possono essere introdotti senza il preventivo consenso della cittadinanza e senza idonei controlli sulla gestione e sugli impieghi degli introiti che questi determinerebbero.
Letta Saccomanni Dallapiccola IVA tassa di soggiorno

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