“Democrazia senza partiti” di Adriano Olivetti

« […] Oggi la democrazia impegna gli uomini in una lotta necessaria ma sterile, incapace di raggiungere un vero equilibrio creativo poiché l’intelligenza non è al servizio del cuore e il cuore non è al servizio dell’intelligenza. Guardiamo dunque nel desolato quadro della vita politica sei partiti ci possono dare la speranza di una società veramente libera, in cui l’uomo possa correre in pace e in letizia della sua missione.

[…] Diremo al popolo: non chiedete a nessuno schemi di trasformazione sociale, potrebbero ingannarvi. Non eccitate all’odio di classe: ricadrebbe su di voi. Accontentatevi di far vedere al ricco vostro vicino di casa che accanto a lui è morto qualcuno di tubercolosi perché non è stato nutrito a sufficienza e che ancora accanto a lui c’è gente che dorme in cinque in una stanza. E non chiedete nulla, chiedete solo di accusare lo Stato, lo Stato che dichiara la guerra e la pace, e i partiti che preparano false costituzioni in cui la polizia di Stato vigilerà sulla libertà di stampa e un ingranaggio invisibile prenderà i danari dai vostri salari, troppo spesso insufficienti, onde mantenere dei funzionari insufficientemente pagati, danari che vi saranno restituiti per un decimo solo in servizi sociali mal condotti.

E non chiedete nulla, ma solo e soltanto che l’unica libertà che lo Stato e i partiti vi riconoscono a parole, quella di scegliervi i vostri rappresentanti, non sia una mistificazione.

Giacché il mandato politico, nella sua vera essenza, è solo un atto di fiducia degli uomini in un uomo.

Noi non partiamo da un esagerato ottimismo sulla natura dell’uomo: noi crediamo alla sua imperfezione, sappiamo della sua corruttela originaria, viviamo anche noi nel peccato.

Qualunque sistema, qualunque dottrina politica che non tenesse conto dell’uomo e della sua vera natura, non potrebbe portare che al fallimento di quella teoria e di quei movimenti che per avventura lo sostenessero.

Ma vogliamo semplicemente, per una diversa disposizione delle cose, consegnare il potere ai giusti, esaltare le tendenze più elevate, rendere inoffensive quelle deteriori, aprire infine alle forze creatrici dello spirito. L’idea fondamentale della nostra società è di creare un comune interesse morale e materiale tra gli uomini che svolgono la loro vita sociale ed economica nello spazio di una comunità. Oggi questa unità non esiste, l’interesse di ognuno è molto lontano dall’interesse di tutti».

Estratto da “Democrazia senza partiti – Fini e fine della politica” 
di Adriano Olivetti
Presentazione di Stefano Rodotà
Edizioni di Comunità – collana Humana Civilitas / 2

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