Verso la fusione dei Comuni. Un Comune, “Castel Ivano”, al posto di otto!

10362628_650028055080728_6512921061012422458_nDal 13 aprile scorso, con i referendum che hanno costituito i nuovi Comuni di “Predaia”, “San Lorenzo Dorsino” e “Valdaone”, nel territorio provinciale si è aperto un dibattito circa l’assetto istituzionale del nostro Trentino. Si è diffusa pertanto una sensibilità “diversa” rispetto al mantenimento degli esistenti 217 Comuni. Vuoi per ragioni di efficienza, vuoi per ragioni di costi complessivi della macchina amministrativa, vuoi per ragioni di maggiore democrazia, vuoi per ragioni politiche che richiedono un contesto nuovo per sfide nuove, questa diversa sensibilità è una realtà che si sta diffondendo in diverse Comunità oltre a quelle coinvolte dalle recenti fusioni.

E’ di questi giorni la convocazione spontanea, fatta da un gruppo di cittadini, di una serata, prevista per lunedì 23 giugno, al fine di costituire un Comitato civico per la fusione degli otto Comuni presenti in Valsugana appartenenti alla storica “giurisdizione di Ivano”, cioè quelle Comunità poste sotto il controllo di Castel Ivano almeno fino all’avvento di Napoleone. Tutto ciò coinvolge i Comuni di Bieno, Ivano Fracena, Ospedaletto, Samone, Scurelle, Spera, Strigno e Villa Agnedo. Nascerà ufficialmente quindi, lunedì 23 giugno, presso la Sala della Canonica di Strigno, un Comitato con l’obiettivo di promuovere iniziative volte alla fusione di questi otto Comuni: fusione che tiene conto di una realtà storica di legami fra le Comunità, una realtà con radici profonde che riecheggiano nel nome dell’antico maniero di “Castel Ivano”, “nome” previsto anche per la nuova realtà comunale.

La prima iniziativa sarà la promozione di una petizione popolare con la raccolta firme a sostegno di un documento per la fusione dei comuni da presentare in tutti i Consigli comunali degli otto Comuni interessati.

Le ragioni della fusione sono tante: dalla maggiore qualità dei servizi che assieme possono affrontare meglio problematiche sempre più tecniche e complesse (cosa estremamente difficile per le piccole realtà), alla riduzione del costo dovuta ad una minore spesa per gli amministratori (18 in totale, contro i 120 attuali), fino al maggiore peso politico dovuto ad una realtà di più di 6mila abitanti, una visione unitaria dello sviluppo del territorio che superi quindi il singolo campanile, infine una scelta per il futuro, perché tutte le microrealtà (dalle parrocchie, alle cooperative, alle squadre sportive) praticano la via dell’unione e anche l’amministrazione può mettere assieme le proprie energie per una nuova Istituzione che sappia dare risposte nell’oggi e una nuova prospettiva per il domani.

Adesso il potere sta nei cittadini, nei tanti volontari che nelle prossime settimane condivideranno questa sfida, per costruire una strada partecipata e diversa, in cui il protagonista sia il cittadino che decide circa il futuro della propria Comunità. Una Comunità che sia unita, che sappia costruire una rete, che sappia superare le barriere del passato per dare forza ad un futuro che spetta alla cittadinanza scrivere!

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