Sinossi della conferenza di informazione sulla democrazia diretta del 1 luglio 2014

glover_the_people2La conferenza del 1 luglio è stato un evento straordinario. Non sono molte le amministrazioni che si sono attivate a informare e informarsi su questo tema. Vanno ringraziati i promotori e soprattutto i cittadini firmatari ma è al consiglio provinciale che ha portato a compimento la giornata che va un plauso speciale.

Vi propongo la mia personale sinossi.

Roberto TONIATTI è il primo a intervenire. Egli cita dati interessanti e propone quesiti stimolanti ma mi soffermo sul suo ultimo passaggio riportandone le esatte parole: “C’è il problema del quorum. Il quorum, che non esiste per quanto riguarda il referendum confermativo per la revisione costituzionale, e anche questo ha la sua razio. E allora, credo che il problema del quorum: dove stabilirlo e se stabilirlo, dipenda proprio dalla configurazione che noi abbiamo della partecipazione come onere di cittadinanza. Che badate bene è una concezione molto forte perché vorrebbe trasformare i cittadini in militanti e questo richiede a mio giudizio in Italia e anche in Trentino una rivoluzione antropologica. Grazie.” Ora faccio notare che Toniatti si chiede se e dove stabilire un quorum ma non si pone minimamente il “chi” decide se debba esserci il quorum e dove. Quante sono le persone che hanno deciso che ci debba essere? Sul concetto di militanza dei cittadini e la necessaria rivoluzione antropologica valgono le parole di Amartya Sen che dice “non si diventa pronti per la democrazia ma lo si diventa mediante la democrazia.”

Di Roberto LOUVIN ho apprezzato il racconto delle avventure referendarie in Val d’Aosta a evidenziare la grande voglia di condividere le scelte importanti di quella popolazione. Significativa poi sul finire del suo intervento la citazione popolare dei loro vicini svizzeri: “QUANDO IL POPOLO PARLA IL GOVERNO S’INCHINA.” Non credo sia necessario alcun commento.

Antonio FLORIDIA ci racconta dell’interessante esperienza toscana e del traguardo raggiunto con l’obbligatorietà del dibattito pubblico per le opere in Toscana di importo superiore ai 50 milioni di euro. Parlando in libertà delle distinzioni tra democrazia diretta e deliberativa egli dice testualmente: “La capacità di influenza che un processo partecipativo può esercitare non è affidato ad una qualche, peraltro impossibile codifica giuridica o a una CESSIONE DI SOVRANITÀ formalmente definita ma alla capacità politica di produrre buone idee e consenso intorno alla soluzione di un problema collettivo.” Egli riconosce candidamente che la sovranità non deve essere ceduta al popolo. La sovranità spetta agli eletti e magari ai dirigenti come lui che nemmeno devono scendere nell’agone. A volte gli eletti e il loro entourage ci permettono di partecipare ai dibattiti. Insomma libertà di parola fin che si vuole ma di decidere insieme come ha ben replicato Thomas Benedikter con riferimento alla conclusione del percorso a Ponte Buggianese se è per lui non se ne fa nulla. Viene disatteso l’articolo 1 della Costituzione e lui c’è lo racconta con nonchalance.

Leonello ZAQUINI è centrale nella convegno. Decisamente il suo è il contributo più importante a favore della Democrazia Diretta di tutta la conferenza. Spiega che nel suo cantone, ma anche nella Confederazione, esiste uno strumento chiamato INIZIATIVA POPOLARE. Uno strumento molto potente. Forse il più potente a disposizione dei cittadini. Permette loro di intervenire su qualsiasi argomento con una raccolta di firme molto più agevole che da noi. Semplificando, la loro iniziativa corrisponde al REFERENDUM PROPOSITIVO che è presente nella proposta dei cittadini.

Riccardo FRACCARO sottolinea con forza l’enorme potere del quale vengono investiti gli eletti, con la delega in bianco che, obtorto collo diamo loro. Sostiene convinto il disegno di legge 1/XV a nome più democrazia in Trentino e anche a lui il mio grazie di cuore. Una sola annotazione al suo intervento. Egli, e non è il solo, sostiene che è in corso una “crisi del potere rappresentativo”. A mio parere i rappresentanti non sono affatto in crisi, anzi sono più forti che mai e l’assenza dei consiglieri all’evento ne è la prova serenamente arrogante.

Emanuele Sarto

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