Conferenza di informazione sulla democrazia diretta

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Il 1 luglio 2014 presso il Consorzio dei Comuni di Trento ha avuto luogo la conferenza di informazione sulla democrazia diretta. L’evento è stato promosso dai capigruppo di PD, PATT e UPT su sollecitazione del comitato promotore del ddl 1/XV di iniziativa popolare. Su un totale di 35, sono stati 13 i consiglieri provinciali che hanno assistito ad almeno una delle cinque relazioni.

In particolare, un assessore e tre consiglieri  hanno assistito integralmente alla conferenza e al dibattito finale: l’assessore esterno Carlo Daldoss, il presidente Bruno Dorigatti (PD), i consiglieri Violetta Plotegher (PD) e Marino Simoni (PT).

I consiglieri Filippo Degasperi (M5S), Manuela Bottamedi (M5S), Luca Zeni (PD) e Mattia Civico (PD), pur non partecipando al dibattito, hanno comunque assistito all’intera conferenza.

20140701_094453In definitiva, solo 7 sui 35 consiglieri provinciali (20%) che voteranno il ddl 1/XV fra pochi giorni hanno deciso di approfondire la conoscenza in materia impegnandosi ad ascoltare i contribuiti su tradizioni, aspetti giuridici, applicazioni pratiche e proiezioni future della democrazia diretta. Tali 7 consiglieri appartengono a 3 gruppi consiliari (PD, M5S e PT) sugli 11 che in totale compongono l’assemblea legislativa.

I file audio in versione Mp3 degli interventi dei relatori e del dibattito finale:

Il VIDEO INTEGRALE dell’evento è consultabile sul sito del Consorzio dei Comuni

Documenti allegati:
– Le slide di presentazione di Leonello Zaquini
– Estratto da “La democrazia diretta vista da vicino” di Leonello Zaquini
“Referendum propositivo regionale: il bilancio della prima esperienza” di Roberto Louvin
“Riforme elettorali in Valle d’Aosta: il referendum propositivo apre la via verso nuovi scenari” di Roberto Louvin

La rassegna stampa dell’evento:

  • Nota riassuntiva della Conferenza di informazione
    di Bruno Zorzi e Antonio Girardi, Uff. Stampa Consiglio provinciale
  • «Democrazia diretta, ascoltateci»
    di Marika Damaggio, Corriere del Trentino
  • Toniatti «Bisogna evitare le distorsioni»
    di Marika Damaggio, Corriere del Trentino
  • Più voce per i cittadini nella democrazia trentina
    Cronaca di Mattia Frizzera, TrentoToday
  • Daldoss «Nelle nuove norme un capitolo sulla partecipazione»
    Giuseppe Fin, L’Adige
  • «No al referendum confermativo»
    di Giuseppe Fin, L’Adige
  • Nelle Comunità di Valle la voce dei cittadini
    redazione, Trentino

PS. Lo speciale di Bruno Zorzi pubblicato su Cronache del Consiglio Provinciale nell’agosto 2014

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9 thoughts on “Conferenza di informazione sulla democrazia diretta

  1. Il dirigente della Regione Toscana Antonio Floridia, nel suo intervento ha fatto riferimento ad un suo testo scritto con bibliografia. Sapete indicarmi dove lo trovo? Chi altri ha lasciato documentazione oltre a Zaquini e Louvin?
    Grazie. Emanuele Sarto

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    • Floridia ha lasciato un fascicolo cartaceo che non abbiamo avuto il tempo di scannerizzare. Siamo in attesa che il Consiglio provinciale distribuisca gli atti ufficiali della conferenza i quali dovrebbero includere anche gli allegati

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  2. Di ROBERTO TONIATTI
    ho trovato molto interessante la citazione della presenza della DD nei primi articoli delle Costituzioni di Albania Croazia Cossovo Macedonia Montenegro Serbia Bulgaria Romania. Se son rose….
    Poi pone un quesito che fa riflettere: il voto è un dovere civico o un onere di cittadinanza?
    Tiene per ultimo un passaggio sul quorum:
    “C’è il problema del quorum. Il quorum, che non esiste per quanto riguarda il referendum confermativo per la revisione costituzionale, e anche questo ha la sua razio. E allora, credo che il problema del quorum: dove stabilirlo e se stabilirlo, dipenda proprio dalla configurazione che noi abbiamo della partecipazione come onere di cittadinanza. Che badate bene è una concezione molto forte perché vorrebbe trasformare i cittadini in militanti e questo richiede a mio giudizio in Italia e anche in Trentino una rivoluzione antropologica. Grazie.”
    Ora faccio notare che Toniatti si chiede se e dove stabilire un quorum ma non si pone minimamente il chi decide se debba esserci e dove. Fatico invero a comprendere perché sia necessaria una rivoluzione antropologica per utilizzare degli strumenti. Io credo sia necessaria ma per ottenerli visto che il concederli o meno è in mano ad un’esigua minoranza di persone. Mi trovo d’accordo con Amartya Sen che dice “non si diventa pronti per la democrazia ma lo si diventa mediante la democrazia.”

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  3. Roberto Louvin esordisce con detto popolare “L’ERBA DEL VICINO È SEMPRE PIÙ VERDE. Allora siamo sempre portati a dire che quello che succede dagli altri, in questo caso soprattutto dai nostri amici svizzeri, funziona meglio. Sicuramente loro sono più bravi, eccetera. Vorrei sfatare questo quest’immagine”
    Conclude con un’espressione svizzera “QUANDO IL POPOLO PARLA IL GOVERNO S’INCHINA.”
    Lui parla per oltre mezz’ora ed è anche, bontà sua, possibilista su un’eliminazione del quorum ma non riesce minimamente a sfatare che l’erba del vicino, in questo caso sia più verde della nostra.
    Anche a lui chiedo quanti hanno deciso ci debba essere il quorum? Quanti hanno deciso che il referendum valdostano del 2012 fosse incostituzionale?

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  4. ANTONIO FLORIDIA ha il dono della chiarezza. Ho riascoltato più volte il suo intervento e credo che il passaggio che vado a sottolineare sia fondamentale. Egli dice testualmente: “La capacità di influenza che un processo partecipativo può esercitare non è affidato ad una qualche, peraltro impossibile codifica giuridica o a una CESSIONE DI SOVRANITÀ formalmente definita ma alla capacità politica di produrre buone idee e consenso intorno alla soluzione di un problema collettivo.” Viva la verità e la sincerità. La sovranità non è e non deve essere ceduta al popolo. La sovranità spetta agli eletti che, con misura, a volte ci permettono di partecipare ai dibattiti. Insomma libertà di parola fin che si vuole ma di decidere insieme come ha ben replicato Thomas Benedikter con riferimento al processo a Ponte Buggianese ne ha da passare di acqua sotto i ponti.
    Viene disatteso l’articolo 1 della Costituzione ma logica e buon senso ci impongono di continuare nel cercare di realizzarlo 🙂

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  5. LEONELLO ZAQUINI è centrale nella conferenza. Decisamente il suo è il contributo più importante a favore della Democrazia Diretta di tutta la conferenza. Spiega che nel suo cantone, ma anche nella Confederazione, esiste uno strumento chiamato INIZIATIVA POPOLARE. Uno strumento molto potente. Forse il più potente a disposizione dei cittadini. Permette loro di intervenire su qualsiasi argomento con una raccolta di firme molto più agevole che da noi.

    Racconta poi di aver capito la necessità che la Democrazia Diretta affianchi quella rappresentativa solo quando viene eletto. Lo capisce perché si accorge che gli eletti sovente si pongono una domanda cruciale: e se i cittadini si attivano?
    Questo deve farci riflettere sul fatto che molti non colgano la forza che potrebbero avere certi strumenti. Se ci impiega anni anche un ingegnere che per di più ha avuto l’opportunità di sperimentare quelle pratiche, vuol dire che dobbiamo essere assolutamente tolleranti e pazienti con chi non crede che la Democrazia Diretta possa essere così fondamentale.

    Nel finale un po’ concitato perché ha sforato i tempi pone frettolosamente ai presenti una domanda che però è topica nella valenza di tutta la conferenza. Riporto le sue parole: “cinicamente mi sono domandato: ma perché i rappresentanti dovrebbero essere a favore della Democrazia Diretta dal loro punto di vista? Io vedo, ve li lascio leggere, voi li avete anche li. Maggiore indipendenza da parte del partito, maggiore serietà nel lavoro, maggior rispetto da parte dei cittadini stessi. Ho finito”.
    Sono convinto che questa domanda avrebbe meritato l’incipit del suo intervento e non una conclusione affrettata con una platea spazientita.
    Mi chiedo inoltre e vi chiedo, se quella domanda non possa essere capovolta. “Perché i rappresentanti eletti dicono no alle richieste di strumenti di democrazia diretta?”
    Secondo voi danno motivazioni logiche e di buon senso?

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