I consigli dei cittadini del Voralberg: la demosortecrazia in Austria

paesaggio VoralbergIl Voralberg, stato federato della repubblica d’Austria incuneato fra Euregio, Cantone dei Grigioni e Land della Baviera, partendo dal modello dei Wisdom Council ideato dall’americano Jim Rough, sperimenta con successo la demosortecrazia per contribuire all’elaborazione delle politiche pubbliche locali. Con tutta evidenza, l’esercizio democratico che ne scaturisce non mira a sostituire gli organi della rappresentanza politica bensì a introdurre un’innovazione metodologica per rivitalizzare il rapporto di fiducia tra cittadini e classe politica.

sorteggio voralbergA partire dal 2010, il meccanismo dei Wisdom Council è stata importato e riadattato nel consiglio dei cittadini (BürgerInnen Rat) su iniziativa dell’Ufficio per le questioni future del Voralberg (The Office for Future-related Issues) e con la collaborazione del Ministero dell’agricoltura e foreste, ambiente e acqua (Ministry of Life) al fine di testare concretamente modelli decisionali atti ad arginare il fenomeno della disaffezione alla politica. La valutazione dei processi partecipativi garantiti da tale strumento (Report – Wisdom Councils in Austria) ha prodotto risultati così promettenti che si è deciso di applicare il modello anche alle politiche per l’accoglienza dei rifugiati a livello statale.

voralberg refugeeNel giugno del 2015 lo stato del Voralberg ha organizzato un consiglio dei cittadini per affrontare le problematiche della convivenza che si sono accentuate con l’intensificarsi del flusso dei richiedenti asilo. Con un processo scandito in quattro fasi, nell’arco di soli tre mesi, è stata definita una strategia per migliorare l’informazione e per favorire il coinvolgimento della cittadinanza per rendere più efficace la risposta all’emergenza. La prima tappa – the Council meeting – è stato un workshop della durata di una giornata e mezza che ha visto per protagonisti 23 cittadini estratti a sorte su una popolazione di 300.000 elettori. La seconda fase si è sviluppata in due incontri pubblici organizzati sul modello del “world cafè” per rielaborare e arricchire le considerazioni e i risultati della prima fase. La fase successiva ha visto invece l’implementazione concreta delle idee prodotte da parte degli esponenti del governo e dei dipartimenti dello stato. L’ultima fase si è concretizzata nella realizzazione delle soluzioni condivise precedentemente e nei report di valutazione che hanno dimostrato il valore dei risultati prodotti (Report – Voralberg Refugees Issues).

La similitudine del BürgerInnen Rat con l’istituto dei pritani del disegno di iniziativa popolare sulla democrazia diretta (da art.9 a art.13 del ddl 1/XV) è notevole per quanto riguarda i meccanismi di costituzione e di funzionamento. La differenza riguarda invece l’accoglimento dello strumento partecipativo da parte delle istituzioni locali. I rappresentanti politici e i funzionari della Provincia Autonoma di Trento considerano i consigli dei cittadini estratti a sorte una scemenza che non rispetta il ruolo degli eletti e minaccia la supremazia dell’apparato burocratico mentre i leader politici austriaci, sia a livello statale che a livello federale, puntano sull’innovazione democratica, incluso il sorteggio, per alimentare la responsabilità civica e per forgiare idee e soluzioni per una società migliore. Anche l’efficacia e la bontà delle politiche pubbliche risultanti da tali diversi approcci divergono: in Voralberg la politica dell’accoglienza è chiara e promuove il contributo attivo e consapevole della cittadinanza minimizzando le strumentalizzazioni delle fazioni più intolleranti della popolazione, in Trentino si presta ascolto a chi minaccia di ritirare i soldi dalla cassa rurale.
(lettera inviata al giornale L’Adige il 4 gennaio 2016 e non pubblicata)

Traduzione sottotitoli del video “The Wisdom Council in Voralberg: Influx of Refugess”:

Nel 2015 il flusso dei richiedenti asilo è cresciuto sensibilmente. Nel giugno del 2015 lo stato del Voralberg ha organizzato un consiglio dei cittadini sul modello del Creative Insight Council. La prima domanda è stata: di cosa abbiamo bisogno per affrontare nel migliore dei modi questa sfida?

Il processo si è svolto in 4 tappe:

1 – The Council Meeting – selezione di 23 soggetti su un totale di 300.000 abitanti che passano un giorno e mezzo a lavorare insieme. Un esperto del dipartimento di pubblica sicurezza introduce i numeri della questione: 50 milioni di rifugiati a livello globale. Il facilitatore favorisce i differenti punti di vista dei partecipanti per consentire una visione globale della situazione e per creare insieme soluzioni condivise. I risultati sono riassunti ed esaminati.

2 – The Citizen Cafè – I risultati del consiglio sono presentati pubblicamente. Fra il pubblico ci sono soggetti portatori di interessi (i cosiddetti stakeholder), esponenti del governo e liberi cittadini. Lo stato del Voralberg organizza due Citizen Cafè in luoghi differenti dello stato: nella prima parte viene presentata la situazione attuale mentre nella seconda parte sono presentati i risultati del consiglio dei cittadini. I partecipanti si incontrano in piccolo gruppi e lavorano per far emergere ulteriori considerazioni e soluzioni.

3 – The Responder Group – Il gruppo è costituito da un membro del gruppo iniziale, la Camera di Commercio, due agenzie che lavorano a supporto dei rifugiati, l’ufficio del governatore e cinque dipartimenti governativi. Il lavoro del Responder-Grupo è di: 1) valutare i risultati 2) sondare opportunità e progetti 3) coordinare l’implementazione delle soluzioni

4 – Implementation and Report – Risultati: 1) nuovo sito web e nuova piattaforma online co-designata da tre agenzie pubbliche e statali. Lo scopo è di offrire informazione e supportare un efficace coordinamento (come affittare abitazioni ai rifugiati, come essere d’aiuto ai rifugiati, divulgare fatti e numeri sui rifugiati nell’area). 2) Passi futuri: stampa e distribuzione della rivista “Aufnahme” (Ammissione) a tutti gli stakeholder e alle comunità dello stato del Voralberg

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