Il diritto al voto non ha scadenza né confini: la battaglia per i fuori sede e i cittadini fragili

Di fronte all’ultima tornata referendaria, ci troviamo costretti a denunciare un paradosso democratico che affligge il nostro Paese: l’astensionismo involontario. Mentre le istituzioni si interrogano pigramente sulle cause della disaffezione, la realtà ci dice che per milioni di italiani votare è diventata un’impresa logistica ed economica proibitiva.

Una democrazia a ostacoli: i numeri dell’esclusione

Come ricordavamo in un precedente articolo, il Libro Bianco sull’astensionismo ha chiaramente mappato il fenomeno. Ma i dati del 2026 ci dicono che la situazione è peggiorata:

  • Fuori sede nazionali: si stima che circa 4,9 milioni di cittadini vivano lontani dal comune di residenza per studio o lavoro.
  • La Zona grigia della fragilità: in Italia vivono circa 4 milioni di persone con limitazioni funzionali o difficoltà motorie. Di questi, solo una frazione minima (stimata sotto il 5%) rientra nei criteri della L. 46/2009 (dipendenza da macchinari o intrasportabilità assoluta certificata). Tutti gli altri restano esclusi di fatto dalla possibilità di esprimere il proprio voto.

Andrebbero anche contati coloro che nelle giornate elettorali non sono presso la loro residenza per spostamenti familiari o di vacanza. Si calcola che siano circa 400.000, un numero non irrilevante. Non sempre è possibile riprogrammare gli impegni, si pensi per esempio a chi ha prenotato una vacanza con mesi di anticipo anche sulla convocazione dei comizi elettorali.

Il Trentino: un’autonomia a metà

Nella nostra provincia, il fenomeno dell’esclusione colpisce due generazioni diverse ma ugualmente fondamentali:

  1. I giovani e i lavoratori: sulla base di una stima che abbiamo elaborato a partire dai dati nazionali, oltre 50.000 tra studenti e lavoratori fuori sede che studiano od operano fuori provincia o all’estero (non iscritti AIRE). Per loro, votare significa affrontare viaggi costosi e lunghi, spesso non rimborsati adeguatamente o semplicemente impossibili perché non possono assentarsi dalla sede di studio o lavoro. In questa tornata referendaria, la mancanza di norme per agevolarli li ha di fatto privati della parola.
  2. Gli anziani fragili: con un indice di vecchiaia che sfiora i 180 anziani ogni 100 giovani, il Trentino ha circa 25-35.000 concittadini che vivono nella zona grigia: sono “troppo sani” per il voto assistito a casa, ma “troppo fragili” per i seggi fisici.

Il costo della democrazia: corrispondenza o domicilio?

Il voto domiciliare “fisico” (con i messi comunali e i componenti del seggio che vanno a casa) è costoso e complesso da organizzare per grandi numeri. Quindi è ragionevole sia organizzato solo per un numero limitato di soggetti. Quello che non è accettabile è che vengano lasciati senza diritti migliaia di cittadini.

Il voto per corrispondenza risolve i problemi alla radice.

  • Costo economico: spedire un kit elettorale costa meno della benzina e degli straordinari del personale comunale.
  • Dignità sociale: includere gli anziani non allettati significa riconoscere che la loro esperienza è un valore per la polis. Escluderli è una forma di “eutanasia civile”.

Il paradosso degli iscritti AIRE

È quantomeno singolare che un cittadino residente a Buenos Aires o ad Adelaide possa esercitare il proprio diritto per corrispondenza, mentre uno studente a Roma, Lovanio o Coimbra, oppure un anziano con difficoltà motorie a Rovereto debbano affrontare ostacoli insormontabili. Questa disparità viola il principio di uguaglianza del voto (Art. 48 Costituzione).

La Commissione di Venezia

La nostra associazione da sempre richiama i pilastri del patrimonio elettorale europeo, che sono esposti organicamente nei Codici di Buona Condotta realizzati dalla Commissione di Venezia e che gli organi del Consiglio d’Europa, in particolare il Comitato dei Ministri, ha sempre raccomandato venissero rispettati nel realizzare le norme nazionali.

Il Codice di buona condotta in materia elettorale (CDL-AD(2002)023rev) chiarisce che il principio del suffragio universale non è solo un’enunciazione teorica, ma richiede che lo Stato adotti misure proattive. La Commissione di Venezia è esplicita: il voto per corrispondenza deve essere ammesso laddove aiuti a combattere l’astensionismo.

In particolare al punto 3.2.2.1 raccomanda il voto per corrispondenza per garantire l’universalità reale del suffragio.

Inoltre, nel Codice di buona condotta sui referendum (CDL-AD(2007)008rev), si sottolinea che le procedure di voto devono essere ‘semplici e accessibili’. Ignorare le necessità di una popolazione che invecchia viola il principio di uguaglianza del voto, perché pone un onere sproporzionato su una specifica categoria di cittadini.”

Sottolinea che l’impossibilità fisica di votare distorce la volontà popolare. Lo Stato ha l’obbligo positivo di rendere il voto un servizio accessibile.

Cosa proponiamo?

Più Democrazia in Trentino chiede che il legislatore smetta di trattare il voto fuori sede come un’emergenza da gestire con decreti una tantum. Serve una riforma strutturale che preveda:

  • L’introduzione del voto per corrispondenza o anticipato presso i seggi comunali del domicilio.
  • La piena attuazione delle soluzioni digitali (come l’Election Pass) per il tracciamento sicuro del voto.

Il voto per corrispondenza o il voto anticipato presidiato vanno attuati quanto prima ad ogni livello, nazionale provinciale e anche comunale. Escludere un anziano o un giovane fuori sede significa attuare una forma di “eutanasia civile” o di “esilio democratico”.

Il voto non è una concessione, ma un pilastro della sovranità. È tempo che le procedure elettorali si adeguino alla mobilità della vita moderna.

Continueremo a batterci affinché la democrazia segua il cittadino, e non viceversa. Anche questo è “Più Democrazia”.


Il voto nei Paesi confinanti: l’Italia è l’eccezione

Mentre in Italia il voto richiede la presenza fisica al seggio di residenza, i nostri vicini hanno adottato soluzioni che abbattono le distanze e proteggono le fragilità.

PaeseModalità di voto principaleAccesso per i fuori sede e fragili
SVIZZERAVoto postale universaleIn molti Cantoni è la modalità standard. Il kit arriva a casa settimane prima; basta affrancare e spedire.
AUSTRIABriefwahl (Voto postale)Diritto incondizionato per ogni elettore. Si richiede la Wahlkarte e si vota da casa, spedendo la busta gratuitamente. Fondamentale per chi vive nelle valli ma studia o lavora in città.
GERMANIABriefwahl (Voto postale)Utilizzato da quasi il 50% degli elettori. Non servono certificati o giustificazioni: il voto segue il cittadino ovunque si trovi.
SLOVENIASeggi “OMNIA” e PostaVoto per corrispondenza (Omnidirezionale): Non è riservato solo a chi vive all’estero. Qualsiasi elettore che si trovi in ospedale, in una casa di cura per anziani o che sia confinato in casa per motivi di salute può votare per posta. Anche chi è in detenzione ha questo diritto garantito.
Voto fuori sede (Omnibus): Se un cittadino sa che nel giorno delle elezioni si troverà in un altro comune (per studio o lavoro), può votare presso seggi speciali chiamati seggi “OMNIA” (istituiti di norma nei capoluoghi). Basta una semplice notifica alla commissione elettorale qualche giorno prima.
Voto anticipato: È una pratica standard. I seggi sono aperti alcuni giorni prima della data ufficiale del voto per permettere a chiunque abbia impegni di esercitare il proprio diritto senza dover fornire giustificazioni particolari.
FRANCIADelega (Procuration)Il voto per delega: È lo strumento principale. Se non puoi recarti al seggio (per lavoro, vacanza, studio o salute), puoi delegare una persona di fiducia a votare per te nel tuo comune di residenza.
Semplificazione digitale: Recentemente la procedura è stata digitalizzata tramite il portale Maprocuration. Ti identifichi via web, inserisci i dati del delegato e vai un minuto in un commissariato o gendarmeria per la convalida (o ricevi un messo a casa se sei impossibilitato a muoverti).
Voto per corrispondenza: Attualmente è garantito ai francesi all’estero per le elezioni legislative e ai detenuti (per garantire il loro diritto di voto). C’è un forte dibattito interno per estenderlo nuovamente a tutti proprio per combattere l’astensionismo.
ITALIAPresenza fisica obbligatoriaNessuna opzione per i fuori sede in Italia. Voto domiciliare limitatissimo (solo per chi dipende da macchinari vitali). Un sistema fermo al secolo scorso.

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16 marzo 2026
Comunicato stampa e appello a consiglieri e parlamentari trentini
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