Democrazia diretta e libertà d’impresa: lettera a Faustini

Caro Direttore

20110423_IRD000Nei giorni scorsi ho letto con interesse l’intervista di Giuliano Lott al presidente di Confindustria Paolo Mazzalai. E’ stata affrontata diligentemente la relazione tra politica e sviluppo economico senza però accennare minimamente all’iniziativa popolare sulla democrazia diretta. La totale mancanza di attenzione a un tema all’ordine del giorno dell’agenda politica provinciale e il cui dibattito non può essere ulteriormente posticipato, ritengo sia piuttosto preoccupante.Infatti, un sistema economico per essere sano non può prescindere dall’adeguamento delle regole della democrazia agli standard internazionali. Il coinvolgimento della cittadinanza nei processi decisionali su come utilizzare efficientemente le risorse, notoriamente scarse, e soddisfare al meglio i bisogni individuali e collettivi non può non essere considerato in una discussione che ha per oggetto il futuro del territorio.

Il comitato di Più Democrazia in Trentino sostiene la necessità di una maggiore partecipazione dei cittadini basandosi sugli stessi principi che orientano la condotta di Economie Suisse, l’organizzazione multisettoriale che rappresenta gli interessi del mondo economico nel processo politico elvetico e agisce per conto di oltre 100mila imprese, le quali occupano all’incirca 2 milioni di lavoratori. Da anni, Economie Suisse è impegnata nella definizione delle condizioni quadro ottimali per rendere la piazza economica svizzera attrattiva e competitiva a livello internazionale. Nell’ambito di questa attività, la democrazia diretta è espressamente indicata come una premessa fondamentale per garantire la libertà imprenditoriale e per garantire il benessere dei cittadini svizzeri.

Il modello di politica finanziaria, economica e fiscale promosso da Economie Suisse si basa su cinque pilatri: la concorrenza fiscale, il freno all’indebitamento, il referendum finanziario, la democrazia diretta e la perequazione finanziaria. L’aspetto da sottolineare è che gli effetti prodotti da un simile approccio sono eccellenti. Proprio grazie alla partecipazione diretta dei cittadini, le finanze pubbliche godono di uno stato di salute invidiabile e la Confederazione elvetica risulta essere decisamente appetibile per nuovi investimenti e iniziative imprenditoriali.

Anche Pierre Garrone del Consiglio d’Europa, in occasione della recente audizione nella Prima commissione del Consiglio Provinciale, ha ripetuto lo stesso concetto validando per l’ennesima volta le proposte del comitato. Il funzionario della Commissione di Venezia ha affermato che laddove la democrazia diretta è più sviluppata e i cittadini possono esprimersi direttamente anche su questioni finanziarie, la pressione fiscale è inferiore, l’ente pubblico è più efficiente e, a parità di spesa, i servizi sono migliori.

Intervista Giuliano Lott a MazzalaiMi rivolgo quindi a Lei sperando di avere una risposta sul perché le organizzazioni imprenditoriali e sindacali continuino a seguire la strada della trattativa personale con i rappresentanti politici precludendo la partecipazione dei cittadini. Più democrazia produrrebbe vantaggi sia per gli imprenditori che per i lavoratori. Se così non fosse dubito fortemente che le imprese svizzere sosterrebbero il continuo rafforzamento degli strumenti di democrazia diretta e l’introduzione del referendum finanziario – già in uso in diversi Cantoni – anche a livello federale.

Cordialmente,
Alex Marini – Primo firmatario ddl XV/1

Ecco la pubblicazione parziale della lettera e la risposta del direttore Faustini:
Democrazia diretta su Trentino
La versione testuale della risposta del direttore del Trentino:
Con una battuta, potrei dirle che in Svizzera ci sono però gli svizzeri, mentre in Italia ci sono gli italiani. Più seriamente e al di là di come i singoli la possano pensare in materia, spero che con queste righe lei possa considerare colmata quella che però non è, a mio avviso, una lacuna, ma semplicemente un altro punto di vista. Come noto, non esiste un unico modello di politica economica, così come non esistono, in materia, quelli che lei chiama gli standard internazionali: prescindendo dal fatto che qui si parlava di economia, ricordo che accanto a Stati che costruiscono il loro presente su diverse forme di democrazia diretta e/o partecipata, vi sono non poche dittature e non pochi Stati a democrazia… variabile.

PS. Il 3 ottobre 2014 a Bolzano si terrà la sesta edizione del Global Forum Südtirol che avrà come oggetto prioprio il sistema economico dei Cantoni svizzeri.

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6 thoughts on “Democrazia diretta e libertà d’impresa: lettera a Faustini

  1. Ciao Alex, bello il tuo intervento sulla Lettera di Faustini, un pò povera la risposta. Non demordere, prima o poi vedremo i frutti di tanto impegno. Vorrei farti avere l’ultima nostra pubblicazione con argomenti analoghi. Dimmi dove posso spedirtela. Un caro saluto Luisa

    Date: Tue, 29 Apr 2014 10:17:56 +0000 To: luisaromeri@hotmail.com

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  2. Prima di tutto mi dà molto fastidio la solita battuta sugli svizzeri e gli italiani.
    Ma si rendono conto che i primi che offendono sono gli elettori (quando viene dai politici) o i lettori (quando viene dai giornalisti, come in questo caso).
    Non stupisce quindi che i politici siano tanto poco considerati (per usare un grosso eufemismo) e i giornali così poco letti.
    E poi, gli standard internazionali esistono e come. I codici di buone pratiche in materia elettorale e di referendum della Commissione di Venezia sono proprio questo.
    Certo bisogna riconoscersi almeno nei tre principi cardine delle democrazie europee, assunti come principio dal Consiglio d’Europa. Ossia Democrazia, Diritti Umani e Stato di Diritto.

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  3. La risposta effettivamente è povera, come dice Luisa, oltre che offensiva nei confronti degli elettori come sottolinea Stefano. Tuttavia questa volta possiamo essere soddisfatti perchè per lo meno la lettera, seppur parzialmente, è stata pubblicata. Ad esempio, L’Adige recentemente ha censurato la replica di Stefano a un dirigente provinciale che sullo stesso giornale criticava impropriamente il ddl di Più Democrazia in Trentino.
    Le conseguenze del disinteresse della classe dirigente alla qualità della democrazia e al coinvogimento popolare sono evidenti sebbene sia Mazzalai che Faustini cerchino di nasconderle sotto il tappeto:
    http://lavocedeltrentino.it/index.php/newsletter/12906-burocrazia-sulle-imprese-gravano-97-controlli?utm_source=emailcampaign183&utm_medium=phpList&utm_content=HTMLemail&utm_campaign=Scandalo+vitalizi%3A+possibile+intervenire+in+modo+retroattivo+-+Burocrazia%3A+sulle+imprese+gravano+97+controlli+-+8+milioni+di+Euro+in+arrivo+dall%27Europa+per+i+giovani+trentini+-+

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  4. Pingback: 3 mesi di dibattito pubblico sulla democrazia diretta | Più Democrazia in Trentino

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  6. Interessante la risposta di Fastini.
    Di fronte alla proposta di miglioramento istituzionale, invece di rispondere in modo appropriato, dice che si sta meglio rispetto alle dittature!
    Un po’ come se a un malato che chiede di essere curato, il medico gli dicesse che non deve lamentarsi, e porta il confronto sulla situazione sanitaria del peggior paese dell’Africa dal punto di vista sanitario.
    Spero che ci si possa aspettare in futuro un dibattito migliore da uno dei giornali più letti del Trentino!

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