L’ignavia della politica di fronte allo scempio della Costituzione

Vincenzo_CalìLettera di Vincenzo Calì inviata ai giornali locali giovedì 12 marzo:

“I Bersani, i D’Alema, i Veltroni, i Fassino e i loro corrispettivi locali una grande opera politica l’hanno realizzata, quella di distruggere la tradizione del socialismo in Italia. Non c’era riuscito il fascismo, non c’era riuscita la CIA, non c’era riuscita la DC , ce l’hanno fatta loro con le loro fredde intelligenze, capaci di minuziosi calcoli senza mai l’ombra di un principio,di un’idea nobile, di una visione politica” . Così ieri sul “Fatto quotidiano” Maurizio Viroli commentava l’ignavia della minoranza PD di fronte allo scempio che si va facendo della Costituzione. Toni insolitamente duri sono venuti anche da Roberto Toniatti, che ha sposato in pieno il giudizio di Stefano Rodotà sulla deriva in atto. La compressione della democrazia a cui stiamo assistendo rende ancor più provvidenziale di quanto pensassimo la nascita, a Bolzano e Trento, di associazioni che intendono battersi per più democrazia. Per quanto riguarda i corrispettivi locali di cui parla Viroli, per casa nostra l’invettiva è ancor più severa, essendo i nostri parlamentari più renziani di Renzi; nel momento in cui con la profonda revisione del titolo V le autonomie speciali sono seriamente minacciate, assistiamo ad un assordante silenzio degli eletti nei nostri territori. Urge costituire, con tutte le persone di buona volontà, un’unione democratica che in Trentino in particolare, ma analogo discorso vale per il Sudtirolo, si ponga come primo obbiettivo quello di bocciare per via referendaria queste pseudo riforme costituzionali, se queste dovessero malauguratamente passare l’ultimo vaglio parlamentare. Impegnati come siamo ad aprire la strada ad un sano e genuino federalismo non possiamo più fidarci degli attuali rappresentanti eletti con il porcellum. Che la parola ritorni presto al popolo, con la legge elettorale suggerita dalla consulta; ai nuovi soggetti politici che vanno costituendosi nel cantiere della democrazia diretta spetterà il compito di apportare i giusti emendamenti al testo trasmessoci dai padri costituenti. La sola idea che a metter mano ai sacri testi siano gli attuali esponenti politici, i quali nelle cariche istituzionali e di partito ( le disputa sui vitalizi e per la segreteria del PD trentino sono fatti emblematici) stanno dando il peggio di quanto si sia visto in un settantennio di storia repubblicana, è un incubo dal quale è bene uscire in fretta. Lunedì 16 marzo, alle ore 18, di ciò che sta accadendo se ne parlerà a Trento, alla sala della Fondazione Cassa di Risparmio di via Garibaldi, sotto l’egida dell’associazione “Più democrazia in Trentino”.

di Vincenzo Calì

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