Portale della partecipazione, petizioni e trasparenza: cestinate le osservazioni di Più Democrazia in Trentino

Trasparenza NO GRAZIE_In occasione della seduta del 17 giugno, oltre a discutere l’odg per il rinvio all’aula del disegno di legge 1/XV, sono state presentate al comitato le possibili modifiche al regolamento interno del Consiglio. Le proposte di modifica sono state redatte a seguito delle osservazioni trasmesse dal comitato l’11 giugno al Presidente della Prima commissione. Nel messaggio inviato al consigliere Zeni, il comitato concordava anche con lo stralcio della parte del ddl relativa a petizioni e consultazioni affinché questa venisse inclusa nel regolamento.

Questo è il risultato della rielaborazione del Consiglio:
modifica regolamento

E’ chiaro che i principi della trasparenza e dell’apertura alla cittadinanza, ai quali il comitato si richiamava, non sono stati recepiti in alcun modo e che quindi le migliorie al regolamento e al portale internet del Consiglio provinciale saranno sostanzialmente nulle.

Gli ampi margini per il perfezionamento del sito web del Consiglio in termini di trasparenza, fruibilità e funzionalità emergono con evidenza procedendo con una semplice consultazione online degli atti politici. Infatti, le mancanze e le lacune delle schede relative all’iter degli atti politici sono numerose e non consentono al cittadino di accedere ad informazioni essenziali che riguardano l’attività svolta da assessori e consiglieri.

Questo ad esempio è lo screen shot del ddl 1/XV di iniziativa popolare (abbiamo messo una foto perché il sito internet è sovente in manutenzione e quindi non accessibile):
screen shot_iter ddl 1 XV

Questo invece l’elenco degli elementi mancanti in riferimento all’iter del ddl 1/XV e parallelamente all’iter di tutti gli altri atti politici della PAT:

MANCANZA DI:

  • link all’iter legislativo della scorsa legislatura. Nella fattispecie basterebbe un link al ddl 328/XIV. Proprio una norma del regolamento interno (art.132) prevede che i ddl di iniziativa popolare non decadano al termine della legislatura per cui tale norma andrebbe applicata garantendo continuità anche nella consultazione online;
  • domanda e data di concessione dell’assistenza legislativa ai promotori dell’iniziativa popolare. Questo è un aspetto fondamentale per informare i cittadini della possibilità di contribuire alla scrittura del testo di legge da sottoporre successivamente alla raccolta delle firme. In queste settimane ad esempio un gruppo di cittadini sta scrivendo un ddl sulla mobilità sostenibile ma – nonostante delle risorse pubbliche siano state messe a disposizione degli stessi – sul sito istituzionale non v’è traccia;
  • termini temporali della raccolta firme (data di inizio e data di consegna). Tali informazioni dovrebbero essere condivise e pubblicizzate sia per informare la cittadinanza della possibilità di sottoscrivere l’iniziativa popolare sia per indicare gli obblighi che i promotori devono rispettare affinché la documentazione ed i certificati elettorali siano consegnati in tempi utili;
  • comunicazione di convalida delle firme che di fatto chiude la fase della raccolta decretando la quantità totale delle sottoscrizioni (e dei relativi certificati elettorali) e il raggiungimento o meno della soglia minima richiesta (2500 per le iniziative popolari e 8000 per i referendum);
  • data delle sedute svolte e dei relativi resoconti. Per l’iter in oggetto sono state convocate n.3 sedute nella scorsa legislatura e n.6 nell’attuale. I resoconti sono disponibili solo ai consiglieri e solo dopo la convalidazione che normalmente avviene nella seduta successiva. Esempio: i resoconti delle audizioni di Kaufmann, Benedikter e Toniatti del 30 maggio 2013 sono stati consegnati ai rappresentanti del comitato solo nel maggio 2014 (circa un anno dopo);
  • data delle audizioni svolte nella scorsa legislatura e relativi resoconti. Andrebbero infatti distinte le sedute di programmazione e di discussione da quelle in cui si svolgono le audizioni. Per l’iter in oggetto sono state convocate n.1 sedute per le audizioni nella scorsa legislatura (Kaufmann, Benedikter e Toniatti) e n.2 sedute per le audizioni nella legislatura corrente (Garrone, Blokker, SPS, sindacati, ASUC, Ahref);
  • riferimento al comitato promotore. Sebbene sia presente il riferimento al primo firmatario è assente il riferimento al comitato promotore. In questo caso si tratta di Più Democrazia in Trentino mentre in altri casi si è trattato di Firmalove, La Bussola, etc. NB. La possibilità di indicare ufficialmente il comitato promotore e del relativo spazio internet è normata anche a livello comunitario dall’Iniziativa dei Cittadini Europei;
  • termini di presentazione delle candidature per essere ascoltati in audizione nel corso dell’iter legislativo. Ad esempio, i rappresentanti della Scuola di Preparazione Sociale – che peraltro hanno parlato a favore dell’iniziativa – hanno chiesto di essere ascoltati ma ciò è stato possibile solo per una serie di coincidenze e di relazioni interpersonali privilegiate. La stessa opportunità, ad esempio, non è stata garantita ad altri soggetti poiché, anche se l’avessero voluto, non sarebbero stati nella condizione di conoscere i termini e le modalità per la presentazione della richiesta;
  • resoconti delle sedute i cui tempi per la compilazione e l’approvazione sono piuttosto lunghi. Non volendo fare alcuno sforzo si potrebbero linkare nella cronologia dell’iter almeno le note riassuntive prodotte dall’addetto stampa del Consiglio che di regola partecipa alle sedute, le quali sono disponibili nella sezione News del sito internet già pochi minuti dopo lo svogimento delle stesse;
  • documenti e memorie integrative depositati nel corso dell’iter legislativo. Esempio 1: nel febbraio il comitato ha depositato il Codice di Buona Condotta sui Referendum del Consiglio d’Europa tradotto all’inizio dell’anno del 2014 grazie all’impegno del comitato. Sui siti istituzionali non è menzionato in alcuno modo il deposito di tale documento, né nella scheda dell’iter né altrove. Esempio 2: prima della seduta del 4 giugno il comitato ha presentato una memoria riassuntiva della posizione del comitato, la quale era fondamentale per capire il senso della proposta popolare e per indurre i consiglieri a palesare la loro posizione. La memoria è stata allegata all’articolo redatto dell’addetto stampa ma non è stata inserita nella documentazione a corredo dell’iter legislativo. NB. Alcuni articoli di approfondimento potrebbero essere tutelati dal diritto d’autore. In casi simili, poiché non è evidentemente possibile la condivisione integrale, andrebbe indicato per lo meno il riferimento bibliografico;
  • report della votazione finale della commissione legislativa. Nel caso di specie, non ha avuto luogo una trattazione articolo per articolo del testo di legge bensì è stato discusso e votato un ordine del giorno per mandare integralmente il ddl in aula al fine di non snaturare i contenuti dell’iniziativa popolare. Consultando il sito istituzionale non è possibile risalire all’odg e nemmeno a chi e come ha votato a riguardo (favorevole, contrario o astenuto). NB. Allo stato attuale il ddl risulta “rigettato” dalla commissione quando in realtà è stato “rinviato all’aula”.
  • riferimento alla conferenza di informazione convocata proprio per iniziativa dei promotori del ddl e per facilitare il processo di apprendimento e di alfabetizzazione dei consiglieri provinciali in materia. La data della conferenza è stata fissata almeno con un paio di settimane di anticipo. Da un lato l’evento è pubblicizzato su un banner del sito del Consiglio senza però riferimenti al ddl. Dall’altro nella scheda del ddl non v’è alcun riferimento alla conferenza di informazione;
  • informazioni e modalità per manifestare l’interesse a partecipare alla conferenza di informazione. Qualora un soggetto volesse partecipare alla conferenza, non è messo nella condizione di farlo poiché non vi sono indicazioni a riguardo;
  • riferimento alla sessione del Consiglio provinciale in cui verrà discussa la proposta di legge (o alla sessione in cui è stata discusso). La pubblicizzazione della programmazione delle date è importante non solo per i consiglieri ma anche per i promotori, i giornalisti e in generale per tutti i cittadini che desiderano seguire l’iter di un determinato disegno di legge. Nella fattispecie, il ddl 1/XV non è ancora arrivato in Consiglio, tuttavia anche per i ddl che hanno terminato l’iter non è riportato in alcun modo il riferimento al resoconto della discussione e del voto finale. Per quanto riguarda la discussione e il voto finale in aula vi sarebbe l’opportunità di inserire un semplice link alla videoregistrazione ma ciò non avviene. Per i ddl che hanno terminato l’iter non è infatti messo a disposizione né il resoconto né il link al video archiviato sui canali del Consiglio;
  • videoregistrazioni delle sedute delle commissioni, le quali non sono previste dall’attuale regolamento ma che se lo fossero potrebbero essere archiviate automaticamente in un unico contenitore (es. canale Youtube del Consiglio) e alle quali ci si potrebbe collegare con un link dalla scheda del ddl. Considerato che il Consiglio spende risorse pubbliche per programmi di intrattenimento che non hanno nulla a che vedere con l’attività legislativa (es. A tu per tu e Videoritratti)è difficile comprendere le motivazioni che non permettono di videoregistrare le sedute di lavoro delle commissioni e di metterle a disposizione dei cittadini.

Chi difende la democrazia rappresentativa sostiene che il cittadino può partecipare esprimendo il voto dopo aver valutato il lavoro degli eletti nel corso della legislatura. La domanda nasce spontanea: come è possibile valutare il lavoro degli eletti se i riferimenti all’attività svolta nelle commissioni e in Consiglio non vengono messi a disposizione dei cittadini?

Nelle osservazioni inviate al presidente della Prima commissione erano stati indicati dei riferimenti a siti istituzionali di paesi stranieri affinché anche il Consiglio provinciale potesse prendere spunti utili. Qui invece si indicano le pagine dal comitato per riportare passo dopo passo l’iter dell’iniziativa popolare:
l’iter completo (dall’assistenza legislativa al voto in aula)
l’iter in pillole (con la possibilità di consultare i resoconti integrali)

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