Un sabato qualunque

non smettere di dissentire“… la capacità di dissentire nonostante si obbedisca alla legge è la virtù più peculiare della rappresentanza democratica, quella che è più prossima alla vocazione socratica. La virtù del cittadino non è l’obbedienza, ma l’obbedienza unita a un’attitudine al dissenso possibile e aperto. Vero segno di stabilità non è la fiducia radicata e diffusa, bensì la sfiducia, che tiene attivo il senso del controllo e della critica. La sfiducia come vero e proprio tonico per la democrazia. “ (Nadia Urbinati, Liberi e uguali)

Queste parole di Urbinati si rincorrevano nella mia mente mentre ascoltavo le riflessioni e i racconti delle persone che come me sabato scorso, nel primo giorno di primavera, hanno partecipato all’Assemblea provinciale di Mehr Demokratie, l’Associazione sorella di Più Democrazia in Trentino.

Mehr Demokratie, in prima linea da vent’anni per riuscire a introdurre nella Provincia di Bolzano strumenti di partecipazione che contribuiscano a migliorare la qualità della democrazia, e quindi della vita sociale ed economica, della nostra Provincia sorella. Vent’anni sono tanti, da qualunque punto di vista li si consideri.

Per ben 4 volte le proposte di Mehr Demokratie sono state respinte e offese dal consiglio provinciale di Bolzano. Quattro volte sono tante per chiunque. Sono tantissime quando chi propone – come nel caso di Mehr Demokratie – è un’Associazione non sponsorizzata da un qualche Partito. Sono tantissime quando semplici cittadini, nel totale rispetto delle regole e con grande attenzione alle liturgie burocratiche, si impegnano per costruire una proposta che possa essere costruttivamente discussa. Decine di migliaia di altoatesini hanno lavorato per questo senza ottenere non solo alcun risultato, ma neppure il dovuto rispetto.

Pensavo a questo e mi chiedevo come quelle persone sedute accanto a me un sabato mattina qualunque potessero ancora avere la forza per continuare a immaginare e desiderare.

Sono intervenuta raccontando la disavventura del Disegno di Legge di iniziativa popolare di Più Democrazia in Trentino, tristemente affossato dal consiglio provinciale di Trento.

Un po’ mi vergognavo, perché per noi trentini è stato “solo” il primo schiaffone, mica il quarto! Noi trentini siamo in trincea solo da 3 anni, mica da 20!

Ma ho continuato ad ascoltare, molto attentamente, per oltre due ore.

Quando infine Stephan ha parlato, ho compreso che tutto questo ha un senso – almeno per me.

Perché il futuro non sarà più quello di una volta – per fortuna

Perché l’innovazione è una disobbedienza andata a buon fine – e voglio disobbedire.

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