Petizione Levico Terme. Le osservazioni dell’associazione alla risposta del sindaco

In replica alla risposta del sindaco di Levico Terme alle rimostranze dell’associazione Più Democrazia in Trentino, il 5 settembre, abbiamo inoltrato le seguenti osservazioni al Difensore Civico nella speranza che l’amministrazione comunale adotti i necessari provvedimenti per assicurare il pieno esercizio del diritto di petizione e il rispetto del diritto alla privacy dei firmatari degli atti di iniziativa popolare rimediando così alle inadempienze evidenziate nella trattazione della petizione petizione popolare “Fare di meglio senza costi aggiuntivi in bolletta”:

* * * * *
(Osservazioni in formato pdf – 5 set ’17)

avv. Daniela Longo
Difensore Civico della Provincia autonoma di Trento

E per conoscenza
dott. Saverio Agnoli  – 
Funzionario referente

Trento, 5 settembre 2017

OGGETTO: Osservazioni alla nota del Comune di Levico Terme del 25 luglio 2017 (rif. F.409/17 – petizione raccolta rifiuti)

Gentile avv. Daniela Longo,

La mettiamo a parte delle osservazioni dell’APS Più Democrazia in Trentino riguardo la nota inviata dal sindaco del Comune di Levico Terme il 25 luglio 2017 all’Ufficio del Difensore Civico (DCTN/P/23/08/2017-0002072) in replica alla comunicazione inoltrata dal Vostro ufficio il 18 luglio scorso (prot. DCTN/P/18/07/2017-0001755).

Alla nota del Suo Ufficio era allegata la nota iniziale nella quale l’Associazione chiedeva una valutazione sui seguenti aspetti:

  1. la correttezza delle procedure in ordine alla trattazione della petizione con particolare riferimento alle misure adottate per garantire il rispetto dei termini di risposta;

  2. Il rispetto delle disposizioni del Codice in materia di protezione dei dati personali.

Per quanto concerne le modalità di trattazione della petizione, l’Associazione considera la risposta del sindaco del tutto insoddisfacente non offrendo alcuna spiegazione rispetto alle rimostranze evidenziate sopra. La risposta conferma il mancato rispetto delle disposizioni statutarie (art.57) e del regolamento per la partecipazione e la consultazione dei residenti (art.3) palesando una scarsa consapevolezza e una preoccupante inadeguatezza nel perseguire gli scopi dello Statuto in materia di partecipazione popolare.

L’utilità degli istituti di partecipazione popolare consiste nella possibilità di correggere o stimolare l’azione amministrativa dei rappresentanti e di coinvolgere la cittadinanza nella gestione degli affari collettivi. Risulta peraltro difficile comprendere la logica adottata dal sindaco nella risposta quando si limita a descrivere la discussione maturata su ordini del giorno e mozioni trattate precedentemente dal Consiglio comunale sull’argomento rifiuti. Dal punto di vista dei firmatari, il fatto che il tema sia stato trattato in misura non soddisfacente da parte dell’amministrazione comunale, avrebbe dovuto indurre il Consiglio a una trattazione più puntuale ed esaustiva invece che a una prematura e ingiustificata cestinatura della petizione.

Per quanto concerne le telefonate che il sindaco ha affermato di aver fatto ai firmatari della petizione, l’Associazione ritiene si tratti di un fatto deprecabile, di gravità assoluta, che si pone in antitesi ai principi consolidati in materia di protezione dei dati personali. Auspica altresì che vengano adottati i necessari provvedimenti affinché un simile malaugurato e sgradevole comportamento non si ripeta.

Sulla base delle suddette osservazioni, che si aggiungono a quelle già espresse nelle precedenti comunicazioni sul tema specifico della partecipazione popolare negli enti locali (F.377/17 – petizione piste ciclabili), l’Associazione rileva la necessità di un intervento del legislatore regionale e provinciale allo scopo di:

  • porre rimedio alla situazione di incertezza giuridica e di carenza normativa per quanto concerne le modalità di trattazione delle petizioni popolari nell’ordinamento regionale dei comuni.

  • raccomandare le amministrazioni comunali a una più puntuale disciplina delle procedure al fine di assicurare il pieno esercizio del diritto di petizione e la protezione dei dati personali dei firmatari.

Chiudiamo questa breve missiva con due considerazioni sostanziali:

(i) per quanto concerne le Petizioni facciamo presente che si tratta di uno tra i più “leggeri” strumenti della democrazia deliberativa.

Anche solo guardando l’etimologia se ne comprende l’essenza: una supplica, una preghiera. Ai giorni nostri attribuiamo a questo termine il significato di richiesta sottoposta all’Autorità (che poi decide in autonomia). Una digressione questa, volta a sottolineare l’assurdità della situazione: i Cittadini fanno una semplice richiesta e l’Autorità non risponde nei modi e nei tempi stabiliti per tutelare la dignità dei Cittadini.

(ii) Il Difensore Civico è interlocutore privilegiato per i Cittadini. È “Autorità” delegata a difenderne i diritti civici e politici. L’unica.

Più Democrazia in Trentino attribuisce grande valore a questa Figura, ufficialmente titolata e attrezzata per contribuire a rendere la nostra democrazia migliore e più equilibrata.

Nuovamente grazie per l’attenzione che riserverà al nostro contributo.

Daniela Filbier – Presidente dell’APS Più Democrazia in Trentino

Alex Marini – Primo firmatario disegno di legge di iniziativa popolare 1/XV

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One thought on “Petizione Levico Terme. Le osservazioni dell’associazione alla risposta del sindaco

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