Comunicato stampa: anche il Partito Democratico riconosce l’autorevolezza della Commissione di Venezia

dorigatti fraccaro nicolettiIn risposta al comunicato stampa del deputato Michele Nicoletti del 10 feb 2015 – ore 13.29

Trento, 10 feb 2015 – 15.44 – Noto con piacere e con non poca sorpresa che il deputato Michele Nicoletti ha espresso soddisfazione nell’apprendere che la Commissione di Venezia ha accolto la pratica di attivazione della procedura di consultazione del ddl di iniziativa popolare 1/XV. Avendo incontrato in stazione il 2 febbraio scorso l’on. Nicoletti avevo chiesto, sapendo che il fascicolo era giacente presso il Ministero degli Esteri, se avesse potuto attivarsi per sollecitare la trasmissione dello stesso alla Commissione. La risposta dell’on. Nicoletti in quella occasione fu: “Sì, mi ha contattato il Ministero degli Esteri, ma cosa vuoi che importi alla Commissione di Venezia di quello che fanno in Trentino”.

Il Partito Democratico, dopo aver contribuito con la firma del suo capogruppo in Consiglio Provinciale al tentativo della Giunta Rossi di affossare l’iniziativa popolare nel luglio scorso e di evitare il conseguente adeguamento della norma provinciale alle raccomandazioni contenute nel Codice di Buona Condotta sui Referendum, ora riconosce l’importanza dell’iter consultivo presso la Commissione di Venezia. Tuttavia, l’aspetto che più ci dovrebbe compiacere è che una simile dichiarazione, la quale sottolinea indubbiamente un radicale cambio di rotta, sia stata pronunciata da un rappresentante che, non più tardi di una settimana fa, ha manifestato il più totale disinteresse per la vicenda.

Resta il rammarico per il rifiuto della Giunta a sottomettere a parere anche il proprio DDL, costruito non solo con finalità di rendere ancora più difficile la partecipazione diretta dei cittadini alle scelte politiche, ma anche in totale disdegno delle posizioni espresse dalla Commisione di Venezia con il suddetto codice.

A questo punto il comitato attende fiducioso il parere della Commissione di Venezia dichiarando fin da subito di sentirsi vincolato a recepire ogni suggerimento che essa intenderà fornire. Rimangono invece un enigma le posizioni dei partiti della coalizione di centrosinistra che in più di un’occasione hanno manifestato la volontà di non voler recepire le raccomandazioni del Consiglio d’Europa.

In qualità di primo firmatario dell’iniziativa popolare, ne approfitto per cogliere l’occasione per ringraziare il Presidente del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti e il presidente della Prima commissione Luca Zeni per aver mantenuto fede agli impegni presi nei confronti delle richieste del comitato Più Democrazia in Trentino e in particolar modo i funzionari del Consiglio provinciale che con grande professionalità hanno sempre garantito il corretto svolgimento delle procedure. Ringrazio inoltre il deputato Fraccaro che, presente alla mia conversazione con l’on. Nicoletti, prendendo atto delle sue dichiarazioni, in data 3 febbraio ha prontamente proceduto a verificare lo stato della pratica presso il Ministero degli Affari Esteri e a sollecitarne lo sblocco.

Alex Marini – Primo firmatario ddl di iniziativa popolare 1/XV

In serata è stata divulgata anche la controreplica di Michele Nicoletti (10 feb 2015 – ore 19.49) che si riporta di seguito:

Il commento di Alex Marini alle mie dichiarazioni sulla decisione della Commissione di Venezia mi costringe a qualche precisazione.

Nei giorni scorsi circolava la preoccupazione – rivelatasi poi del tutto infondata – che il Ministero degli Affari Esteri, a cui era stata rivolta la richiesta del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento di sottoporre il disegno di legge di iniziativa popolare su “Iniziativa politica dei cittadini” al giudizio della Commissione di Venezia, si dimostrasse piuttosto tiepido nei confronti di questa iniziativa e non inoltrasse la richiesta.

Di fronte a questa ipotesi ho espresso l’opinione – alle diverse persone che mi hanno sottoposto la questione – che una certa lentezza nella procedura potesse essere dovuta al fatto che in questo momento molte energie del MAE e della Commissione di Venezia sono assorbite dalla crisi ucraina (in cui il processo di revisione costituzionale, l’articolazione federalista dello Stato e la tutela delle minoranze giocano un ruolo fondamentale) e che agli occhi del Consiglio d’Europa la nostra Regione rappresenta non un luogo critico per la democrazia, ma un bel modello a cui molte comunità multietniche potrebbero ispirarsi. Naturalmente si può e si deve far meglio anche con l’aiuto dei cittadini e degli organismi internazionali.

Per fugare ogni sospetto mi sono tuttavia premurato di verificare presso il MAE se vi fossero difficoltà ad inoltrare la richiesta della Provincia. Come immaginavo nessuna difficoltà né alcun atteggiamento tiepido: la competenza non spettava al MAE, ma al Dipartimento Affari Regionali della Presidenza del Consiglio che per il tramite della nostra Rappresentanza permanente a Strasburgo aveva regolarmente inoltrato la richiesta alla Commissione di Venezia. E la Commissione stamattina ha risposto positivamente.

Di qui stamane la mia dichiarazione di apprezzamento per il comportamento di assoluta correttezza del Governo italiano in questa vicenda e della grande disponibilità della Commissione di Venezia, il cui parere – per l’autorevolezza che la contraddistingue – non potrà che giovare al dibattito politico trentino.

Quindi nessun radicale cambio di rotta da parte mia, ma il semplice svolgimento di un compito istituzionale: verificare che le istituzioni si muovano al servizio dei cittadini e, quando ciò avviene, apprezzarne la correttezza.

Michele Nicoletti – Deputato PD del Trentino e Presidente della Delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa

 

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