Democrazia diretta a Mori. Il Consiglio comunale rilancia su Statuto e Regolamento

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Nicola Bertolini – consigliere comunale di Mori

Mori conferma di essere un comune virtuoso per quanto concerne la partecipazione popolare. Nella scorsa consiliatura l’assemblea comunale concluse un proficuo percorso di confronto e di approfondimento che si sviluppò in seno alla commissione statuto presieduta da Giuseppe Dellana (videointervista) e che vide coinvolta anche l’associazione Più Democrazia (qui le raccomandazioni). Approvò infatti uno statuto all’avanguardia che andò oltre il mero recepimento delle direttive della legge regionale 11/2014.

Il 26 gennaio 2015 il consiglio non si limitò abbassare al 20% il quorum di partecipazione previsto per i referendum comunali (contro un massimo del 25% previsto dalla legge), ma introdusse la consultazione popolare confermativa, un’innovativa forma di referendum confermativo sulle delibere comunali. L’originalità dello strumento fu di attribuire all’amministrazione comunale la facoltà di proporre una controproposta in alternativa alla delibera oggetto di referendum al fine di consentire una mediazione tra amministratori e comitati popolari e di evitare il voto popolare qualora vi sia una soluzione condivisa.

Per valorizzare ulteriormente il pregevole lavoro svolto negli anni scorsi, i consiglieri in carica hanno quindi deciso di alzare l’asticella e di porsi obiettivi ancora più ambiziosi. La deliberazione del Consiglio n. 47 dd. 02/11/2015, accogliendo integralmente le proposte della mozione a prima firma di Nicola Bertolini (foto in alto), ha impegnato il presidente del consiglio comunale a proseguire sui binari della democrazia diretta e partecipata e di completare il percorso avviato.

Qui il dispositivo approvato all’unanimità:

1. AD ATTIVARSI E RIFERIRE al Consiglio comunale sull’utilizzo degli strumenti di democrazia diretta a livello comunale dalla loro introduzione (1993) ad oggi. In particolare si richiede quante e su quali argomenti istanze, petizioni, proposte di delibera di iniziativa popolare e richieste di referendum siano state presentate e se gli atti relativi alla trattazione e le risposte dell’amministrazione siano consultabili; se siano numerate e catalogate al pari – ad esempio – delle interrogazioni; se esista un archivio accessibile alla cittadinanza dove reperirle;

2. AD ATTIVARE la Commissione Statuto al fine di discutere, formulare e predisporre una proposta di delibera in ordine alla modifica dello Statuto e dell’aggiornamento dei regolamenti comunali per incrementare l’accessibilità e l’efficacia degli strumenti di democrazia diretta;

3. A DEFINIRE le modalità affinché alla Commissione possano partecipare tutti i consiglieri interessati e comunque uno per ogni gruppo consigliare, a titolo gratuito. La Commissione potrà avvalersi di esperti e soggetti interessati al fine del miglioramento degli strumenti di democrazia diretta;

4. A TROVARE strumenti idonei ad informare la popolazione sul lavoro svolto.

Rassegna stampa:

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